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Spese pazze in Regione, Rossoni assolto per vizio procedurale

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Assolto per un vizio procedurale il cremasco Gianni Rossoni, attualmente esponente di Ncd ed ex assessore regionale, a processo nell’ambito dell’inchiesta sulle “spese pazze” della Regione Lombardia. Rinviati a giudizio, invece, 56 ex consiglieri lombardi accusati a vario titolo di peculato e truffa. Altri tre sono stati condannati in abbreviato a pene tra i 18 e i 24 mesi.

L’accusa per gli ex consiglieri – solo alcuni sono ancora in carica – è di aver utilizzato, tra il 2008 e il 2012, i fondi pubblici assegnati ai singoli gruppi regionali per spese personali, tra le quali l’acquisto di torroni, gratta e vinci o cartucce da caccia, e per pagare cene a base di aragosta e sushi oppure merende con piadine e nutella. Il tutto per circa tre milioni di euro.

Alcuni, come Renzo Bossi – “il Trota” – e Nicole Minetti, sono accusati di peculato, per essersi appropriati rispettivamente di  15.757,21 euro (nei suoi conti spese si trovano caramelle, gomme da masticare, cocktail, giornali, sigarette, apparecchiature elettroniche) e 19.651,96 euro (usati per ristoranti e bar). Insieme a Rossoni, prosciolti per vizio procedurale l’ex assessore Mario Scotti e l’ex capogruppo del Pd Carlo Porcari, nonché Guido Galperti, attuale deputato del Partito Democratico.

Stralciata invece la posizione dell’ex assessore Franco Nicoli Cristiani che ha chiesto di patteggiare una pena di oltre 2 anni in continuazione con la condanna già patteggiata per la vicenda della discarica di Cappella Cantone.

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