2 Commenti

Polo tecnologico finalmente al via 600 posti di lavoro nel digitale

Il progetto dello studio Arkpabi

Siglata questa mattina in Comune la convenzione tra ente locale, Aem, Regione e aziende del consorzio Crit che darà il via esecutivo al Polo Tecnologico, prima realizzazione di quello che nel ‘piano regolatore’ della città è la rinascita delle aree ex annonarie. Una zona ri-denominata Cremona City Hub, che vede finalmente una prima realizzazione concreta dopo anni di annunci e dopo aver subito un impasse nell’ultimo periodo che si temeva diventasse definitivo. Il sindaco Galimberti ha rivendicato al lavoro intenso della sua amministrazione il merito di aver sbloccato gli ultimi nodi, ma ha anche ringraziato i predecessori di centrodestra per aver avviato la partita. Una partita iniziata appunto dall’ex vicesindaco Carlo Malvezzi, presente oggi alla firma della convenzione, insieme alla presidente del consorzio di imprese Crit Carolina Lupi Cortellini che insieme al privato Microdata Group sono partner dell’iniziativa. Presente anche Massimo Siboni, presidente Aem Spa. La convenzione prevede il riparto del milione di euro del premio Aster assegnato al progetto da Regione Lombardia due anni fa che: 600mila euro al Comune, che già domani consegnerà  i lavori all’impresa per le demolizioni dell’ex macello e si occuperà delle opere di urbanizzazione; 200 ciascuno a consorzio Crit e Microdata. Tutti i soggetti si impegnano a un cofinanzamento: il Comune di Cremona con 615 mila 760 euro per le opere di urbanizzazione, il Crit con 200 mila, Microdata con 362 mila 462 euro.

Queste le aziende che si insedieranno nella nuova costruzione:  Microdata, Gamm System, Incode, Mail Up e LineaCom.

“Stiamo parlando di lavoro che rimane nel territorio cremonese, di ditte di qualità e di innovazione che raccontano prospettive di sviluppo, anche occupazionale – ha proseguito il sindaco Gianluca Galimberti – Parliamo di un Polo che è volano per spazi di co-working, start up, insediamenti possibili. Parliamo anche di una rivalorizzazione di un comparto importante per la città. Voglio ringraziare la Regione, l’amministrazione precedente perché le cose belle vanno in continuità tra amministrazioni di colori diversi, i privati per l’intelligenza, la competenza, la passione e la lungimiranza, la capacità di investimento messi in campo durante tutto il percorso, il Politecnico, AEM nelle figure dell’attuale e del precedente Presidente, LGH, progettisti e la ditta attuatrice. Ringrazio tutta l’Amministrazione attuale e lo staff tecnico del Comune perché abbiamo, insieme a tutti gli attori, sbloccato davvero questa partita”.
“Faccio i complimenti all’Amministrazione perché ha avuto l’intelligenza di riconoscere l’importanza del progetto e di portarlo avanti – ha detto Carlo Malvezzi, Vicepresidente della Commissione Attività Produttive Regione Lombardia – Questo è un esempio di rigenerazione urbana: siamo stati lungimiranti nello scommettere sulle realtà che sanno interpretare il cambiamento. Regione Lombardia ha riconosciuto un’idea buona e, dentro un’alleanza tra pubblico e privato, ha scommesso su chi rischia. Non c’è lavoro senza le imprese. Sono sicuro che questa realtà sarà attrattiva per il territorio”.
“Suggelliamo oggi un lavoro di anni – ha dichiarato Carolina Cortellini, Presidente Crit – Siamo riusciti a portare avanti un sogno. C’è voluto tanto coraggio perché investire in questo momento non è scontato per le nostre aziende. Noi crediamo nelle opportunità del territorio, nelle sua possibilità di innovazione tecnologica di cui la città ha ancora poca consapevolezza. Cremona deve riscoprire la sua anima digitale che offre occasioni per tanti giovani. Uniti, diamo questa possibilità alla città. Il Polo Tecnologico consente di tenere qui le aziende che sono ricchezza per il territorio e, in questo modo, permette di portarne qui altre creando le condizioni ottimali. Questo è un impegno che ci prendiamo con la città: il Polo è un punto di partenza per un distretto del tecnologico che sia riferimento per la città e il territorio”.
“Sono contento di stare a questo tavolo – ha detto Massimo Siboni, Presidente AEM – AEM con i componenti dei suoi consigli di amministrazione ed i suoi collaboratori è sempre stata al fianco delle amministrazioni in questo percorso”.

IL CRONOPROGRAMMA – Si apre ora la fase esecutiva che ha un cronoprogramma serrato. La fine delle demolizioni e lo sgombero dell’area sono previsti entro la prima decade di luglio e l’avvio del cantiere è in programma a metà luglio. Il lotto interessato dai lavori si estende per una superficie di circa 12.188 mq ed è destinato ad ospitare le aziende costituitesi il consorzio (CRIT). Lo studio di architettura Arkpabi – Giorgio Palù e Michele Bianchi architetti ha progettato il Polo Tecnologico secondo un modello caratterizzato da padiglioni con patii interni, con l’obiettivo di creare un luogo di lavoro di prestigio, dal punto di vista formale e funzionale con parcheggi, uffici, aula corsi e riunioni, area relax e laboratorio con stampanti 3d.
“Abbiamo raccontato un metodo di lavoro che vede nell’amministrazione la grande capacità di fare regia, di promuovere, di mediare – ha concluso il sindaco Gianluca Galimberti – Abbiamo fatto sistema ed è solo facendo rete che si ottengono risultati. Il lavoro ora continua a ritmi serrati. Questi i numeri: 450 lavoratori delle ditte si insedieranno da subito nel Polo, 600 i posti di lavoro in prospettiva. In più, stiamo lavorando ad un polo di sviluppo che sia davvero volano di competenze, di realtà, di economia, di idee e di lavoro per la città e per il territorio”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Nokia

    Progetto senza prospettive… aveva senso, forse, prima della crisi. Ai costi previsti nessuna start up , ma nemmeno aziende consolidate andranno lì. A Bergamo, Brescia o Milano si hanno maggiori servizi con minori costi, perché scegliere Cremona?

  • Nokia

    Progetto senza prospettive… aveva senso, forse, prima della crisi. Ai costi previsti nessuna start up , ma nemmeno aziende consolidate andranno lì. A Bergamo, Brescia o Milano si hanno maggiori servizi con minori costi, perché scegliere Cremona?