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Eclisse della ragione, social e commenti: usare la testa

Opinione

“Eclisse della ragione” è il titolo di un’opera scritta nel 1947 dal filosofo tedesco Max Horkheimer, in cui espone una lucida analisi della ragione dopo la tragedia della seconda guerra mondiale.

Secondo il saggio di Horkheimer, la ragione soggettiva è incapace di cogliere la “ragione oggettiva” di un più ampio contesto razionale. Horkheimer aveva davanti agli occhi la tragedia della guerra. Ma non pare che oggi, dopo settant’anni, la ragione sia capace di cogliere l’oggettività delle cose.

Sono riflessioni che spesso mi tornano alla mente osservando il comportamento delle persone sui “social network”, oggi tanto di moda, e nelle lettere ai giornali.

I “social network” e le lettere ai giornali sono diventati un puro sfogatoio. Come ha recentemente osservato Umberto Eco, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in comunicazione e media da parte dell’Università di Torino (si veda “La Stampa” dell’11 giugno 2015) “Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, e di solito venivano messi a tacere. Ora chi scrive ha lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. Ma è normale: capita in tutte le comunità numerose. Nei gruppi con più di cinquanta persone quelli che si espongono di più sono sempre gli imbecilli”.

Gli ultimi mesi, a Cremona ed altrove, hanno fornito numerosi esempi di questa eclisse della ragione, per cui l’individuo appare sempre più incapace di cogliere la razionalità delle cose.

Inizierò da un tema che è oggetto di accanite discussioni, in cui, di volta in volta, si colpevolizzano il Governo, l’Europa, la Chiesa, i Sindaci ed i Prefetti, la Caritas, i sacerdoti e le parrocchie.

Mi riferisco al fenomeno dei fuggiaschi dalle zone di guerra dell’Africa e del Medio Oriente.

L’egoismo, venato di razzismo, trionfa: si ritiene che i rifugiati siano, senz’altro, affetti da gravi malattie, che gli stessi siano pronti ad insidiare donne e bambini e, comunque, sottraggano posti di lavoro ai nostri connazionali.

Si dimentica che si tratta di un fenomeno epocale, paragonabile all’emigrazione di un secolo fa verso gli Stati Uniti, il Brasile e l’Argentina (anche il padre del Papa era un emigrante). Si dimenticano gli orrori che la guerra ha provocato soprattutto in Siria, Somalia ed Eritrea (queste ultime già colonie italiane, che il nostro paese non ha saputo convenientemente avviare all’indipendenza).

Si dimentica che, i rifugiati (che, fra l’altro, sperano di raggiungere la Germania, la Gran Bretagna e la Svezia, limitandosi a transitare per l’Italia) non sono selvaggi ma che fra loro vi sono diplomati e laureati. Si dimentica, soprattutto, che gli uomini non si possono lasciar annegare in mare o respingere con le navi da guerra.

Eppure, negli anni settanta, quando i vietnamiti, dopo la resa di Saigon e la vittoria del regime comunista, fuggivano dal loro paese su piccole imbarcazioni con cui affrontavano l’oceano (si parlava, allora, di “boat people”) vi fu, verso di loro, un grande moto di solidarietà. Ma era una solidarietà espressa solo a parole, che costava poco, dato che il Vietnam si trovava a migliaia di chilometri di distanza.

E chi si indigna contro i rifugiati, magari, è chi  si commuove di fronte agli animali e si lamenta del trattamento, molte volte incivile, cui gli animali sono sottoposti (chi non ricorda le polemiche sul canile e sul gattile?).

E che dire dei disordini verificatisi a Cremona il 24 gennaio, e ripetutisi a Milano il 1° maggio, in occasione dell’inaugurazione dell’Expo? Si è affermato che il Sindaco (che non ha competenza in materia) avrebbe dovuto vietare la manifestazione. Si è affermato, ancora, che le forze dell’ordine avrebbero dovuto impedire con ogni mezzo ai manifestanti di sfilare. Ma si dimentica che se le manifestazioni (a Cremona come a Milano) fossero state vietate e i manifestanti affrontati con la forza, questi avrebbero potuto mettere a ferro e fuoco la città intera (e non soltanto alcune strade). La tattica “elastica” delle forze dell’ordine ha salvato Cremona (come Milano) da ben più gravi danni provocati da una masnada di “black bloc” infuriati.

