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Iori, scarcerazione chiesta al Riesame Scientifica al lavoro

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Ad analizzare l’appartamento cremasco di via Dogali dove secondo l’accusa Claudia Ornesi e la piccola Livia di due anni sarebbero state narcotizzate e uccise con il gas da Maurizio Iori sono arrivati da Milano anche gli uomini del gabinetto regionale di polizia scientifica. Su richiesta del sostituto procuratore Raffaele Pesiri, che sta seguendo il caso, ogni minimo particolare della casa è finito sotto la lente d’ingrandimento. Sotto sequestro diversi oggetti dai quali potrebbe emergere la presenza di impronte digitali. Così come cuscini e tovagliette. Dal frigorifero dell’appartamento la polizia scientifica ha portato via il contenuto, tra cui i succhi che il primario di oculistica accusato del duplice omicidio avrebbe comprato il 16 luglio in un centro commerciale di Carugate (Milano). Attività nella quale Iori, ora in carcere a Cremona, stando alle indagini avrebbe acquistato anche le quattro bombole di gas butano oltre ad altri oggetti (come bottiglie di Bacardi e uno zaino). Al tribunale del Riesame di Brescia gli avvocati del primario, Cesare Gualazzini e Marco Giusto, hanno presentato la richiesta di scarcerazione, respinta dal gip.

 

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