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Il saluto dei bimbi sahrawi, con speranza per l’anno prossimo…

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Nella foto, i bimbi sahrawi con accompagnatori e autorità di Scandolara, San Daniele, Cingia e Gussola

SCANDOLARA RAVARA – “Solo le donne del Sahrawi riescono a far crescere l’erba nell’hammada, nel deserto più arido”: il detto africano arriva a Scandolara Ravara attraverso Enrico Pelassa, referente di Help for Children che da anni si occupa di accogliere i figli di quelle donne relegate con le loro famiglie in ritagli di deserto che nemmeno l’Onu riconosce. Campi profughi separati dalla civiltà, dall’assistenza sanitaria, dai servizi, che da una parte vedono distese infinite di sabbia sotto un sole che alza le temperature fino ai 55° e dall’altra si scontrano con il muro del pianto, confine invalicabile oltre il quale vi è il resto del Marocco e dell’Algeria. Alcuni dei piccoli sahrawi cresciuti in quel contesto stanno per salutare Scandolara Ravara. Dal 5 luglio ospiti del comitato creato ad hoc per la loro accoglienza, sei bimbe e tre maschietti di dieci e undici anni accompagnati daMarahbi e Sania, hanno alloggiato nei locali delle scuole elementari e sabato mattina, nel boschetto retrostante il plesso, non hanno fatto mancare il loro ringraziamento a chi, per due settimane, li ha accuditi e fatti divertire. Lo hanno fatto a modo loro, con canti e balli, applausi e sorrisi. Lo hanno fatto, subito dopo le parole dei vari enti coinvolti.

A cominciare dal comune di Scandolara Ravara, col sindaco Velleda Rivaroli ad illustrare le finalità dell’iniziativa che affonda le radici nell’esperienza avviata a San Daniele Po dal primo cittadino Davide Persico, presente al pari dei sindaci Stefano Belli Franzini di Gussola,Pierpaolo Vigolini di Cingia de’ Botti e Michel Marchi di Gerre de’ Caprioli, invitati per l’occasione in quanto possibili futuri aderenti del progetto di ospitalità dei piccoli ambasciatori di pace. “La speranza con cui chiudiamo la nostra prima volta da comitato di prima accoglienza è che l’anno prossimo altri comuni cremonesi possano partecipare”: così Rivaroli. Di “uscire dal nostro guscio” per far conoscere una realtà diversa e lontana da quella locale hanno parlato l’assessore scandolarese ai Servizi Sociali, Silvia Avanzini, factotum in un comitato di oltre trenta persone, e il sindaco di San Daniele Po, Davide Persico, che non ha nascosto la preoccupazione per “il ritorno di fondamentalismi che nel territorio si pensavano superati cinquant’anni fa”: “si parla molto di immigrazione, grazie a questi piccoli ambasciatori di pace si può comprenderne il perché, capire dove e come certe persone sono costrette a vivere”. I bimbi sahrawi, con i loro accompagnatori, proseguiranno la permanenza italiana a Zibello, dove un altro comitato li aspetta a braccia aperte. Da lì raggiungeranno la sede della Regione Emilia Romagna, per un incontro ufficiale col governatore Stefano Bonaccini: ultima tappa per continuare a far conoscere all’Italia e al mondo le condizioni in cui vive il loro popolo.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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