Si sono poi levate voci altissime per richiedere che i manifestanti risarcissero i danni, quasi che le pubbliche autorità fossero determinate a lasciar correre.

Ma, ancora una volta, da tali richieste, emerge l’eclisse della ragione. La responsabilità, civile e penale, è personale e, se non si individuano le persone che hanno commesso i reati e provocato i danni, non è possibile ottenere nessun risarcimento (posto che i responsabili abbiano i mezzi economici per pagare).

Anche la neve, quest’anno caduta in abbondanza, ha offerto agli “imbecilli” (di cui parla Umberto Eco) l’occasione per sentenziare. Molti si sono lamentati soprattutto della mancata pulizia delle strade, ma ben pochi si sono dati da fare per pulire i marciapiedi davanti alla loro casa o al loro negozio. Dalle lamentele emergeva una forte carica di livore. Pare di capire che molti avrebbero voluto vedere il Sindaco spalare personalmente la neve, per poter poi dire che un siffatto comportamento non è dignitoso per un primo cittadino.

In verità, la pulizia delle strade dalla neve è impedita, il più delle volte, non dalla cattiva volontà degli amministratori locali, ma soltanto dalle auto parcheggiate che rendono difficoltoso l’uso delle ruspe.

Discorso simile può essere fatto con riferimento al pianto greco sulle città sporche. Ma, purtroppo, della sporcizia siamo noi i primi responsabili, dato che lo sporco non nasce per partenogenesi. Se tutti avessero un comportamento civile, per terra vi sarebbero solo le foglie cadute dagli alberi.

I soliti “imbecilli” si sono scagliati anche contro le cooperanti italiane catturate in Siria e successivamente liberate. Si è detto che lo Stato avrebbe dovuto farsi restituire da loro il riscatto pagato per la liberazione. A parte che non vi è alcuna certezza che una riscatto sia stato effettivamente pagato, chi, a gran voce, ha chiesto alle cooperanti di pagare, dimenticava che ben difficilmente queste ultime avrebbero potuto rimborsare una somma di alcuni milioni di euro.

Lascio per ultima l’affermazione più grottesca e stravagante che ho avuto la ventura di leggere mesi addietro. Si è scritto che nessun regime politico ha valorizzato le donne come il fascismo. Il ruolo della donna sotto il regime appare chiaramente nel film “Una giornata particolare” di Ettore Scola: la protagonista, interpretata da Sofia Loren, non è certo una donna “valorizzata”. Ma è un film da “intellettuali”, che ci si guarda bene dal vedere.

Si dimentica che le donne non avevano diritto di voto e che nessuna donna fece mai parte né della Camera dei Deputati, né della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. E le donne non potevano neppure appartenere al partito, ma erano relegate in associazioni collaterali e subordinate, come i fasci femminili e le massaie rurali.

L’eclisse della ragione, in conclusione, può essere vinta solo con la riflessione razionale.

Quasi sempre la verità è banale, ma non la si vuole vedere.

E se la si vede si è definiti, come sarò definito io, degli inguaribili buonisti.

Antonino Rizzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • antonio1956

    Essere definito inguaribile buonista è sempre meglio che essere definito un imbecille chi si espone, come chi commenta in questo momento. Seguirà dopo pranzo un commento più articolato e approfondito. Cordialità.

  • antonio1956

    Essere definito inguaribile buonista è sempre meglio che essere definito un imbecille chi si espone, come chi commenta in questo momento. Seguirà dopo pranzo un commento più articolato e approfondito. Cordialità.

  • antonio1956

    Essere definito inguaribile buonista è sempre meglio che essere definito un imbecille chi si espone, come chi commenta in questo momento. Seguirà dopo pranzo un commento più articolato e approfondito. Cordialità.

