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Carcere, a fuoco una cella Cinque agenti intossicati

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Ennesimo episodio di violenza in carcere dove un detenuto ha dato fuoco a quello che aveva nella propria cella, provocando un incendio che avrebbe potuto avere risvolti drammatici.

I fatti risalgono alla mattina di lunedì. Dapprima l’uomo si è lesionato il corpo ed è stato salvato dagli agenti, che hanno impedito gravi conseguenze. L’uomo è stato curato presso l’infermeria dell’istituto penitenziario. Successivamente, però, l’uomo ha pensato bene di dare fuoco alla propria cella.

“Poteva essere una strage”, commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe. “Subito fiamme e fumo hanno invaso la cella e la sezione detentiva, ma proprio il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha scongiurato conseguenze drammatiche. Il fumo era denso e pericoloso, tale da determinare anche grida di allarme da parte degli altri detenuti. I poliziotti si sono comportati in modo eroico”.

In seguito all’evento si è reso necessario far evacuare la sezione detentiva, ma 5 poliziotti sono rimasti intossicati e sono dovuti ricorrere alle cure ospedaliere. “Sono stati momenti di grande tensione ma stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio a Cremona a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza. Ma questo gravissimo episodio è sintomatico di una tensione detentiva a Cremona che noi denunciamo da tempo”.

Dura la denuncia del Sappe: “Da tempo segnaliamo le criticità interne al carcere di Cremona, dove evidentemente la situazione sembra sfuggire di mano a direttore e comandante del reparto di Polizia Penitenziaria, che evidentemente hanno improntato una organizzazione del lavoro e una quotidianità penitenziaria a Cremona fallimentare sotto il punto di vista della sicurezza e della rieducazione trattamentale”. Un carcere che nel 2014 ha registrato addirittura un numero di atti di autolesionismo (120) maggiore di quelli del penitenziario di Milano S. Vittore (46), che però ha quasi il triplo dei detenuti.

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