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Protesta scuola, oltre 200 manifestanti sotto la Prefettura Rifondazione aderisce

AGGIORNAMENTO – Rifondazione Comunista condivide le motivazioni della protesta dei sindacati scuola, avvenuta con varie modalità in tutta Italia nella mattina di martedì 19 maggio. A Cremona, circa 200 tra docenti e personale scolastico non docente hanno partecipato al sit in di fronte alla Prefettura, dove è stato anche consegnato un documento Circa 200 tra docenti, personale Ata e persino qualche studente hanno partecipato alla manifestazione di protesta contro il Ddl Scuola organizzata dai sindacati confederati. I manifestanti si sono radunati davanti alla Prefettura, per consegnare poi al Prefetto un documento in cui si ribadisce la necessità di un piano assunzioni che copra definitivamente gli effettivi bisogni della scuola italiana e che rispetti appieno il dettato della sentenza della Corte Europea che ha imposto l’immissione in ruolo di 100mila precari.

“Accogliamo con soddisfazione – interviene nel pomeriggio Francesca Berardi, portavoce di Prc –  la buona riuscita del presidio di stamane indetto dai sindacati per protestare, ancora una volta, contro la riforma della scuola voluta dal governo Renzi; una riforma che continua e peggiora la strada intrapresa dai precedenti governi e ministri dell’istruzione, dalla Moratti in poi. La buona scuola prospettata da Renzi e dal Partito Democratico è una scuola classista e sempre più elitaria, che si nasconde dietro una falsa definizione di merito per avvicinarsi sempre di più a un modello come quello americano che privilegia le scuole private, disponibili per chi può permetterselo, e mette in difficoltà quelle pubbliche. Nessun rifinanziamento, nessun rinnovo del contratto dei docenti, nessuna stabilizzazione dei precari della scuola, nessuna possibilità per gli insegnanti abilitati di insegnare, ma sgravi fiscali alle paritarie e alle private e più poteri a un preside-padrone che avrà libertà di scegliere chi più gli aggrada. E’ questo il merito tanto sbandierato? E’ necessario immediatamente un cambio di rotta, che difficilmente potrà avvenire per volontà o ripensamento spontaneo da parte di un governo sempre più orientato su posizioni liberiste e reazionarie. Rifondazione Comunista Cremona auspica che la mobilitazione veda protagonisti, come successo fino ad ora, i soggetti che ogni giorno costruiscono la scuola –  i docenti, gli studenti, i sindacati, le famiglie – ma anche  tutti coloro che lottano in questo Paese contro l’arretramento dei diritti e della democrazia: tutti insieme, uniti e determinati, possiamo e dobbiamo batterci fino all’ottenimento del ritiro della sciagurata riforma”.

“Stiamo parlando di una brutta scuola: questo è quanto prevede il Ddl” aveva evidenziato in mattinata Laura Valenti, segretaria Cgil Scuola, in piazza insieme a Salvatore Militello Cisl Scuola, Mauro Colafato Uil Scuola, Riccarda Signori dello Snals, e Luigi Maglio della Gilda. Dalle testimonianze di chi è intervenuto durante la manifestazione, “emerge una realtà ben diversa da quella che Renzi vuole mostrarci con i suoi slogan – spiega Valenti -. Il Ddl in discussione è qualcosa di ben diverso. Si parla di personale umiliato e non pagato, di dispersione scolastica in aumento, di un aumento dilagante della precarietà e di una legge per il diritto allo studio che non c’è. Renzi dice basta con i tagli, ma di fatto la prossima Finanziaria prevede un decurtamento di 2.020 posti di personale Ata. Questo comporterà che alcuni plessi scolastici, che peraltro sono già pesantemente sotto organico, rischiano di non poter neppure aprire i battenti. Renzi si dice aperto al confronto, però di fatto evita ogni forma di confronto”.

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