  • antonio1956

    Buongiorno Avvocato, fossi stato in lei
    non avrei inserito nell’opinione quella di Umberto Eco, che,
    evidentemente, deve aver letto qualche commento ‘sui generis’ e poi
    ha tratto le tristi conclusioni che ha esternato. Non sono un
    frequentatore di bar (con più di 50 persone, ma anche meno) ma
    ritengo di avere lo stesso diritto di parola di chiunque (anche di un
    premio Nobel). Evidentemente anche lei, dopo aver letto un po’ di
    commenti qua e là si è fatto l’idea che siamo di fronte a una
    eclissi della ragione per quanto riguarda i commenti sui ‘social’. Io
    penso di no! E le spiego perché. Certamente chi ritiene di
    commentare in anonimato va giù pesante in tutti i sensi, per questo
    o per quello, ma nessuno commenta in anonimato. Le cito
    quell’episodio di un commentatore inglese che il giorno dopo aver
    ‘esternato’ si è trovato la Polizia che gli suonava al campanello di casa.
    Ecco, per arginare gli ‘imbecilli’ è sufficiente questo, basta normarlo. Aneddoto:
    il Beppe Severgnini ha chiuso i commenti su Italians perché a detta
    sua 30 (diconsi trenta) imbecilli lo ingolfavano. Quindi ha chiuso i
    commenti di migliaia di persone perché 30 imbecilli gli guastavano
    la festa. Quindi siccome gli imbecilli, che a detta di Umberto Eco
    sono la pluralità, scrivono stupidaggini, chiudiamo tutti i commenti sui social e non proveremo quel senso di… non so che dire, di Umberto Eco. Se
    qualcuno scrive delle stupidaggini, affermo, gli mandiamo l’autorità
    a casa. Quindi perché togliere il diritto sacrosanto a chi non ha
    parola – lei può scrivere la sua opinione e io replicare – per
    esternare le ‘ingiustizie’ o i ‘soprusi’ o le ‘scorrettezze’ o far
    sentire la propria ragione su questo argomento o su quello? Concludo
    con questo commento: siamo di fronte a una vera e propria
    invasione ‘epocale’ testimoniata dal quotidiano. Sappiamo tutti che
    non sono selvaggi, ma anche diplomati e laureati, non c’è bisogno che lo ricordi lei, ma lei guarda al dito invece della luna. Le rammento un’omelia dell’Abbé Pierre sentita nel
    Duomo di Parma nell’82 (credo). “Aspettatevi un’invasione,
    pacifica, dei popoli africani”: aggiungo io: con i mezzi di
    comunicazione di massa di oggi a maggior ragione. Per finire non è
    un problema di buonismo, ma di buon senso affrontare senza buonismi
    la migrazione epocale. Noto che usa il termine imbecilli virgolettato
    dopo che l’ha pronunciato Umberto Eco: non può dire l’ha detto lui,
    lei lo riprende ed è come se l’avesse scritto lei. Firmato un
    commentatore “imbecille” che si espone.

    • Nokia

      Condivido, ma l’autore è un avvocato abituato a dare consulenze ed interpretazioni autentiche. Lui pensa di essere nell’agorà, noi schiavi siamo fuori.

      • lamela

        ecco il commento che mi fa dare ragione ad alejandro…bravo nokia, un intervento di alto profilo…populismo all’ennesima potenza

        • Nokia

          Il populismo prende il nome dall’omonimo movimento sviluppatosi in Russia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento che proponeva un miglioramento delle condizioni di vita delle classi contadine e dei servi della gleba, attraverso la realizzazione di un socialismo basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale. Cosa c’entra???

          • lamela

            ahahhahauhauahahauahuahahahauhaauhauhahauahauhauhaahuauhauhauhauahauhauhauahauhauhauhauahauhauhauahauhauhauhaauhauahauhauhauhauha… sempre peggio

          • antonio1956

            Alejandro ha un supporter che io non vorrei mai avere.

