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Nuove richieste per costruire supermercati E arriva un albergo? Ascom: 'Il Comune dica no'

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Sopra, una parte del centro commerciale I Navigli

AGGIORNAMENTO – Non si fa attendere la risposta di Confcommercio Cremona alla pioggia di richieste che stanno aggiungendo al Comune per aperture di nuovi supermercati di piccole e medie dimensioni. Dopo il sì alla struttura di via Massarotti infatti, a sorpresa, altre richieste a dimostrazione del rinnovato interesse commerciale per alcune zone della città tutte comunque di prima o seconda periferia.

«Abbiamo guardato al piano di “rigenerazione urbana” con interesse e con spirito collaborativo», dichiara il presidente di Ascom Fausto Casarin -.  Ma occorre puntualizzare che la condizione necessaria e inderogabile per valorizzare il tessuto commerciale di Cremona sia quello di rivedere e riequilibrare il rapporto tra commercio di vicinato e media e grande distribuzione. Facendo propria la consapevolezza che Cremona non ha bisogno di nuovi centri commerciali. Ci si impegni a regolamentare le nuove licenze, a dare vita ad un progetto coerente di città. Diversamente finiremo con lo spegnere il commercio tradizionale, con pesantissime ricadute sulla città, con un impoverimento pericoloso sul piano delle relazioni, precludendo buona parte delle possibilità di rilancio turistico. Urge una moratoria nelle nuove licenze e va fatta subito.  Siamo ormai circondati e sotto assedio della media e grande distribuzione. Solo qualche settimana abbiamo preso le distanze dalla decisione del Comune di autorizzare una nuova area in via Massarotti. Oggi apprendiamo addirittura di cinque nuove richieste. E tre di queste andrebbero ad incrementare il polo dei “Navigli”. 
I poli della media e grande distribuzione organizzata per numero ed estensione non solo ci pongono ai primi posti nelle classifiche regionali e nazionali. Ma credo che in poche altre città come a Cremona siano arrivati ad essere inseriti del tutto nel tessuto urbano: facilmente raggiungibili a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. Qui non abbiamo solo i negozi di vicinato. Ma sotto casa troviamo anche i grandi centri di distribuzione. Ovviamente facili da raggiungere e con parcheggi infiniti, per non escludere nessuno.  Serve un cambio di rotta. Troppe amministrazioni, di orientamento diverso, si sono succedute passandosi il testimone, continuando i progetti di chi li aveva preceduti e lasciandone in eredità ai nuovi eletti. Quasi in un accordo bipartisan non scritto. Ora alla prova è chiamato il sindaco Galimberti. Al primo cittadino e alla sua giunta chiediamo coerenza con gli impegni del programma elettorale. “Diciamo basta a nuovi grandi insediamenti commerciali” si legge a pg 7 del “patto” di Galimberti con Cremona. Senza dubbio non si accompagna il rilancio dell’economia con nuovi spazi di media e grande distribuzione. Non perdo la fiducia – conclude Casarin –  ma devo essere sincero e non nascondo i miei timori. Alla Amministrazione chiediamo di credere, insieme alle categorie e alle imprese nella Cremona che già c’è. Mi aspetto che accanto al “polo tecnologico” si faccia lo stesso sforzo per rilanciare l’università e per riprendere (con funzioni dedicate ai giovani e alla cultura) quel patrimonio prezioso che è rappresentato dal parco dei monasteri, solo per citare un esempio. Sono certo che dare forza alla speranza richieda decisioni coraggiose e condivise. Solo in questo modo potremo dare vita a quella rigenerazione urbana che oggi appare come una speranza prima che una certezza».

La Bonetti Costruzioni di Crema ha avanzato la richiesta di costruire un nuovo fabbricato commerciale sull’area tra via Nazario Sauro-Fiamme Gialle e Forze Armate. Si tratta del completamento del centro commerciale I Navigli, quello nel quale si è insediato il supermercato Rossetto. Fin dal tempo della lottizzazione “cascina Colombera” si era ipotizzato il completamento della parte commerciale ed era anche prevista la destinazione alberghiera. Potrebbe far parte del nuovo lotto – insieme alla parte commerciale – anche l’albergo da far gestire a una catena multinazionale.

Nuove medie superfici di vendita anche nell’area Lucchini in fregio alla via Mantova. Una richiesta di permesso di costruire sarebbe già stata presentata in Comune dalla Impresa Contardi per la realizzazioni di tre strutture, tra cui un discount, nella zona compresa in via del Macello, angolo via Cappuccini.

Insomma, mentre il centro città continua a soffrire commercialmente, le imprese tendono ancora a costruire in periferia immobili destinati al commercio, specialmente alimentare. Le associazioni del commercio hanno già preannunciato battaglia contro l’accerchiamento.

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