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Il sottopasso di via Brescia è aperto (alle bici) Contestazioni per il senso unico

foto Sessa

AGGIORNAMENTO – Prime ore di apertura (solo per biciclette e pedoni) per il nuovo sottopasso di via Brescia. Alle 16.30 di oggi mercoledì 20 maggio si è fatto un primo taglio del nastro virtuale dell’opera che, insieme al sottopasso di via Persico, è stata pensata per eliminare le lunghe soste dei veicoli alle sbarre dei passaggi a livello. Presenti tra gli altri il sindaco Gianluca Galimberti, l’assessore Alessia Manfredini e l’assessore Barbara Manfredini. Ma le polemiche sono giunte già nei primi minuti, da parte di alcuni commercianti e residenti di via Brescia e delle limitrofe vie Francesco Soldi ed Esilde Soldi, che hanno fatto sentire la loro voce contro l’utilizzo del sottopasso solo per un unico senso di marcia per le auto, a favore invece di una pista cicopedonale spaziosa (oltre tre metri). Polemiche già emerse nel corso dell’ultima assemblea del quartiere 5.

Il sindaco, dal canto suo, ha sottolineato che ancora non è stato deciso in via definitiva come verrà utilizzato il sottopasso, anche se le misure lasciano poco adito a dubbi: per far passare due auto contemporaneamente (come prevederebbe il doppio senso di marcia), infatti, sarebbe necessario fare una pista ciclabile di solo 1,5 metri, che diventerebbero ancora meno calcolando le dimensioni del cordolo di separazione. Ciò comporterebbe, come ha mostrato l’assessore Alessia Manfredini, che due bici in contemporanea non riuscirebbero a transitare in quanto il passaggio sarebbe troppo stretto.

Qualche dubbio c’è anche sull’altezza del sottopasso, di solo 2,50 metri. Esso sarebbe infatti sufficiente soltanto per autovetture e furgoni di dimensioni ordinarie, mentre già l’ambulanza potrebbe avere qualche difficoltà a passare (questo dipenderà ovviamente dall’altezza del mezzo).

Per il momento il sottopasso rimane aperto solo per pedoni e biciclette, ma solo quando saranno conclusi i lavori alle fognature di via Esilde Soldi (che partiranno a giugno), si dovrebbe riuscire ad aprire anche alle auto. “Questa non è una vera inaugurazione – ha infatti evidenziato il sindaco Galimberti -, ma solo una fase di passaggio. Quando ci sarà la vera inaugurazione, come per via Persico saranno presenti anche gli ex sindaci Corada e Perri, perché vogliamo evidenziare la continuità del lavoro istituzionale”. Dopo il discorso del sindaco don Giuliano Vezzosi, parroco di San Bernardo, ha dato la sua benedizione alla infrastruttura. Quindi i bambini della scuola Stradivari, insieme al sindaco e agli assessori, hanno attraversato insieme il sottopasso.

Intanto il Comune continua a studiare le soluzioni possibili per terminare l’opera e capire se sarà a doppia corsia o a senso unico. “I primi risultati dei flussi di traffico elaborati da una società esperta in tema di trasporti consentono di osservare che, data la riconfigurazione dei flussi, la scelta di istituire un senso unico su via Brescia, in direzione nord o in direzione sud, non evidenzia particolari condizioni di criticità sulle strade del comparto” fanno sapere dal Comune. “In ogni caso sulla viabilità proseguirà il confronto con i residenti, i commercianti e i titolari di esercizi pubblici che hanno un’attività in via Brescia. Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza dei pedoni, nonché alla necessità di dotare l’intera zona di piste ciclabili”.

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Commenti
  • antonio1956

    Se le cose stanno così, già in fase di progetto si era deciso di fare il senso unico per le auto per lasciar posto al doppio senso di marcia per le biciclette. Oppure si era deciso di fare il doppio senso delle auto e il senso unico per le bici. In ogni caso c’è qualcosa che non torna.