  • antonio1956

    Buongiorno Avvocato, fossi stato in lei
    non avrei inserito nell’opinione quella di Umberto Eco, che,
    evidentemente, deve aver letto qualche commento ‘sui generis’ e poi
    ha tratto le tristi conclusioni che ha esternato. Non sono un
    frequentatore di bar (con più di 50 persone, ma anche meno) ma
    ritengo di avere lo stesso diritto di parola di chiunque (anche di un
    premio Nobel). Evidentemente anche lei, dopo aver letto un po’ di
    commenti qua e là si è fatto l’idea che siamo di fronte a una
    eclissi della ragione per quanto riguarda i commenti sui ‘social’. Io
    penso di no! E le spiego perché. Certamente chi ritiene di
    commentare in anonimato va giù pesante in tutti i sensi, per questo
    o per quello, ma nessuno commenta in anonimato. Le cito
    quell’episodio di un commentatore inglese che il giorno dopo aver
    ‘esternato’ si è trovato la Polizia che gli suonava al campanello di casa.
    Ecco, per arginare gli ‘imbecilli’ è sufficiente questo, basta normarlo. Aneddoto:
    il Beppe Severgnini ha chiuso i commenti su Italians perché a detta
    sua 30 (diconsi trenta) imbecilli lo ingolfavano. Quindi ha chiuso i
    commenti di migliaia di persone perché 30 imbecilli gli guastavano
    la festa. Quindi siccome gli imbecilli, che a detta di Umberto Eco
    sono la pluralità, scrivono stupidaggini, chiudiamo tutti i commenti sui social e non proveremo quel senso di… non so che dire, di Umberto Eco. Se
    qualcuno scrive delle stupidaggini, affermo, gli mandiamo l’autorità
    a casa. Quindi perché togliere il diritto sacrosanto a chi non ha
    parola – lei può scrivere la sua opinione e io replicare – per
    esternare le ‘ingiustizie’ o i ‘soprusi’ o le ‘scorrettezze’ o far
    sentire la propria ragione su questo argomento o su quello? Concludo
    con questo commento: siamo di fronte a una vera e propria
    invasione ‘epocale’ testimoniata dal quotidiano. Sappiamo tutti che
    non sono selvaggi, ma anche diplomati e laureati, non c’è bisogno che lo ricordi lei, ma lei guarda al dito invece della luna. Le rammento un’omelia dell’Abbé Pierre sentita nel
    Duomo di Parma nell’82 (credo). “Aspettatevi un’invasione,
    pacifica, dei popoli africani”: aggiungo io: con i mezzi di
    comunicazione di massa di oggi a maggior ragione. Per finire non è
    un problema di buonismo, ma di buon senso affrontare senza buonismi
    la migrazione epocale. Noto che usa il termine imbecilli virgolettato
    dopo che l’ha pronunciato Umberto Eco: non può dire l’ha detto lui,
    lei lo riprende ed è come se l’avesse scritto lei. Firmato un
    commentatore “imbecille” che si espone.

    • Nokia

      Condivido, ma l’autore è un avvocato abituato a dare consulenze ed interpretazioni autentiche. Lui pensa di essere nell’agorà, noi schiavi siamo fuori. Nel senso che chi si sente classe dirigente pensa di dover insegnare a tutti come e cosa pensare.

      • lamela

        ecco il commento che mi fa dare ragione ad alejandro…bravo nokia, un intervento di alto profilo…populismo all’ennesima potenza

        • Nokia

          Il populismo prende il nome dall’omonimo movimento sviluppatosi in Russia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento che proponeva un miglioramento delle condizioni di vita delle classi contadine e dei servi della gleba, attraverso la realizzazione di un socialismo basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale. Cosa c’entra???

          • lamela

            ahahhahauhauahahauahuahahahauhaauhauhahauahauhauhaahuauhauhauhauahauhauhauahauhauhauhauahauhauhauahauhauhauhaauhauahauhauhauhauha… sempre peggio

          • antonio1956

            Alejandro ha un supporter che io non vorrei mai avere.

  • alejandro

    Non sono per niente d’accordo con antonio1956. I commenti agli articoli e sui social sono inutili, non servono veramente a nulla (se non a manifestare lo stato di degrado della civiltà), sono controproducenti. Il 99% è composto da falsità, imprecisioni (a volte volute per tirare acqua al proprio mulino), volgarità e ovvietà che non aggiungon un bel niente alla discussione. Il 99%. Basta farsi un giro in rete per avere le prove. Bene ha fatto l’autore di questo testo a inserire la frase di Umberto Eco, la migliore sintesi del giorno d’oggi. E’ vero, tutti hanno diritto di parola: il premio Nobel, così come l’avventore poco istruito del bar dietro l’angolo. Un tempo, però, c’era più rispetto per i propri limiti, gli ignoranti si ponevano più domande e non si avventuravano in giudizi politici-economici-sociali-ecc. campati per aria. Insomma, un tempo chi non aveva competenze per esprimersi su un dato argomento teneva la bocca più chiusa e ascoltava di più. Un buon modo per imparare qualcosa, assieme allo studio.

