Cronaca

Permessi di soggiorno dietro lauti compensi In 13 a processo

C’è anche un avvocato tra le 13 persone rinviate a giudizio dal gup Pierpaolo Beluzzi con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento della permanenza illegale di cittadini non appartenenti all’Unione Europea nel territorio nazionale, falsità ideologiche commesse da privato in atto pubblico, false dichiarazioni e attestazioni relative a rapporti fittizi di lavoro subordinato, contraffazione e uso di impronte false. Per l’accusa, dal settembre del 2009 il gruppo cercava in territorio cremonese, cremasco e milanese, cittadini stranieri irregolari disposti a versare somme di denaro (da un minino di tremila ad un massimo di settemila euro) per ottenere il rilascio di permessi di soggiorno sulla base di false dichiarazioni di occupazione lavorativa come badanti o per lavori domestici e false attestazioni di datori di lavoro. L’operazione era stata portata avanti dagli uomini della squadra mobile della Questura di Cremona.
“Un’attività associativa complessa”, secondo la procura, “posta in essere in modo stabile, coordinato ed organizzato attraverso una pianificata predisposizione di mezzi e di persone con strutture adibite ad uffici e un’efficiente ripartizione di ruoli”. Uffici dove, per l’accusa, venivano indette delle riunioni per convincere e minacciare gli extracomunitari a versare le somme di denaro. Il ruolo di capo dell’organizzazione, per gli inquirenti, ce l’aveva una donna residente a Crema, accusata di aver promosso la ricerca dei clandestini, di aver percepito il denaro, attivato le procedure di emersione, aver individuato i falsi datori di lavoro, predisposto la documentazione falsa a supporto della domanda, istigato i clandestini ad adottare espedienti per prolungare la permanenza nel territorio nazionale attraverso false denunce di irreperibilità del datore di lavoro o l’instaurazione di cause di lavoro. Nel gruppo c’è anche un avvocato padovano con studio a Milano, difeso dai colleghi Marco Borio di Torno e Umberto Ambrosoli (altri imputati sono assistiti dagli avvocati Paolo Brambilla e Paolo Carletti). Il suo ruolo sarebbe stato quello di incontrare e accompagnare in Questura extracomunitari ai quali era stato promesso, dietro compenso, il rilascio del permesso di soggiorno e di aver escogitato espedienti apparentemente legali per favorire l’ulteriore permanenza nel territorio dello Stato dei soggetti privi dei necessari requisiti. Il processo nei confronti dei 13 imputati si aprirà il prossimo 15 dicembre.

Sara Pizzorni

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