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Acque Dotte, buona la prima Ottima serata per l'avvio del festival

Foto: Sessa

Straordinaria serata di musica nel cortile di palazzo Trecchi per l’avvio di “Acque dotte, Festival musicale tra Cremona e Salò”. Un concerto inconsueto, fuori dai canoni tradizionali a cui Cremona città della musica ci ha abituato. Le sfide non spaventano di certo i brillanti organizzatori e il concerto di domenica sera è stata – senza dubbio – una performance da ricordare. Lei, Cecilia Chailly, è la musicista che ha sdoganato l’arpa dalla musica classica proponendola come uno strumento capace di esaltare ogni tipo di musica, dal blues alle sonorità mediterranee. Loro sono il “Gnu Quartet”, strumentisti classici  scoperti dalla Premiata Forneria Marconi, che creano musica moderna, jazz e rock utilizzando violino, viola, violoncello e flauto in un originale mix che incanta e suggestiona il pubblico.

Mixando l’arpa della Chailly con gli strumenti del quartetto ne nasce un percorso di ricerca che ha stupito anche i non addetti ai lavori esaltando la creatività e la musicalità del nuovo sodalizio che ha debuttato proprio alla prima edizione di  “Acque dotte”, in un insieme tra musica colta, virtuosismo e musica moderna. Tutti i brani proposti domenica sono originali, scritti dalla Chailly  (da anni non solo straordinaria interprete ma anche autrice conosciuta in tutto il mondo) o dal Gnu Quartet.

In attesa del prossimo concerto del 12 luglio (Michael Nyman, compositore e pianista), va ricordata la felicissima scelta della location cremonese del Festival, il cortile di Palazzo Trecchi, spazio storico nel cuore di Cremona che esalta le sonorità e che affascina per la bellezza e per la cura in cui è tenuto.

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