    • Nokia

      Dove inizia e dove finisce il diritto di esprimersi? Facebook è nato come strumento per fare la corte alle ragazze, non aveva intenti pedagogici, perché dovrebbe averli oggi?

      • lamela

        ahahahahahaahaha peccato che nella mission di Facebook non ci sia mai stata traccia di questa cosa (era uno degli utilizzi, non l’unico) e peccato che non esista solo Facebook…. ahahahahahahahahahahaaaha…Ti prego scrivi ancora qualcosa dai

        • Nokia

          E’ vero..l’ignoranza non ha limiti né pudore.

    • antonio1956

      Quindi lei ritiene che anche su questo quotidiano on line il 99% dei commenti è composto da falsità, imprecisioni, volgarità e ovvietà che non aggiungono un bel niente alla discussione ? Io direi il contrario. Probabilmente, e ci sono nessuno lo nega, lei va a vedere sempre gli stessi commenti delle stesse testate on line. Guardi che scrivendo quello che ha scritto qui sopra è lei che offende l’intelligenza delle persone che leggono il suo commento. I discorsi da bar li abbiamo sentiti in audio e video per più di vent’anni ed evidentemente hanno prodotto il ‘degrado’ che lei accenna. Per finire chi, come me, ha ascoltato, non ce la fa più a tenere la bocca chiusa (la tastiera) e manifesta il proprio dissenso nei modi che sicuramente non ha trasmesso la ‘Politica’ degli ultimi venticinque anni. Sembra comunque che lei abbia le “competenze” per esternare ma, fossi stato in lei, come ho scritto per l’opinionista, il commento che ha scritto io non l’avrei scritto. Cordialità.

      • alejandro

        Confermo tutto quello che ho scritto. Questo paese ha pochissime speranze di rialzarsi. C’è bisogno da tanto lavoro per migliorare la scuola e c’è bisogno di molto tempo. I social e i commenti hanno dato libero sfogo all’ignoranza (diffusa e spaventosa) che c’è in Italia. E la colpa è sopratutto di una scuola con lezioni di scarsa qualità (bisogna rinnovare il metodo) e impostata male (a 13/14 anni uno dovrebbe avere già le idee chiare sul futuro e saper scegliere uno tra i tanti licei e istituti? Ma per favore, altrove si fa un ciclo unico fino a 16 e poi si fanno 3 anni scegliendo cosa studiare). RICETTA PER MIGLIORARE: insegnare meno nozioni da mandare a memoria a favore di un maggiore utilizzo della ragione e della riflessione per far crescere la capacità critica dei ragazzi.

        • antonio1956

          Anch’io confermo quello che ho scritto. Quindi i social hanno contribuito a conoscere un lato della società nascosto. Adesso lo si conosce, ma non capisco perché tira in ballo la scuola che è stata bersaglio ( a volte anche grosso ) delle’ politiche’ degli ultimi vent’anni. Per favore lei, non si capisce dove vuole arrivare. Scopra le carte !

          • alejandro

            Prima non era nascosto un bel niente, semmai questa ignoranza non aveva la possibilità di svilupparsi e prendere il sopravvento nella discussione pubblica (come si sarà reso conto ormai la pubblica opinione viene fatta coincidere con il fantomatico “popolo della rete”, almeno prima con le chiacchiere da strada e i sondaggi si capiva l’orientamento della pubblica opinione senza dare risalto alle degenerazioni che si sono sviluppate e moltiplicate oggi, in cui ognuno crede di avere la ricetta per qualsiasi cosa e parla parla parla parla parla parla parla parla parla parla, senza dire nulla di sensato nel 99% dei casi che compongono la rete).