  • antonio1956

    Se le cose stanno così, già in fase di progetto si era deciso di fare il senso unico per le auto per lasciar posto al doppio senso di marcia per le biciclette. Oppure si era deciso di fare il doppio senso delle auto e il senso unico per le bici. In ogni caso c’è qualcosa che non torna.

  • Enio

    il genio che ha progettato il manufatto diventa il mio idolo… Non passano le ambulanze? Cosa? Ma ti mando al Kavarna a fare le pulizie….

  • Enio

    il genio che ha progettato il manufatto diventa il mio idolo… Non passano le ambulanze? Cosa? Ma ti mando al Kavarna a fare le pulizie….

  • un fascio di luce

    vista la genialità del progetto e la puntualità con cui si sta risolvendo la situazione, la vice sindaco Maura Ruggeri deve aver chiesto di non esser neppure menzionata (pur essendo presente nelle foto..). si vergognano pure loro ….

    dato che ci sono due corsie per le biciclette, anzichè mandare le ambulanze potranno sempre esser mandati due barrelleri in mountain bike…

    mi sono persa però la data di quando termineranno i lavori e la spiegazione dei motivi di questo ritardo sulla fine lavori, inizialmente prevista aprile 2015.. in autunno sarà almeno completato? chi pagherà gli oneri per il ritardo… il super manager comunale Pagliarini (dal suo abundante emolumento) e l’assessora Alessia..

    • me

      fascio di luce….in fondo al tunnel la luce si vede, ma finchè si cerca la polemica fine a se stessa contro quella o questa giunta/assessori/sindaci non si arriverà mai a un traguardo, tanto da una parte quanto dall’altra gli errori ci sono e sempre ci saranno…gli inghippi in edilizia poi sono da considerarsi all’ordine del giorno…non è facile costruire tra due corsi d’acqua interrati e anche se si sono affrontate tutte le problematiche in sede di progetto….modificare l’esistente mette spesso in luce difficoltà oggettive non verificabili prima dell’inizio dei lavori.
      Gli oneri per il ritardo, toccano alle imprese appaltatrici che dovrebbero pagare penali per ogni giorno di ritardo sulla data prevista di fine dei lavori, come in qualsiasi contratto alla voce penali (a meno di varianti o sospensioni lavori da parte della stazione appaltante, in questo caso il comune, che solitamente sfociano in giorni di proroga e in denaro in piu per lavori non previsti che però è già conteggiato per questi appalti nel quadro economico complessivo di progetto alla voce imprevisti…o almeno così dovrebbe in linea di massima funzionare).

      • un fascio di luce

        tecnicamente la vedo molto preparato. si informi allora su quante volte l’impresa Beltrami ha pagato gli oneri per il ritardo!! e pubblichi quello che trova o già sa.
        risulta invece che le imprese spesso “paghino” questi oneri realizzando altre opere pubbliche che però, in questo modo, non passano da regolare gara di appalto, e le stesse invece hanno lavoro continuativo per i propri dipendenti… a discapito però della trattativa sul prezzo per la realizzazione della nuova opera…
        attendo suo illuminante e fondato chiarimento

        • me

          Se vuole un chiarimento in proposito possiamo occupare lo spazio concesso da questi commenti fino all’anno prossimo perchè il discorso è veramente lungo…ci sono fattispecie, postille, anfratti e meandri…la legge è abbastanza chiara (L.163/06 e regolamento attuativo L.207/10)…e le amministrazioni locali si trovano in questo momento storico a non avere neppure gli occhi per piangere a livello economico, quindi dubito che paghino al di fuori di un quadro economico approvato, anche perchè la legge glielo proibisce (nel senso che se ti beccano vai a processo, se non ti beccano sei un disonesto comunque). Non esistono opere pubbliche (edilizia) che si possano realizzare senza un progetto approvato e quindi senza almeno uno sconto sul prezzo a base d’asta da parte dell’impresa, a meno che non si tratti di oneri di urbanizzazione che sono dovuti al comune in denaro o in opere dal committente per ottenere il titolo abilitativo (es. permesso a costruire)….o che la stazione appaltante affidi alla stessa impresa lavorazioni in piu sullo stesso immobile oggetto dell’appalto recuperando il ribasso d’asta dell’impresa, ma sempre all’interno dello stesso quadro economico (n.b. i ribassi una volta erano manna dal cielo per eseguire qualche lavorazione in piu a beneficio della comunità…oggi se non sbaglio lo stato se li incamera per fare cassa, quindi fine delle opere in più).
          Uscire dal quadro economico comporta approvazioni da organi di controllo e il rischio di non avere copertura economica e la conseguente possibilità di lasciare l’opera incompiuta…(che nel mio mondo ideale metterebbe in cattiva luce un’amministratore locale e che dovrebbe portarlo a dimettersi….ma questo è un altro discorso)

