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Percosse alla moglie di fronte ai figli, denunciato uomo di Camisano Sequestrati anche sette fucili, di cui tre detenuti clandestinamente

L’ennesimo episodio di violenza domestica ha visto protagonista una donna di Camisano che, dopo una lite accesa con il marito, è stata violentemente spintonata da quest’ultimo, sotto gli occhi dei figli. A chiamare le Forze dell’ordine è stata la madre della giovane, che ha ricevuto la telefonata della figlia in lacrime, che lamentava di essere picchiata dal marito. La vicenda risale a sabato 23 marzo, intorno alle 13. Secondo la madre, non era la prima volta che la figlia le confidava di aver ricevuto percosse dal marito.

I carabinieri sono intervenuti prontamente presso l’abitazione e hanno constatato che effettivamente il marito aveva litigato animatamente con la moglie fino a spintonarla davanti ai due figlioletti. Riportata la calma in famiglia, i carabinieri hanno controllato l’abitazione, accertando la presenza di sette fucili di cui solo quattro denunciati regolarmente, mentre gli altri 3 risultavano detenuti senza titolo e addirittura privi di matricola (armi clandestine).

Ai militari l’uomo ha raccontato di averli ereditati dal defunto padre. Ciò però non gli ha permesso di evitare il sequestro delle armi, con la conseguente denuncia per detenzione di armi clandestine. Sequestrati in via cautelare, essendo venuti meno i requisiti tali da garantire la corretta detenzione di armi, anche i fucili regolarmente denunciati. L’Uomo è stato inoltre segnalato all’Autorità Giudiziaria di Cremona per l’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia a carico del marito violento.

Il problema della detenzione di armi non è da sottovalutare. A segnalarlo sono gli stessi carabinieri, ricordando che da analisi criminologiche svolte dal Rac (Reparto analisi criminologiche di Roma) hanno verificato come “nei reati legati alla violenza domestica, la donna è pressochè sempre la vittima del reato” spiegano. I cosiddetti femminicidi, infatti, “vedono la donna esclusivamente come vittima del reato in quanto appartenente al genere femminile (spesso per motivazioni predominanti di gelosia, possesso, sfera sessuale) e non quando vittima di reati ad esempio contro il patrimonio (furti, rapine, truffe, ecc….). Fra i tanti dati che emergono da questa complessa analisi, uno balza sicuramente agli occhi in maniera molto allarmante: l’87,8% degli autori ha usato armi legalmente detenute per commettere il delitto”. Di qui la scelta di sequestrare all’uomo tutti i fucili.

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