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Dia: mafia nei cantieri, colpita anche azienda di Cremona

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“Negli ultimi tre anni la Dia ha emesso 64 provvedimenti di interdittive antimafia nei confronti di aziende che lavoravano per la realizzazione di Expo e Brebemi”. Lo ha detto il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso in un incontro con la stampa. Delle 64 aziende colpite, 31 hanno sede nel distretto della procura di Brescia. Nel dettaglio, 15 a Brescia, 11 a Bergamo, 4 a Mantova e una a Cremona. “Si tratta – ha detto Dell’Osso – di aziende che avevano infiltrazioni ‘ndranghetiste”.
Dell’Osso ha illustrato l’operato dei primi 4 mesi di attività della sezione operativa Dia di Brescia, istituita il 6 febbraio scorso. In particolare, il personale della Dia di Milano, coadiuvato da quello della neoistituita Sezione operativa di Brescia, coordinato e diretto dalla Direzione distrettuale antimafia della procura bresciana, ha confiscato immobili e disponibilità finanziarie a cittadini cinesi indagati più volte per reati legati allo sfruttamento della prostituzione. Il provvedimento ha riguardato W.F. e Z.S., coniugi residenti a Brescia, rispettivamente di 39 e 36 anni, titolari di centri massaggi risultati in realtà case di prostituzione. Nei loro confronti sono stati confiscati 4 beni immobili, conti correnti e depositi titoli per un importo di circa 1,2 milioni di euro. Inoltre, i destinatari del provvedimento sono stati W.F. e Z.Y., anche loro coniugi residenti a Brescia, di 44 e 41 anni, titolari di centri massaggi che coprivano attività legate alla prostituzione. A loro sono stati confiscati due beni immobili e quote societarie di un ristorante per un controvalore di quasi 800mila euro.

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