          • antonio1956

            Ultima risposta al commento: se sta tentando di inquadrarmi in un movimento, si sbaglia, di grosso ! Mi deve spiegare quale è la discussione pubblica a cui si riferisce, dove l’ha vista ? Adesso i lettori di cremonaoggi assistono a un dibattito a suon di tastiera tra Alejandro e antonio1956 che non si conoscono neppure, almeno credo ! Le pare poco ? A me no. Mi fa piacere confrontarmi con lei. Per finire, nella discussione dovrebbe entrare l’opinionista il quale, scrive, scrive, scrive, ma non ribatte alle critiche, non il suo avvocato difensore, sembra, d’ufficio!

          • alejandro

            Non sto inquadrandola in nessun movimento e la “discussione pubblica” a cui mi riferisco è semplicemente la “discussione pubblica”, in generale. Anche a me fa piacere confrontarmi con lei, e mi piacerebbe che funzionasse sempre così in rete. Ma non funziona così nel 99% dei casi. Saluti

          • antonio1956

            Credo debba rivedere la percentuale.

          • Nokia

            Davvero lei pensa di dire sempre cose sensate ed appropriate? La domanda è sempre quella: Chi è il giudice? Ho conosciuto sboccati fantastici ed accademici ignoranti sia fuori che dentro la rete. Ogni palestra è un buon luogo, perché limitarlo?

  • Nokia

    Dove inizia e dove finisce il diritto di esprimersi? Facebook è nato come strumento per fare la corte alle ragazze, non aveva intenti pedagogici, perché dovrebbe averli oggi?

    • lamela

      ahahahahahaahaha peccato che nella missione di Facebook non ci sia mai stata traccia di questa cosa (era uno degli utilizzi, non l’unico) e peccato che non esista solo Facebook…. ahahahahahahahahahahaaaha…Ti prego scrivi ancora qualcosa dai

    • lamela

      ahahahahahaahaha peccato che nella mission di Facebook non ci sia mai stata traccia di questa cosa (era uno degli utilizzi, non l’unico) e peccato che non esista solo Facebook…. ahahahahahahahahahahaaaha…Ti prego scrivi ancora qualcosa dai

      • Nokia

        E’ vero..l’ignoranza non ha limiti né pudore.

  • antonio1956

    Quindi lei ritiene che anche su questo quotidiano on line il 99% dei commenti è composto da falsità, imprecisioni, volgarità e ovvietà che non aggiungono un bel niente alla discussione ? Io direi il contrario. Probabilmente, e ci sono nessuno lo nega, lei va a vedere sempre gli stessi commenti delle stesse testate on line. Guardi che scrivendo quello che ha scritto qui sopra è lei che offende l’intelligenza delle persone che leggono il suo commento. I discorsi da bar li abbiamo sentiti in audio e video per più di vent’anni ed evidentemente hanno prodotto il ‘degrado’ che lei accenna. Per finire chi, come me, ha ascoltato, non ce la fa più a tenere la bocca chiusa (la tastiera) e manifesta il proprio dissenso nei modi che sicuramente non ha trasmesso la ‘Politica’ degli ultimi venticinque anni. Sembra comunque che lei abbia le “competenze” per esternare ma, fossi stato in lei, come ho scritto per l’opinionista, il commento che ha scritto io non l’avrei scritto. Cordialità.

    • alejandro

      Confermo tutto quello che ho scritto. Questo paese ha pochissime speranze di rialzarsi. C’è bisogno da tanto lavoro per migliorare la scuola e c’è bisogno di molto tempo.

      • antonio1956

        Anch’io confermo quello che ho scritto. Quindi i social hanno contribuito a conoscere un lato della società nascosto. Adesso lo si conosce, ma non capisco perché tira in ballo la scuola che è stata bersaglio ( a volte anche grosso ) delle’ politiche’ degli ultimi vent’anni. Per favore lei, non si capisce dove vuole arrivare. Scopra le carte !

        • alejandro

          Prima non era nascosto un bel niente, semmai questa ignoranza non aveva la possibilità di svilupparsi e prendere il sopravvento nella discussione pubblica (come si sarà reso conto ormai la pubblica opinione viene fatta coincidere con il fantomatico “popolo della rete”, almeno prima con le chiacchiere da strada e i sondaggi si capiva l’orientamento della pubblica opinione senza dare risalto alle degenerazioni che si sono sviluppate e moltiplicate oggi, in cui ognuno crede di avere la ricetta per qualsiasi cosa e parla parla parla parla parla parla parla parla parla parla, senza dire nulla di sensato nel 99% dei casi che compongono la rete).