          Sul fatto che ci siano imprese che riescono ad ottenere la maggior parte degli appalti pubblici locali non dipende dalle amministrazioni locali, ma dalle leggi italiane, dai regolamenti di gara (che per esempio consentono il massimo ribasso)….poi sono d’accordo con lei che le penali difficilmente vengono applicate (soprattutto a carico di imprese locali) ma non è questa la sede per discuterne però…

          ma poi “risulta invece che le imprese spesso paghino questi oneri realizzando altre opere pubbliche che però, in questo modo, non passano da regolare gara di appalto”…(cit.) dove? nel senso dove è contemplato o successo? o è solo un sentito dire?

          ….stiamo però forse uscendo dall’argomento dei commenti inerenti all’articolo pubblicato…

          • un fascio di luce

            risulta eccome e la voce in oggetto è proprio quella da lei indicata come oneri di urbanizzazione… e non parlo, ne tantomeno scrivo, tanto per perdere tempo. faccia lei un atto di fede e grazie per i suoi commenti che condivido pienamente. l’etica e la correttezza sono valori troppo spesso sottovalutati. fa piacere trovare persone da stimare per questo. partiti da un “contraddittorio” abbiamo trovato un punto d’incontro…

  • un fascio di luce

    vista la genialità del progetto e la puntualità con cui si sta risolvendo la situazione, la vice sindaco Maura Ruggeri deve aver chiesto di non esser neppure menzionata (pur essendo presente nelle foto..). si vergognano pure loro ….

    dato che ci sono due corsie per le biciclette, anzichè mandare le ambulanze potranno sempre esser mandati due barrelleri in mountain bike…

    mi sono persa però la data di quando termineranno i lavori e la spiegazione dei motivi di questo ritardo sulla fine lavori, inizialmente prevista aprile 2015.. in autunno sarà almeno completato? chi pagherà gli oneri per il ritardo… il super manager comunale Pagliarini (dal suo abundante emolumento) e l’assessora Alessia..

    • me

      fascio di luce….in fondo al tunnel la luce si vede, ma finchè si cerca la polemica fine a se stessa contro quella o questa giunta/assessori/sindaci non si arriverà mai a un traguardo, tanto da una parte quanto dall’altra gli errori ci sono e sempre ci saranno…gli inghippi in edilizia poi sono da considerarsi all’ordine del giorno…non è facile costruire tra due corsi d’acqua interrati e anche se si sono affrontate tutte le problematiche in sede di progetto….modificare l’esistente mette spesso in luce difficoltà oggettive non verificabili prima dell’inizio dei lavori.
      Gli oneri per il ritardo, toccano alle imprese appaltatrici che dovrebbero pagare penali per ogni giorno di ritardo sulla data prevista di fine dei lavori, come in qualsiasi contratto alla voce penali (a meno di varianti o sospensioni lavori da parte della stazione appaltante, in questo caso il comune, che solitamente sfociano in giorni di proroga e in denaro in piu per lavori non previsti che però è già conteggiato per questi appalti nel quadro economico complessivo di progetto alla voce imprevisti…o almeno così dovrebbe in linea di massima funzionare).

