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Tolti i punti dalla patente sbagliata, 'caso di mala amministrazione'

E’ stato necessario un ricorso al giudice di pace per far riconoscere alla Prefettura di Ascoli Piceno (insieme all’ufficio della Motorizzazione Civile di Cremona) di aver fatto un errore nel conteggio della decurtazione dei punti dalla patente di un camionista. Una caso di lenta  burocrazia che si è risolto solo dopo sei mesi con la riassegnazione dei punti e con la condanna della Prefettura da parte del giudice di pace Luciano De Vita al rimborso di 264 euro di spese legali al camionista in questione.

L’uomo era stato fermato il 18 novembre del 2014 nelle Marche e multato per mancato uso delle cinture di sicurezza. Ma la decurtazione dei punti gli era stata calcolata sulla normale patente di guida anziché su quella per la guida dei camion. Il 9 marzo del 2015 l’ufficio della Motorizzazione Civile di Cremona aveva emanato un provvedimento di revisione della patente di guida in quanto risultava esaurito il punteggio di 20 punti sulla patente, visto che la decurtazione dei 5 punti per il mancato uso delle cinture gli era stata erroneamente applicata al documento di guida personale anziché a quello del permesso di guida del camion.

Nel ricorso, il camionista era assistito dall’avvocato Erminio Mola. “Il mio cliente si è trovato con zero punti sulla patente generale, con la terribile conseguenza di dover revisionare la patente mediante un nuovo esame di idoneità tecnica. La revisione del documento di guida avrebbe comportato anche la sospensione della patente del camion, indispensabile al mio assistito per lavorare e per mantenere la propria famiglia”. “Un così illegittimo e ingiustificato provvedimento di revisione della patente”, si legge sul ricorso presentato dal legale, “avrebbe potuto costringere l’utente ad un fermo di attività per alcuni mesi, con rischio di essere accantonato e ancor di più licenziato dal proprio datore di lavoro, portandolo ad una sospensione dello stipendio mensile”.

Inutilmente, sia l’autista prima, che l’avvocato poi, si erano presentati alla Motorizzazione di Cremona per cercare di risolvere la questione. E’ stato necessario fare ricorso e arrivare davanti al giudice. L’errore è stato ammesso e riparato prima dell’udienza, che era stata fissata al 20 maggio del 2015. “Un esempio di mala amministrazione”, ha commentato l’avvocato Mola. “Sarebbe bastato rispondere al mio cliente, che ne aveva il sacrosanto diritto, senza dover rivolgersi al giudice di pace”.

Sara Pizzorni

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