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Bruciata l'auto di Galli di Casa Pound Indaga la polizia

Un incendio doloso ha distrutto l’automobile del responsabile cremonese di Casa Pound, Gianluca Galli. Vigili del fuoco al lavoro nella notte tra sabato e domenica per spegnere le fiamme che hanno avvolto il veicolo parcheggiato a Borgo Loreto. Sulla vicenda sta ora indagando la polizia. La Digos si è attivata subito dopo l’accaduto, attorno alle 3,20. Al momento nulla viene escluso ma la pista più accreditata è quella di un’azione inserita nel quadro dei noti attriti tra estrema destra ed estrema sinistra che hanno caratterizzato gli ultimi mesi a Cremona (Galli è accusato di tentato omicidio e rissa aggravata per gli scontri scoppiati in via Mantova il 18 gennaio e il conseguente grave ferimento di Emilio Visigalli del centro sociale Dordoni).

“Un’intimidazione ignobile, che colpisce tutto il movimento”, dichiara con una nota Gianluca Iannone, presidente di Casa Pound Italia. “A Gianluca e a tutti i militanti cremonesi – afferma Iannone – vanno la solidarietà e il sostegno di tutta la nostra comunità nazionale. Ancora una volta siamo di fronte a un atto gravissimo, che travalica qualsiasi logica politica e che colpisce le persone nella loro sfera privata. Ci è già successo e oggi, come nelle altre occasioni, ribadiamo che il nostro impegno non arretra di un millimetro”.

“A questi vigliacchi cremonesi che amano agire nella notte – aggiunge il presidente nazionale di Casa Pound Italia – ricordiamo che né le imboscate, né le menzogne e nemmeno i provvedimenti giudiziari che ne sono scaturiti sono riusciti a fermarci. Non ci sono riusciti neanche i piani di ritorsione che, come è emerso dalle cronache, venivano progettati nei nostri confronti e che, come sembra, ora sono entrati nella fase operativa. Tutto questo semmai, ci conferma che nelle nostre città c’è un bisogno disperato di Casa Pound e dei suoi militanti, che con coraggio ne portano avanti le idee e i programmi”. “Anche di fronte a questo ennesimo tentativo di far sprofondare Cremona in una spirale di violenza senza fine, dunque, ribadiamo – conclude Iannone – che la guerra tra bande e le violenze non ci interessano e non ci appartengono. Noi continuiamo a fare politica, con i cittadini e per i cittadini”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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