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Teoria Gender, giovedì 23 il convegno che divide il centrosinistra

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Si terrà giovedì 23 aprile (ore 21) presso Palazzo Cittanova, il convegno dal provocatorio titolo “Mamma e papà servono ancora?”, organizzato da Movimento per la Vita di Cremona in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare, il Circolo “Voglio la mamma” di Cremona, La Manif pour Tous di Cremona, Age (Associazione italiana genitori) cremonese e Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) lombarda. Un raggruppamento di associazioni che non rappresenta la totalità del pensiero cattolico e che ha già fatto alzare la voce all’Arcigay e al Pd cremonesi, visto che l’evento è patrocinato dal Comune.

Un evento che vedrà la partecipazione di Massimo Gandolfini, neurochirurgo, vicepresidente nazionale di “Scienza e Vita”, e Marco Dipilato, rappresentante Agesc Lombardia. La serata è promossa dal Movimento per la Vita di Cremona in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare, il Circolo “Voglio la mamma” di Cremona, La Manif pour Tous di Cremona, Age (Associazione italiana genitori) cremonese e Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) lombarda. “Assistiamo ogni giorno – spiega il presidente del Movimento per la vita di Cremona, Paolo Emiliani, sul sito della Diocesi di Cremona – a un avvelenamento del clima culturale che rischia di condizionare ideologicamente la discussione di alcuni importanti e delicati disegni di legge. Mentre, infatti, il dibattito parlamentare e le dispute tra gli opposti schieramenti e all’interno dei partiti si accendono calorosamente su riforma elettorale, riforma del mondo del lavoro, riforma Costituzionale e tanto altro utile al “cambiamento” dell’assetto burocratico-amministrativo del nostro paese, su altre materie legislative si registra scarso interesse e talvolta una silenziosa complicità che appare finalizzata e determinare un  irreversibile “cambiamento” antropologico della nostra società”.

L’iniziativa, come spiega Davide Vairani, scaturisce da un clima di forte preoccupazione da parte “di moltissimi genitori, e non solo, per la dilagante colonizzazione da parte della cosiddetta teoria del gender”. A questo proposito si toccheranno le questioni in discussione in parlamento: il d.d.l. Scalfarotto. il d.d.l. Fedeli, il d.d.l. Cirinna’. “A tutti appare evidente – sottolinea ancora il presidente del Movimento per la vita di Cremona – che questi prossimi appuntamenti Parlamentari, magari, come già accaduto, calendarizzati in orari notturni, attraverso la cancellazione della differenza di natura tra maschile e femminile, la destrutturazione della famiglia, la marginalizzazione del compito educativo dei genitori, l’indottrinamento ad un “pensiero unico” già dalla prima infanzia, decideranno dell’assetto antropologico della nostra società”.

“È in gioco la libertà di educazione dei genitori per i loro figli – concludono gli organizzatori –. Essa non è una cortesia concessa a qualcuno, ma è un diritto dei genitori: diritto fondamentale che in Italia, unico caso in Europa, è stato affermato a parole, ma negato nei fatti da troppo tempo”.

GLI ATTACCHI DELLA SINISTRA Desta stupore  –  afferma Gabriele Piazzoni, presidente Arcigay e segretario provinciale di Sel, uno dei partiti che compongono la maggioranza di centrosinistra –  il patrocinio concesso dal Comune di Cremona al convegno previsto per  giovedì 23 aprile in palazzo Cittanova “Ideologia Gender fra scuola e famiglia” sulla fantomatica “teoria gender” organizzato dalla componente più conservatrice del mondo cattolico, purtroppo con la collaborazione dell’ Ufficio Pastorale Familiare della Diocesi di Cremona, le cui posizioni, incredibilmente sempre più radicali in materia di parità di diritti e lotta alle discriminazioni, cominciano a destare sconcerto anche fra molti fedeli del nostro territorio. Confidiamo che proprio la sponsorizzazione di una istituzione religiosa generalmente ritenuta affidabile come l’Ufficio per la Pastorale Familiare sia alla base di questo patrocinio da parte del Comune di Cremona, che speriamo in futuro approfondisca meglio i contenuti dei convegni ai quali viene concessa la collaborazione del Comune.

«La “teoria gender” – continua Piazzoni – è infatti una invenzione polemica, che nella realtà non esiste, un miscuglio di slogan e pregiudizi, un’etichetta creata per scardinare qualunque intervento, teorico, giuridico politico o culturale mirante all’avanzamento di politiche che contrastino la disparità tra uomini e donne, e le discriminazioni verso gli omosessuali. La “teoria del gender” è un artificio utilizzato per spaventare alcune famiglie, manipolarle con premesse false ed usarle, ponendole in rotta di collisione con le istituzioni scolastiche, al fine di garantire la perpetuazione dell’ideologia sessista che anima alcune persone, ideologia che vuole il maschio “macho”, insensibile, violento e prevaricatore e la femmina disponibile a subire la violenza, a comprendere, a perdonare, nella rassegnazione e nella sottomissione. Non a caso pochi mesi fa lo stesso Ufficio per la Pastorale Familiare aveva proposto la presentazione del libro di Costanza Miriano dall’inequivocabile titolo “Sposati e sii sottomessa”»
«Facendo leva sulle paure dei genitori, questa inesistente “teoria del gender” viene descritta come una “congiura” della “lobby gay” per “indottrinare” i loro figli all’omosessualità o al travestitismo, insegnando loro che “le differenze tra maschi e femmine non esistono”. Questo è semplicemente ridicolo: il punto della riflessione sul genere, che deve essere portata nelle scuole, è che maschi e femmine non possono essere ridotti a degli stereotipi. La scuola ha bisogno di pratiche educative che prevedano proprio di formare le nuove persone al rispetto per il prossimo, maschio o femmina che sia, favorendo il dialogo e la frequentazione fra le persone senza pregiudizio per il loro sesso biologico, in modo che sia loro chiaro fin dalla più tenera età che non esistono prima “i maschi” e poi “le femmine”, ma che esistono innanzitutto le persone, a prescindere dal loro sesso o dalla loro tendenza sessuale sia essa eterosessuale o omosessuale».

Un gruppo di consiglieri Pd ha invece presentato un’interrogazione per chiedere le ragioni del patrocinio del Comune. Francesca Baldini, Luigi Lipara e Paolo Carletti (Psi) chiedono al sindaco di far chiarezza sull’iter di “attribuzione di Patrocinio e Collaborazione da parte del Comune a una iniziativa, organizzata, fra gli altri, dall’associazione ‘Voglio la mamma’, che ha assunto di recente posizioni discutibili su alcuni temi etici quali l’aborto e la fecondazione eterologa, pratiche tutelate dal nostro ordinamento giuridico e che quindi potrebbe creare polemiche. La volontà è quella appunto di fare chiarezza e far emergere un atteggiamento di apertura da parte dell’amministrazione sulla trattazione di certi temi di assoluta attualità nel modo più plurale e partecipato possibile”.

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