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Asili nido, ecco le nuove tariffe in base alle fasce di reddito Isee

Approvate dalla Giunta, su proposta della vice sindaco con delega all’Istruzione Maura Ruggeri, le tariffe dovute dalle famiglie per i servizi educativi per l’infanzia e scolastici per l’anno scolastico 2015/2016 (vedi tabelle in basso). La decisione è stata presa dopo che il Consiglio comunale, nella seduta del 10 giugno scorso, ha modificato i criteri per la determinazione delle tariffe nei servizi educativi per l’infanzia e scolastici.

La Giunta ha inoltre individuato, in via sperimentale, le tariffe per le famiglie che scelgono differenti modalità di frequenza all’asilo nido ‘tre giorni /settimana’, ‘due giorni /settimana’ e ‘solo mattino’. In particolare, è previsto che per la frequenza ‘tre giorni/settimana’ le tariffe determinate sono da ridurre ai tre quinti con l’applicazione dello stesso costo pasto giornaliero; per la frequenza ‘due giorni/settimana’ la riduzione è di due quinti con l’applicazione dello stesso costo pasto giornaliero; per la frequenza ‘solo mattino’ le tariffe determinate dalla tabella  sono le stesse senza l’applicazione del costo pasto giornaliero. Per ragioni di efficienza organizzativa è stata inoltre stabilita la sospensione del versamento della quota di anticipo sulla prima tariffa dell’asilo nido. Le nuove tariffe entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico.

Per quanto riguarda i nidi, la scelta per l’anno 2015/16 è di continuare ad investire sul servizio, mantenendo le quattro strutture pubbliche. Poiché il calo della domanda è di natura prevalentemente economica, il Consiglio comunale ha approvato la proposta della Giunta di agevolare ulteriormente l’accesso al nido superando la distinzione ora esistente tra rette previste per genitori entrambi lavoratori e rette previste per famiglie con un unico genitore lavoratore adottando un unica tabella, quella più favorevole.

Il Consiglio comunale ha stabilito che il conteggio delle assenze con relativa riduzione venga fatto per giorni consecutivi andando incontro ad una richiesta molto sentita dalle famiglie (prima la riduzione non comprendeva quelle fatte a scavalco nel mese successivo). Rimangono le ulteriori agevolazioni (introdotte per mitigare l’aumento del 2013), vengono ricalibrate in base all’Isee assumendo come riferimento il tetto Isee di 25.000 euro, superato il quale restano le agevolazioni ma in una percentuale minore per un principio di equità.

Per quanto riguarda la ristorazione scolastica, la tariffa unica di 5 euro ha portato ad un allontanamento molto marcato dalla mensa che ha penalizzato i bambini provenienti dalle famiglie in situazione economica più debole. Per far fronte al problema, il Consiglio comunale ha approvato la proposta della Giunta di introdurre una compartecipazione del Comune in base all’Isee per le fasce deboli, oltre alle compartecipazioni già esistenti: gratuità per i casi segnalati dai servizi sociali e per le famiglie con genitori entrambi disoccupati e senza ammortizzatori sociali. La compartecipazione riguarda le fasce Isee fino a 15.000, mantenendo gli attuali 5 euro per le altre fasce. Sono state razionalizzate le altre agevolazioni uniformandole secondo criteri omogenei per l’infanzia statale, comunale e primarie.

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