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Mercato e festa del Torrone ai ferri corti Giovedì l'attesa commissione tecnica

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Si riunisce domani la commissione tecnica del Comune deputata alle scelte in merito al commercio su area pubblica, per decidere se dare corso alla richiesta degli organizzatori della festa del Torrone di poter usufruire degli spazi occupati dai banchi del mercato per tutta la durata della festa, ossia per tre giorni, due sabati e un mercoledì. “Sarà per l’appunto una commissione tecnica”, specifica l’assessore al Commercio Barbara Manfredini, quasi un modo per fugare ogni dubbio sulla possibilità di altre influenze. “La festa del Torrone quest’anno avrà un prologo ad ottobre: e per quel week-end non ci sarà nessuno spostamento dei banchi del mercato. Per i nove giorni successivi della festa invece, dobbiamo valutare la richiesta degli organizzatori di poter usufruire di piazza Stradivari anche nei tre giorni in cui si svolge il mercato”. Come tenere insieme le due esigenze, ossia quella della festa del Torrone (evento di maggior richiamo dell’anno) di godere di una scenografia d’eccezione nell’anno di Expo; e dei commercianti su area pubblica che pagano il plateatico per poter esercitare e per il quale ogni spostamento, anche piccolo, rappresenta una perdita secca di incassi?

“L’idea – spiega Manfredini – era di dare una continuità al mercato, spostando i banchi di piazza Stradivari – ma non, ad esempio, quelli di piazza Zaccaria – in corso Vittorio Emanuele. Non abbiamo di certo ipotizzato, che so, un loro spostamento in viale Po”, come era successo alcuni anni fa. “Potrebbe essere un’opportunità per il mercato. E comunque, ripeto, sarà la commissione tecnica di domani, a cui prendono parte anche le associazioni, a decidere”.

Il clima resta teso. Da quanto si percepisce tra gli ambulanti, non c’è nessuna intenzione di accettare uno spostamento di tre giornate; il massimo del compromesso sembra essere quello accettato ormai da un paio d’anni: nell’arco dei 9 giorni della festa, banchi spostati da piazza Stradivari solo una volta. “Noi lavoriamo qui”, “la gente ci vuole qui”, erano i cartelli che avevano appeso alle loro tende poco più di una settimana fa, appresa la novità di quest’anno. E invocano norme e regolamenti: quello comunale, tanto per cominciare, che all’articolo 21 recita tra l’altro “l’area mercatale nei giorni e negli orari destinati allo svolgimento del mercato non potrà essere concessa per lo svolgimento di altre attività o manifestazioni che comportino la totale o parziale sospensione del mercato (…) fatte salve le eventuali esigenze di carattere straordinario” e che limita le possibilità di spostamento “per motivi di pubblico interesse, causa di forza maggiore, …..”. In loro difesa vi sarebbe anche una delibera di giunta del 2011 sull’utilizzo di vie e piazze per manifestazioni e la legge regionale che tutela i mercati storici, come quello cremonese. Come dire: per difendere il diritto al lavoro siamo pronti ad andare dall’avvocato.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Paolo Mantovani

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