          • antonio1956

            Ultima risposta al commento: se sta tentando di inquadrarmi in un movimento, si sbaglia, di grosso ! Mi deve spiegare quale è la discussione pubblica a cui si riferisce, dove l’ha vista ? Adesso i lettori di cremonaoggi assistono a un dibattito a suon di tastiera tra Alejandro e antonio1956 che non si conoscono neppure, almeno credo ! Le pare poco ? A me no. Mi fa piacere confrontarmi con lei. Per finire, nella discussione dovrebbe entrare l’opinionista il quale, scrive, scrive, scrive, ma non ribatte alle critiche, non il suo avvocato difensore, sembra, d’ufficio!

          • alejandro

            Non sto inquadrandola in nessun movimento e la “discussione pubblica” a cui mi riferisco è semplicemente la “discussione pubblica”, in generale. Anche a me fa piacere confrontarmi con lei, e mi piacerebbe che funzionasse sempre così in rete. Ma non funziona così nel 99% dei casi. Saluti

          • antonio1956

            Credo debba rivedere la percentuale.

          • Nokia

            Davvero lei pensa di dire sempre cose sensate ed appropriate? La domanda è sempre quella: Chi è il giudice? Ho conosciuto sboccati fantastici ed accademici ignoranti sia fuori che dentro la rete. Ogni palestra è un buon luogo, perché limitarlo?

  • antonio1956

    Se cremonaoggi permette questi confronti senza ‘censure’ vuol dire che è una grande testata, Altro che Italians del Beppe Severgnini !

  • antonio1956

    Se cremonaoggi permette questi confronti senza ‘censure’ vuol dire che è una grande testata, Altro che Italians del Beppe Severgnini !

  • pendolarestanco

    concordo con l’articolo. grazie

    • antonio1956

      L’articolo o l’opinione ?

  • pendolarestanco

    concordo con l’articolo. grazie

    • antonio1956

      L’articolo o l’opinione ?

  • antonio1956

    Appello al Sindaco Galimberti e all’avvocato Antonino Rizzo per quanto di sua competenza. Dopo gli incresciosi fatti di Torino, Andrea deceduto durante un TSO, esercitate la Vostra autorità, soprattutto Il Sindaco che potrebbe esserne coinvolto, presso il Ministero della Salute, affinché si modifichi la procedura dei TSO che sembra accusare qualche falla e che potrebbe vedere coinvolti Vigili Urbani non preparati a questo compito e, soprattutto, per non aggravare la vita già difficile dei diversi ‘Andrea’ ai quali la vita ha riservato loro prove insuperabili.
    Le altre iniziative vengono dopo !

    • Antonino Rizzo

      Ho già scritto in passato a favore dell’introduzione del reato di tortura. Alyto non posso fare se non riprendere l’argomento non appena mi sarà possibile.

      • antonio1956

        Grazie Avvocato, per aver risposto all’appello.

    • Antonino Rizzo

      Ho già scritto in passato a favore dell’introduzione del reato di tortura. Alyto non posso fare se non riprendere l’argomento non appena mi sarà possibile.

  • antonio1956

    Appello al Sindaco Galimberti e all’avvocato Antonino Rizzo per quanto di sua competenza. Dopo gli incresciosi fatti di Torino, Andrea deceduto durante un TSO, esercitate la Vostra autorità, se non l’avete già fatto, soprattutto Il Sindaco che potrebbe esserne coinvolto, presso il Ministero della Salute, affinché si modifichi la procedura dei TSO che sembra accusare qualche falla e che potrebbe vedere coinvolti Vigili Urbani non preparati a questo compito e, soprattutto, per non aggravare la vita già difficile dei diversi ‘Andrea’ ai quali la vita ha riservato loro prove insuperabili.
    Le altre iniziative vengono dopo !

    • Antonino Rizzo

      Ho già scritto in passato a favore dell’introduzione del reato di tortura. Alyto non posso fare se non riprendere l’argomento non appena mi sarà possibile.

      • antonio1956

        Grazie Avvocato, per aver risposto all’appello.