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Tamoil, la Regione blocca per carenza di documenti il decreto di dismissione

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La Regione ricorre al Tar contro il decreto del Ministero dello Sviluppo economico dello scorso 31 dicembre, che dava il via libera allo smantellamento della raffineria Tamoil. “Elementi di non chiarezza circa le prescrizioni cui è assoggettata la Soc. Tamoil Raffinazione nella fase di dismissione dell’attività di raffinazione e di contestuale trasformazione in esclusiva attività di stoccaggio di oli minerali”;  provvedimento che non recepisce in modo corretto il contenuto della delibera regionale del 2014 che esprimeva la posizione espressa da Regione Lombardia in sede di intesa: queste le motivazioni essenziali del ricorso alle vie legali da parte della Giunta regionale, ufficializzate in una delibera del 17 aprile scorso. Anche il Comune di Cremona si aggregherà alla Regione nel ricorso al Tar Lazio, una volta ricevuta la notifica del ricorso da parte dell’ente superiore: se ne è parlato, su comunicazione dell’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini, la scorsa settimana in Giunta. Pare infatti che nel via libera dato dal Ministero manchino le prescrizioni imposte a suo tempo dal Comune in sede di intesa.

Si complicano quindi i rapporti tra Cremona e Tamoil, dopo che un’altra questione relativa alla dismissione è finita (o finirà) davanti ai giudici amministrativi, e cioè l’opposizione di Tamoil alla richiesta di fidejussione avanzata dal Comune per garantire la corretta esecuzione della messa in sicurezza operativa rispetto all’inquinamento del sottosuolo.

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