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Nuova rete di ricerca zootecnica: su Porcellasco torna l'ombra della chiusura. Bordo: 'Vogliono spostare tutto a Monterotondo Colpo basso per la nostra zootecnia'

Torna a incombere la minaccia della chiusura per il centro di ricerca zootecnica di Porcellasco. A lanciare l’allarme è il deputato di Sel Franco Bordo, dopo che, in questi giorni, il commissario straordinario del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Salvatore Parlato, ha predisposto il Piano di riorganizzazione della rete di ricerca del Crea, piano voluto dal Governo che prevede il taglio di oltre il 50 per cento delle attuali articolazioni territoriali. “Tale documento prevede di istituire il Centro nazionale per la zootecnia a Monterotondo (Roma) con sedi distaccate a Bella (Basilicata) e Modena, con la chiusura di Cremona e Sanluri” fa sapere Bordo.

Per il deputato si tratta di “Un colpo basso per la zootecnia italiana, per quella lombarda in particolare. Nei mesi scorsi, quando si parlava della chiusura di Porcellasco (Cr) da più parti erano arrivate rassicurazioni che al massimo ci sarebbe stato un accorpamento al Cra di Lodi. Altro che Lodi, Monterotondo! Ma come è possibile defraudare i nostri territori di tale risorsa, fondamentale per il sostegno e lo sviluppo di un settore prioritario non solo per l’economia lombarda, ma di tutto il Paese?
Nelle regioni del Nord viene prodotto il 75% del latte italiano e il 40% solo in Lombardia; al Nord sono oltre 60 mila le aziende da bovino da latte con 4 milioni di capi/anno contro le 17mila aziende e i 420mila capi del Centro. Solo queste cifre indicano l’assurdità della scelta di Monterotondo, un centro specializzato in razze come bufalini, equidi, specie minori, acquacoltura, cavallo Lipiziano. Ma stiamo scherzando?”.

Insomma, una scelta scellerata che penalizzerebbe fortemente la zootecnia del territorio cremonese. “Abbiamo bisogno di un Centro per la zootecnia nella nostra regione, nella bassa lombarda, che continui ad occuparsi della filiera lattiero-casearia, in particolare del bovino da latte, che supporti le nostre aziende nel miglioramento delle colture per l’alimentazione zootecnica, nelle tecniche di di allevamento che salvaguardino il benessere dell’animale, puntando ad un incremento della qualità e sicurezza del latte.
Non possiamo ritenere questa partita già chiusa, è necessaria una mobilitazione di tutti i soggetti coinvolti per difendere un patrimonio di conoscenza e ricerca costruito nell’arco di molti anni. Sono disponibile a fare la mia parte, come prima azione depositerò un’interrogazione urgente indirizzata al Ministro Martina”.

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