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Pomì al PalaRadi Carta canta: c'è la richiesta ufficiale

La Pomì al PalaRadi? Ora carta canta. Nel senso che nella giornata di mercoledì la dirigenza rosa ha incontrato, per l’ennesima volta, gli uffici comunali competenti per apporre timbro e firma sulla documentazione da presentare a Milano, alla Lega Volley. L’ufficialità, di fatto, arriva per tutti alla fine di giugno, quando la stessa Lega diramerà l’elenco delle squadre ammesse al campionato di A1, ma si tratta di un semplice passaggio formale, che le prossime ore non potranno di fatto cambiare. Il passaggio che più interessa su quel famoso documento che ha ottenuto il benestare dal comune di Cremona sta nell’indicazione del campo di gioco: la Pomì ha indicato proprio il PalaRadi come propria casa. E lo stesso la società di Casalmaggiore ha fatto con la Cev, la federazione europea della pallavolo, togliendo dunque dubbi anche sulla possibilità che le rosa giochino a Cremona pure la Champions League. A dirla tutta, questo secondo passaggio appariva meno scontato, per una questione di misure, letteralmente parlando. In Italia, infatti, perché il campo da gioco sia regolare e omologabili deve prevedere cinque metri dalla linea di fondo ai led che delimitano lo spazio giocabile. In Europa i metri previsti sono otto. Tuttavia proprio la Cev nelle ultime ore ha perfezionato una deroga che consente di arrivare fino a sei metri e mezzo, che al PalaRadi si possono tranquilllamente ricavare. Questioni lana caprina, ma non cambia il concetto: campionato di A1, con lo Scudetto sul petto, e la vecchia Coppa dei Campioni faranno tappa, tra domenica e mercoledì, a Cremona il prossimo anno, in attesa di capire se anche la Supercoppa si giocherà, in ottobre ma probabilmente non il 17 per problemi di diritti televisivi sul concomitante Europeo maschile juniores, al Cà de Somenzi.

Per la Pomì, intanto, tiene banco il mercato: un ritorno amarcord molto vicino sembra quello di Lucia Bacchi, che dopo un anno a Bolzano è pronta ad accettare la panchina per dare esperienza alla squadra di Barbolini, che avrà bisogno di una rosa molto lunga per competere su tre fronti, quattro se si conta la Supercoppa. Il nome caldo, anzi caldissimo, è quello dell’opposto, che sarà straniero, anzi verrà per la precisione dal Centro o dal Sud America. Le possibilità sono sempre quelle, ma nessuno in società si sbilancia: di certo è che le piste più credibili portano a Gyselle Silva, Rosir Calderon e Sheila de Castro, mentre Melissa Vargas, fenomeno cubano che ad appena 16 anni è già nel giro della Nazionale, è più che altro una suggestione o magari un investimento per il futuro.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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