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Inchiesta edilizia, per Del Ponte obbligo di dimora

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L'avvocato Garbetta

Ha ottenuto la misura dell’obbligo di dimora, Antonio Del Ponte, napoletano 33enne, arrestato lo scorso aprile con l’accusa di associazione a delinquere nell’inchiesta della polizia su edilizia e affari illegali nella quale erano finiti in carcere anche Giovanni, Antonio e Carlo Iannone, oggi tutti ai domiciliari. Del Ponte, assistito dall’avvocato Davide Garbetta, è passato dai domiciliari alla misura più lieve dell’obbligo di dimora a Cremona, essendosi attenuate, per il giudice Pierpaolo Beluzzi, le esigenze di custodia cautelare. Del Ponte, commerciante, ha il divieto di allontanarsi dalla sua abitazione dalle 21 alle 6 tutti i giorni della settimana. Nei giorni lavorativi è autorizzato a recarsi al lavoro nella pescheria di Mezzano Chitantolo.
Per l’accusa, Del Ponte avrebbe partecipato alla distrazione di mezzi in qualità di amministratore di diritto di una delle società, la Beton 69. Nella sua difesa, il 33enne aveva sostenuto di non avere nessuna esperienza nell’amministrazione di una società, e aveva detto di lavorare nella fornitura di bevande per catering. Aveva raccontato di aver conosciuto Giovanni Iannone, di essersi quindi avvicinato al campo dell’edilizia e di aver ricevuto da Iannone la richiesta di diventare amministratore di una società dietro la promessa di 2mila euro mensili, compenso poi non pagato per intero ed elargito solo per alcuni mesi, sempre secondo quanto affermato da Del Ponte. Il 33enne aveva ammesso di aver firmato delle carte ma aveva dichiarato di non aver frequentato gli uffici.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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