      • un fascio di luce

        tecnicamente la vedo molto preparato. si informi allora su quante volte l’impresa Beltrami ha pagato gli oneri per il ritardo!! e pubblichi quello che trova o già sa.
        risulta invece che le imprese spesso “paghino” questi oneri realizzando altre opere pubbliche che però, in questo modo, non passano da regolare gara di appalto, e le stesse invece hanno lavoro continuativo per i propri dipendenti… a discapito però della trattativa sul prezzo per la realizzazione della nuova opera…
        attendo suo illuminante e fondato chiarimento

        • me

          Se vuole un chiarimento in proposito possiamo occupare lo spazio concesso da questi commenti fino all’anno prossimo perchè il discorso è veramente lungo…ci sono fattispecie, postille, anfratti e meandri…la legge è abbastanza chiara (L.163/06 e regolamento attuativo L.207/10)…e le amministrazioni locali si trovano in questo momento storico a non avere neppure gli occhi per piangere a livello economico, quindi dubito che paghino al di fuori di un quadro economico approvato, anche perchè la legge glielo proibisce (nel senso che se ti beccano vai a processo, se non ti beccano sei un disonesto comunque). Non esistono opere pubbliche (edilizia) che si possano realizzare senza un progetto approvato e quindi senza almeno uno sconto sul prezzo a base d’asta da parte dell’impresa, a meno che non si tratti di oneri di urbanizzazione che sono dovuti al comune in denaro o in opere dal committente per ottenere il titolo abilitativo (es. permesso a costruire)….o che la stazione appaltante affidi alla stessa impresa lavorazioni in piu sullo stesso immobile oggetto dell’appalto recuperando il ribasso d’asta dell’impresa, ma sempre all’interno dello stesso quadro economico (n.b. i ribassi una volta erano manna dal cielo per eseguire qualche lavorazione in piu a beneficio della comunità…oggi se non sbaglio lo stato se li incamera per fare cassa, quindi fine delle opere in più).
          Uscire dal quadro economico comporta approvazioni da organi di controllo e il rischio di non avere copertura economica e la conseguente possibilità di lasciare l’opera incompiuta…(che nel mio mondo ideale metterebbe in cattiva luce un’amministratore locale e che dovrebbe portarlo a dimettersi….ma questo è un altro discorso)

          Sul fatto che ci siano imprese che riescono ad ottenere la maggior parte degli appalti pubblici locali non dipende dalle amministrazioni locali, ma dalle leggi italiane, dai regolamenti di gara (che per esempio consentono il massimo ribasso)….poi sono d’accordo con lei che le penali difficilmente vengono applicate (soprattutto a carico di imprese locali) ma non è questa la sede per discuterne però…

          ma poi “risulta invece che le imprese spesso paghino questi oneri realizzando altre opere pubbliche che però, in questo modo, non passano da regolare gara di appalto”…(cit.) dove? nel senso dove è contemplato o successo? o è solo un sentito dire?

          ….stiamo però forse uscendo dall’argomento dei commenti inerenti all’articolo pubblicato…

          • un fascio di luce

            risulta eccome e la voce in oggetto è proprio quella da lei indicata come oneri di urbanizzazione… e non parlo, ne tantomeno scrivo, tanto per perdere tempo. faccia lei un atto di fede e grazie per i suoi commenti che condivido pienamente. l’etica e la correttezza sono valori troppo spesso sottovalutati. fa piacere trovare persone da stimare per questo. partiti da un “contraddittorio” abbiamo trovato un punto d’incontro…

  • me

    Ma quante polemiche oggi:
    “Il manufatto di progetto ospita al suo interno una strada urbana di quartiere di larghezza pari a 5.50 m ed una pista pedonale da 1.50 m, per un ingombro totale pari a 7.00 metri. E’ realizzato con conci in cemento armato confinati da diaframmi; i muri verticali dei conci verranno rivestiti con monolastre prefabbricate in calcestruzzo armato con funzione di cassero a perdere. L’impalcato ferroviario, costituito da un solettone a travi in acciaio inglobate nel calcestruzzo verrà realizzato fuori opera e varato mediante “carrelli modulari semoventi multidirezionali….La presenza del Cavo Cerca che interseca perpendicolarmente via Brescia a circa 45 m dal binario obbliga a progettare una rampa con una livelletta al 10% di pendenza ed un franco utile del sottopasso pari 2,50 metri, sufficiente solamente per autovetture e furgoni di dimensioni ordinarie”

    …(da Cremonaoggi del 19/08/2013)…

    Chi c’era a governo del Comune di Cremona?
    Perchè nessuno si è lamentato allora?
    …forse bisognava essere costruttivi un po prima….d’altro canto avere un edificato a piano stradale e a fianco e due opere idrauliche come il naviglio e il cavo cerca che si intersecano non è cosa da poco per risolvere il problema.

