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'Chiudere l'inceneritore si può' Il contro-dossier degli ambientalisti

Le associazioni ambientaliste hanno predisposto una documentazione che va contro l’ormai noto studio Leap sull’inceneritore e rilanciano la possibilità di stop dell’impianto. “Nella giornata di mercoledì 5 agosto – spiegano in una nota – si è tenuto in Palazzo comunale a Cremona un importante incontro tra i rappresentanti delle associazioni che si stanno impegnando sulla chiusura dell’inceneritore e il Sindaco Gianluca  Galimberti. All’incontro, durato circa 3 ore,  erano presenti anche l’assessore Alessia Manfredini e Maurizio Manzi e la dirigente Mara Pesaro. Il confronto, molto approfondito, si è concentrato sui vari aspetti del problema, da quello sanitario e ambientale a quello economico e industriale e ha visto l’Amministrazione in un atteggiamento di attento ascolto. I rappresentanti delle associazioni hanno presentato 3 documenti su rifiuti e studio Leap, salute e diossine, strategia per la chiusura dell’inceneritore di san Rocco”.
In estrema sintesi le associazioni hanno sottolineato:”1) per chiudere l’inceneritore  è decisiva la volontà politica, non i vincoli finanziari che possono essere agevolmente governati invece di essere utilizzati come alibi; 2) Lgh è chiamata a porre su tutti i tavoli negoziali aperti, da quello regionale a quello di un’eventuale fusione con altra multiutility , questo obiettivo come irrinunciabile; 3)  lo spegnimento dell’inceneritore è solo una fase, mentre il decommissioning-smantellamento può essere articolato e dunque finanziato in molti più anni; 4) la chiusura dell’inceneritore può essere addirittura una opportunità di innovazione tecnologica e industriale per il territorio cremonese scegliendo di investire sulle nuove tecnologie a freddo, non inquinanti, capaci di creare più posti di lavoro; 5) Cremona ha la fortuna di poter essere in anticipo rispetto ad altre realtà della Pianura padana in questa fase di transizione dall’economia dell’incenerimento e dello spreco all’economia circolare e industriale del recupero delle materie prime-seconde e del compostaggio, in linea con la lotta ai cambiamenti climatici”.

Il sindaco si è impegnato con i rappresentanti cremonesi delle  associazioni AmbienteScienze, Acli, Arci, Andiamo Oltre, Atuttocompost, CreaFuturo,  Democratici per Cremona, ISDE, Italia Nostra, Legambiente,  WWF a mantenere “aperto e trasparente il confronto e il percorso, come con tutta la cittadinanza”.

ECCO LA DOCUMENTAZIONE COMPLETA PRESENTATA DALLE ASSOCIAZIONI: CLICCA QUI

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Commenti
  • Nokia

    Ambientalisti??? Su Tamoil e Arvedi tacciono pur sapendo che l’impatto sulla città è centinaia di volte quello dell’inceneritore. Lo studio ISDE è datato e contraddetto dalle ultime indagini epidemiologiche (le malattie polmonari sono diminuite..) e dall’Istituto Mario Negri. Come alternativa per il teleriscaldamento propongono un turbogas, nel cortile di palazzo Cattaneo? Credibilità zero.

    • Nokia

      Dimenticavo, Cremona aveva raggiunto e superato il protocollo di Kioto. Con le proposte di questi autoproclamati ambientalisti verrebbero cancellate 7.500 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio). L’ambiente li prenderebbe a calci.

  • Nokia

    Ambientalisti??? Su Tamoil e Arvedi tacciono pur sapendo che l’impatto sulla città è centinaia di volte quello dell’inceneritore. Lo studio ISDE è datato e contraddetto dalle ultime indagini epidemiologiche (le malattie polmonari sono diminuite..) e dall’Istituto Mario Negri. Come alternativa per il teleriscaldamento propongono un turbogas, nel cortile di palazzo Cattaneo? Credibilità zero.

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      Dimenticavo, Cremona aveva raggiunto e superato il protocollo di Kyoto. Con le proposte di questi autoproclamati ambientalisti verrebbero cancellate 7.500 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio). L’ambiente li prenderebbe a calci.