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'Segnali positivi e sorprese negative, situazione altalenante per le imprese' Studio su area industriale manifatturiera

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“E’ un quadro che presenta luci e qualche ombra quello che emerge dall’indagine congiunturale sul comparto industriale manifatturiero cremonese nel secondo trimestre 2015″, dichiara il presidente della Camera di Commercio di Cremona Gian Domenico Auricchio. “Accanto a un incremento della produzione – spiega – si registra infatti un calo del fatturato e a un aumento sensibile degli ordinativi esteri, una diminuzione della domanda interna, dopo due trimestri positivi. Il susseguirsi di fasi alterne è il  sintomo di una situazione congiunturale ancora volatile pur in un quadro che presenta segnali di miglioramento. Proprio questi devono essere lo stimolo per continuare a lavorare affinché l’incremento della  produzione si rifletta anche sugli investimenti e sull’occupazione”.

I risultati provengono dalla consueta indagine congiunturale condotta trimestralmente da Unioncamere Lombardia in collaborazione con l’Associazione Industriali, Confartigianato e Cna e che coinvolge ogni trimestre due campioni distinti di aziende manifatturiere, industriali e artigiane, interessando complessivamente circa 130 imprese cremonesi appartenenti a tutte le principali attività del comparto presenti in provincia.

Il periodo aprile-giugno 2015 ha visto la conferma del segno positivo della produzione industriale cremonese. Dopo il rallentamento dei due precedenti trimestri, tornano a crescere gli ordini esteri con una variazione congiunturale a +3,5%, la più alta percentuali degli ultimi cinque anni. Anche il livello dell’occupazione conferma la lieve crescita dei primi mesi dell’anno e con un +0,3%, recupera in parte quanto lasciato nella seconda metà del 2014, pur restando ai livelli minimi dal 2005. Inaspettata è invece l’inversione di tendenza degli ordinativi interni che, dopo due trimestri di crescita significativa, scendono di oltre tre punti percentuali (-3,2%), confermando il trend riscontrato, sia pure in misura inferiore, nell’intera regione. Sicuramente influenzato dall’andamento negativo del mercato nazionale, anche il fatturato complessivo del comparto industriale cremonese presenta un segno negativo (-0,7%), che interrompe la serie positiva che durava ininterrottamente da più di due anni. In controtendenza ai dati lombardi, continua in provincia il processo di erosione dei prezzi che calano sia per le materie prime (-0,2%) sia per i prodotti finiti (-0,8%). Allargando però l’orizzonte temporale all’ultimo paio di anni, il fenomeno che si riscontra è quello di una sostanziale stabilità dei prezzi sia sul versante degli acquisti che delle vendite.

Anche sul fronte della Cassa Integrazione Guadagni si riscontrano dati in miglioramento che concordano rispetto alle informazioni sulle ore autorizzate provenienti da fonte INPS. Queste ultime proseguono il trend decrescente  rispetto al trimestre scorso (-28%) e allo stesso trimestre dell’anno precedente ( -43% ), stabilizzandosi ben al di sotto della media trimestrale degli anni più recenti, calcolata appena al di sotto del milione e mezzo di ore. Le ore effettivamente utilizzate risultano in calo dallo 0,7% allo 0,4% del monte ore complessivo e costituiscono, insieme a Lodi, il dato più basso tra le province lombarde. Rispetto ai primi tre mesi dall’anno ha fatto ricorso alla Cassa Integrazione un numero inferiore di imprese, il 10,5% del totale contro il precedente 12,7%. Nell’intera regione la percentuale di imprese interessate è stata del 15% e le ore utilizzate hanno costituito l’1,9% del totale, con entrambe le quote in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente.

Il quadro provinciale dei confronti con lo stesso periodo dell’anno precedente si discosta  da quello congiunturale, sottolineando il momento di grande incertezza, con le variabili principali che non riescono ancora ad imboccare dinamiche stabili. Contrariamente al trend congiunturale, infatti, il livello della produzione si colloca ancora leggermente al di sotto (-0,2%) rispetto al primo trimestre 2014 e così pure il numero degli addetti (-0,6%). Ugualmente discordanti sono gli andamenti del fatturato e degli ordini interni che scendono rispetto al trimestre precedente, ma non su base annua. Il primo sale infatti del 2,3% rispetto al 2014, mentre la domanda dal mercato nazionale si conferma stabile. Solo la dinamica delle vendite all’estero risulta ampiamente positiva ,sia su base congiunturale che tendenziale, e cresce dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. A livello settoriale si riscontrano andamenti produttivi tendenziali molto variegati, con la chimica e la meccanica in evidenza (+ 3%), affiancate dal settore del legno (+7%).

Nel confronto con le altre province lombarde, il dato tendenziale sulla produzione industriale di Cremona, pari al -0,2%, la colloca nella parte inferiore  della graduatoria regionale, al di sotto della media lombarda (+1,9%), e superiore solo alle province di Bergamo e Como.

Nel II trimestre 2015 la percentuale sul totale delle aziende ancora in crisi si riduce di due punti percentuali (dal 35% al 33%), mentre si assottiglia, attestandosi appena al di sotto del 50%, la quota di quelle in espansione tendenziale, dato in linea con la media regionale.

Le aspettative per il prossimo trimestre sono ancora in complessivo miglioramento: molto positive per produzione e ordini esteri, dove la prevalenza degli ottimisti è decisamente ampia, un po’ meno per la domanda interna, dove probabilmente le attese sono riviste al ribasso a causa della minor dinamicità riscontrata nel trimestre attuale.

Si registra una sostanziale stabilità nel comparto dell’artigianato produttivo, ma con alcuni timidi segnali di miglioramento per produzione, ordinativi e occupazione che invertono le tendenze in atto, con la prima che passa in tre mesi dal -0,2 al +0,4%, mentre il livello occupazionale risale da un calo di mezzo punto al +0,2%. La domanda migliora sia sul fronte nazionale che estero, rispettivamente del +0,9 e del +0,2%, mentre il fatturato, con il -0,2%, conferma la sua leggera, ma ininterrotta discesa.

Dal punto di vista tendenziale accanto a una crescita della produzione (+0,9%) si rileva un calo del fatturato (-0,2%), in linea con  il trend congiunturale, mentre per le altre variabili i segni si capovolgono: entrambe le voci della domanda restano al di sotto del livello di un anno prima, del 2% quella interna e dello 0,4% quella estera, mentre il numero degli addetti si contrae di mezzo punto percentuale.

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