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Lo Stradivari 1715 in tour al Parco della Musica di Roma

L’Accademia di Santa Cecilia in Roma ha voluto celebrare, venerdì 5 maggio,  i 300 anni del violino Cremonese 1715, di Antonio Stradivari, esposto al Museo del Violino e simbolo della città. Presso il MUSA, Museo degli strumenti musicali all’Auditorium Parco della Musica, i riflettori si sono accesi sul liutaio più famoso e celebrato di tutti i tempi, portato dal  sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, accompagnato dalla Presidente del Consiglio Simona Pasquali e dallo staff del Museo del Violino. L’arte di Stradivari ha ispirato un inedito confronto tra due capolavori, il Cremonese suonato da Anastasiya Petryshak ed il Toscano 1690, appartenente alla collezione del Musa ed affidato a Masha Diatchenko.

“Cremona oggi incontra Roma – ha  detto tra l’altro il sindaco – Siamo un sistema unico al mondo. Trovate a Cremona ciò che non si trova da altre parti: un modello che mette insieme Museo del violino, alta formazione, offerta concertistica, istituzioni musicali e culturali d’eccellenza, laboratori di ricerca, laurea in restauro, cattedra in acustica, botteghe di liuteria”.

Vicende storiche ed analisi degli strumenti sono state tratteggiate da Fausto Cacciatori, conservatore delle collezioni MdV, mentre Michele dall’Ongaro, sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia, ha proposto interessanti percorsi di guida all’ascolto. Ma l’eredità vive anche nell’attività quotidiana del Museo del Violino, illustrata dal direttore generale Virginia Villa, e nel network internazionale “friends of Stradivari”, presentato dal presidente Paolo Bodini.

In serata ella Sala Santa Cecilia il concerto della violinista Anastasiya Petryshak, accompagnata dal pianista Lorenzo Meo, per apprezzare le insuperate qualità timbriche del Cremonese 1715.

Lo Stradivari 1715 è tornato a Cremona anche per l’appuntamento di domenica, alle 11, nell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino con la presentazione del nuovo volume curato da Fausto Cacciatori in collaborazione con Marco Malagodi ed Augusto Sarti, per rileggere storia e caratteristiche del violino, anche attraverso i contributi di ricerca derivanti dalle analisi condotte in collaborazione con il Laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia ed il Laboratorio di Indagini Acustiche del Politecnico di Milano attivi presso il Museo del Violino. Inedito anche il disco di Edoardo Zosi, già allievo di Salvatore Accardo all’Accademia Stauffer ed a buon titolo erede della scuola interpretativa italiana – solistica e cameristica – del Novecento. Il programma musicale prevede brani lirici e virtuosi in duo con la pianista Stefania Redaelli. I due interpreti proporranno alcuni brani proprio con il 1715.
L’ingresso è libero e gratuito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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