Commenta

Case per vacanze, raffica di tentati raggiri: 'Scopriteli così'

Raffica di tentati raggiri nei confronti di cittadini cremonesi con il metodo delle false offerte di case in affitto in luoghi di villeggiatura. Già svariati i casi di persone che si sono interessate ad annunci di abitazioni al mare o in montagna per il periodo estivo ma che alla fine hanno scoperto l’inganno. Nel corso del mese di giugno almeno tre uomini hanno cercato di affittare case per qualche giorno di svago con amici o famiglia ma sono incappati nella rete tesa da malviventi. Non hanno perso soldi solo perché si sono accorti appena in tempo del risvolto truffaldino. La dinamica dei fatti è simile: un annuncio interessante su un sito internet con tanto di fotografie, un primo contatto via email, in qualche caso anche un breve approccio con un numero di cellulare (spesso spento), infine la trattativa per il versamento della caparra fino ad alcune centinaia di euro. “Fate attenzione, verificare come meglio potete l’annuncio: cercate di capire se la casa esiste davvero e se state effettivamente parlando con il titolare dell’abitazione o con un delegato ufficiale”. E’ l’invito di un 30enne di Cremona, incappato nelle scorse ore in tre diverse trappole. “Con l’indirizzo della casa – aggiunge – verificate se la fotografia esterna dell’abitazione normalmente presente nell’annuncio corrisponde a quella esistente in loco, è possibile grazie a servizi come Google Street View. Fate anche qualche ricerca per cercare di risalire, quando possibile, al numero di telefono fisso della persona con cui dovreste stipulare il contratto, e contattatela su quel numero. E’ possibile con elenchi telefonici web, sia facendo una ricerca con il nome e il cognome che inserendo solo l’indirizzo di residenza. Questo piccolo passaggio permette spesso di capire se siete in trattativa con un truffatore: capita infatti che i truffatori forniscano nomi o indirizzi di residenza fasulli per la stipula del contratto o addirittura si presentino con il nome e l’indirizzo di una persona ignara vittima di un furto di identità”.

“Io – conclude il cittadino – sto attento con piccoli accorgimenti come quelli appena descritti. E non ho perso la caparra perché il versamento lo faccio quando sono sicuro. Quando dall’altra parte trovo una persona disponibile a rispondere a un telefono fisso. Oppure disponibile a far vedere la casa prima del versamento della caparra, non serve per forza andare a vederla per davvero, basta sentire la reazione a una richiesta di visita. Un altro piccolo accorgimento per capire se si tratta di una truffa è contattare il presunto titolare dell’abitazione o il presunto delegato alla trattativa con un altro indirizzo email, quando l’accordo sulla caparra è già stato raggiunto. Una volta contattato nuovamente, fingendosi un altro cliente interessato, si può chiedere se la casa è disponibile per lo stesso periodo su cui si è già chiuso l’accordo: se dall’altra parte la risposta è che c’è disponibilità, significa che si ha a che fare con un truffatore”. Truffatore che dopo il versamento della caparra, su un conto o una carta di qualche prestanome ignaro dell’illecito, di solito sparisce senza lasciare tracce.

Proprio quello del secondo contatto è il trucco utilizzato da un altro cittadino, un 40enne cremonese, che un paio di giorni fa ha scoperto di essere quasi finito nella trappola: “Con un altro indirizzo ho avanzato una richiesta di affitto per lo stesso periodo per il quale stavo per pagare la caparra dopo la richiesta iniziale. La risposta ottenuta con il secondo contatto? Casa libera, basta pagare. Ho annullato tutto e ho raccolto il materiale per fare denuncia”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti