Commenta

'Juliette', gli interrogatori Solo l'appuntato parla col gip: 'Estraneo'

juiliette-interrogatori-evi

Nella foto, da sinistra l’appuntato Varani e Mazzon, gli avvocati Nicoli, Capra e Luca Pizzi

L’interrogatorio dell’appuntato Varani

Interrogato in tribunale, l’appuntato dei carabinieri Massimo Varani, arrestato dai colleghi nell’operazione contro droga e prostituzione nel locale cremonese Juliette, ha risposto per più di due ore alle domande del gip Letizia Platè. L’appuntato, difeso dall’avvocato Massimiliano Capra, è accusato di tentata concussione, falso e calunnia in concorso con il suo superiore, il maresciallo e vice comandante della stazione di Vescovato Andrea Grammatico, interrogato ieri in carcere insieme a Marco Pizzi, socio e cugino del titolare del Juliette, Luca Pizzi.
“Il mio cliente si è detto estraneo ai fatti”, ha spiegato l’avvocato Capra. “E’ stato collaborativo e al gip ha spiegato nei dettagli cosa è accaduto e tutti i fatti che gli sono contestati”.

Sull’episodio della calunnia, e cioè sull’accusa di aver effettuato un arresto ‘fasullo’ per resistenza a pubblico ufficiale, il carabiniere ha riportato la stessa versione dei fatti raccontata ieri dal maresciallo Grammatico. L’appuntato Varani ha confermato che il reato di resistenza a pubblico ufficiale era stato effettivamente consumato da parte di un uomo  accusato di violenza sessuale. Secondo quanto spiegato dall’appuntato Varani, il soggetto era ubriaco e aveva aggredito sia lui che il suo superiore. Una volta fermato, l’uomo, che aveva continuato a dare in escandescenze, era stato ammanettato nell’auto di servizio. All’attenzione degli inquirenti c’è la frase che Grammatico nell’intercettazione ambientale aveva detto al collega Varani: ‘Ma dove l’avresti preso il calcio ? Al ginocchio ?’. Per la difesa di Grammatico, gli inquirenti hanno isolato l’intercettazione contro il maresciallo, mentre in realtà la resistenza c’è stata davvero. Anche l’avvocato Capra, come avevano fatto sapere ieri gli avvocati Antonino Andronico e Marco Simone, difensori di Grammatico, ha sottolineato il fatto che come prova dell’avvenuta resistenza a pubblico ufficiale ci sono anche i certificati medici che testimoniano che Varani era stato colpito con un calcio.

Per quanto riguarda invece l’accusa di falso e tentata concussione, Varani ha raccontato che lui e Grammatico avevano fermato un indiano trovato in possesso di 0,3 grammi di eroina. I due militari lo avevano segnalato al Sert e in quell’occasione Grammatico aveva chiesto con enfasi all’indiano il nome dello spacciatore. Una settimana più tardi, Grammatico aveva ordinato a Varani di andare a prelevare l’indiano per portarlo in caserma e stilare il verbale. Davanti al giudice, Varani ha ammesso di aver preparato l’atto e di averci apposto la data, ma ha disconosciuto il verbale finito nell’inchiesta, dicendo che il testo è lo stesso, ma la data è diversa e la firma non sua.

“Il mio cliente”, ha aggiunto l’avvocato Capra, “ha alle spalle 25 anni di servizio, e non ha mai avuto alcun problema. Inoltre non ha mai voluto fare carriera, diversamente dal maresciallo Grammatico, e quindi non si capisce quale motivo avrebbe avuto per commettere i reati che gli sono contestati”.

L’appuntato Varani è agli arresti domiciliari. L’avvocato Capra ha fatto istanza di libertà, o in subordine di ottenere la misura dell’obbligo di firma.

Luca Pizzi, la moglie di Marco Pizzi, Emilio Smerghetto e David Mazzon si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Matteo Pasotti ha rilasciato dichiarazioni spontanee

L'avvocato Ventura

Luca Pizzi, il titolare del Juliette, ancora rinchiuso nel carcere di Lecce (era stato arrestato mentre era in vacanza con la famiglia a Gallipoli) si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Pizzi, interrogato per rogatoria, è difeso dall’avvocato Luca Magli. Stessa linea adottata per Iham El Khalloufi, la moglie marocchina di Marco Pizzi. La donna, che ha la misura dell’obbligo di firma, è assistita, come il marito, interrogato ieri, dall’avvocato Walter Ventura. “La mia cliente”, ha ribadito il legale, “deve ancora esaminare tutte le carte, ma si è resa disponibile, una volta capita la questione, a collaborare”. Si è avvalso della facoltà di non rispondere anche il bresciano Emilio Smerghetto, in carcere per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. L’altro arrestato bresciano, Matteo Pasotti, accusato del medesimo reato, ha invece rilasciato qualche dichiarazione spontanea. Entrambi, rinchiusi nel carcere di Canton Mombello, sono stati interrogati per rogatoria. Per l’accusa, fornendo le prostitute, avrebbero guadagnato direttamente soldi, trattenendo parte del compenso delle ragazze. In  passato, Pasotti, condannato a due anni e otto mesi per una molotov lanciata nel 2006 contro il centro sociale Magazzino 47, ha militato in Forza Nuova, mentre di recente è stato fra i coordinatori di club Forza Silvio di Brescia, costola di Forza Italia.

La posizione di Mazzon

Si è avvalso della facoltà di non rispondere anche David Mazzon, imprenditore cremonese nel settore dei locali ed ex gestore di un’attività a Vescovato. Mazzon ha ottenuto da subito la misura più lieve dell’obbligo di firma giornaliera ed è difeso dall’avvocato Massimo Nicoli. E’ accusato di essere coinvolto nel giro di cocaina. “Ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere”, ha fatto sapere il legale, “in primo luogo perché il mio cliente ha una posizione marginale, e poi perché dobbiamo ancora visionare tutto il materiale istruttorio, che sono cinque faldoni. Una volta visionato il materiale ci renderemo disponibili a chiarire tutti i punti, o attraverso un interrogatorio, oppure con il deposito di una memoria”. “La stessa misura cautelare obbligata che è stata applicata al mio cliente è la più blanda” ha concluso l’avvocato Nicoli, “e già questo smentisce in parte l’accusa. Anche la perquisizione domiciliare ha dimostrato l’incompatibilità con l’accusa di spaccio”. David Mazzon è stato titolare del locale ‘Tabu’ di Vescovato. “Ho venduto il locale un anno fa”, ha detto Mazzon questa mattina in tribunale, “dunque non avevo certo bisogno di fare attività illegali. Al Juliette, in due anni, ci sarò stato due o tre volte, e nelle intercettazioni il mio nome non c’è. Conosco il maresciallo Grammatico perché di tanto in tanto veniva al Tabù, e poi ci si conosce, abitando tutti a Vescovato”.

Su tutte le istanze presentate dagli avvocati difensori, il gip scioglierà la riserva la prossima settimana.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti