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Impianti sportivi, le bordate
di Ventura: 'Errore del Comune
e i fondi non sono arrivati'

Il bando di Regione Lombardia del 2015 che metteva a disposizione degli enti locali 3 milioni di euro a fondo perduto, per ristrutturare o costruire impianti sportivi, non ha beneficiato il Comune di Cremona. E’ successo  a causa “di un errore degli uffici comunali nel predisporre la domanda di contributo”, afferma il consigliere di Fratelli d’Italia Marcello Ventura, dopo un chiarimento con l’assessore Mauro Platé, oggi pomeriggio in Consiglio Comunale. “E così il Comune di Cremona è finito in fondo alla graduatoria e non ha visto un quattrino”, continua Ventura.  Un argomento già più volte trattato dal consigliere di minoranza, delegato allo sport con l’amministrazione Perri. “Di fatto – afferma – il Comune ha buttato via un’occasione d’oro per migliorare lo stato di salute degli impianti sportivi, una delle eccellenze cittadine per quantità, come ci era stato riconosciuto con il titolo di Città Europea dello Sport. Una ricchezza che però bisogna mantenere come questa amministrazione non è in grado di fare e lo dimostrano anche i recenti casi di gare saltate causa inagibiltà degli impianti”. Ultimo, recentissimo esempio: la palestra di Cava, dove domenica 28 febbraio una gara regionale di pattinaggio in velocità è stata annullata per infiltrazioni dal tetto.

“Ora però si presenta un’altra occasione per il Comune, visto che la Regione il 14 gennaio ha pubblicato un altro bando che incrementa il fondo destinato all’impiantistica sportiva di 1,5 milioni. Speriamo che stavolta non si sbagli a fare domanda”, afferma Ventura. Tra i progetti presentati dal Comune su questo bando c’è la sistemazione del campo di calcio del Cambonino. “Capisco – continua –  che all’Amministrazione interessi solo fare figuracce con i cremonesi per perseguire solo ideologie politiche senza altra valutazione (sottopasso, differenziata, pista ciclabile Cava, a2a-lgh). Non dimentichiamo però che il principale responsabile è il Sindaco: l’errore nasce a monte quando il Professore ha distribuito le deleghe: non ha guardato le competenze ma i giochi politici dei partiti e del suo cerchio magico. E questo ha avuto ripercussioni anche in altri assessorati”.

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