  • me

    Ma quante polemiche oggi:
    “Il manufatto di progetto ospita al suo interno una strada urbana di quartiere di larghezza pari a 5.50 m ed una pista pedonale da 1.50 m, per un ingombro totale pari a 7.00 metri. E’ realizzato con conci in cemento armato confinati da diaframmi; i muri verticali dei conci verranno rivestiti con monolastre prefabbricate in calcestruzzo armato con funzione di cassero a perdere. L’impalcato ferroviario, costituito da un solettone a travi in acciaio inglobate nel calcestruzzo verrà realizzato fuori opera e varato mediante “carrelli modulari semoventi multidirezionali….La presenza del Cavo Cerca che interseca perpendicolarmente via Brescia a circa 45 m dal binario obbliga a progettare una rampa con una livelletta al 10% di pendenza ed un franco utile del sottopasso pari 2,50 metri, sufficiente solamente per autovetture e furgoni di dimensioni ordinarie”

    …(da Cremonaoggi del 19/08/2013)…

    Chi c’era a governo del Comune di Cremona?
    Perchè nessuno si è lamentato allora?
    …forse bisognava essere costruttivi un po prima….d’altro canto avere un edificato a piano stradale e a fianco e due opere idrauliche interrate come il naviglio e il cavo cerca che si intersecano non è cosa da poco per risolvere il problema.

  • antonio1956

    Allora, visti i limiti di costruzione che ci elenca, era meglio fare un cavalcavia.

    • me

      ci terrei a sottolineare che i limiti di costruzione li ha sottolineati il giornalista…non io…(vedi articolo completo)…che li avrà probabilmente presi dalla relazione di progetto dell’opera. E che quindi già erano noti.

      • antonio1956

        Si, mi sono sfuggite le virgolette. Comunque le ambulanze oltre i 2,5 metri ci potevano passare. Prima passavano solo con sbarre alzate, adesso non ci passano più.

  • antonio1956

    Allora, visti i limiti di costruzione che ci elenca, era meglio fare un cavalcavia.

    • me

      ci terrei a sottolineare che i limiti di costruzione li ha sottolineati il giornalista…non io…(vedi articolo completo)…che li avrà probabilmente presi dalla relazione di progetto dell’opera. E che quindi già erano noti…forse un cavalcavia che passa a mezz’altezza sulla facciata di s. Bernardo non sarebbe stata cmq una soluzione percorribile….

      • antonio1956

        Si, mi sono sfuggite le virgolette. Comunque le ambulanze oltre i 2,5 metri ci potevano passare. Prima passavano solo con sbarre alzate, adesso non ci passano più.

  • Gino Testi

    Un’opera degna di un film di Totò e Aldo Fabrizi… Il genius loci cremonensis…

    • Radice Quadrata

      Un monumento che rimarrà a testimoniare il valore che la nostra classe dirigente dà ai soldi pubblici

  • Gino Testi

    Un’opera degna di un film di Totò e Aldo Fabrizi… Il genius loci cremonensis…

    • Radice Quadrata

      Un monumento che rimarrà a testimoniare il valore che la nostra classe dirigente dà ai soldi pubblici

  • un fascio di luce

    altro che Totò e Aldo Fabrizi. per fortuna nel PD cremonese sono presenti psichiatri e avvocati… ne avranno bisogno per spiegare ai cittadini perchè il sottopasso non sia neppure a norma di legge… ;-(

  • un fascio di luce

    altro che Totò e Aldo Fabrizi. per fortuna nel PD cremonese sono presenti psichiatri e avvocati… ne avranno bisogno per spiegare ai cittadini perchè il sottopasso non sia neppure a norma di legge… ;-(