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Via Dogali, c'è la perizia biologica La difesa: "Confermata innocenza di Iori"

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Per i legali della difesa “non c’è nessun giallo” e il caso “non è stato risolto con l’arresto di Maurizio Iori”. L’ex primario di oculistica dell’ospedale cremasco è in carcere da ottobre ed è accusato di aver narcotizzato e ucciso aprendo bombole di gas da campeggio – quest’estate in un appartamento di via Dogali a Crema – la figlia Livia di due anni e la madre della piccola, l’ex compagna 42enne Claudia Ornesi.  L’avvocato Cesare Gualazzini: “Anche le prove scientifiche sono a favore del nostro assistito”. Gualazzini e il collega Marco Giusto, difensori di Iori, hanno visionato nelle scorse ore la relazione biologica, perizia effettuata con richiesta del pm. Non si parla di impronte digitali, ma di altri elementi come ad esempio residui epiteliali. Secondo il quadro accusatorio sarebbe stato l’ex primario a scatenare lo sprigionamento del gas. “Ma tracce genetiche riconducibili a Claudia Ornesi – spiega l’avvocato Gualazzini – sono state ritrovate sulla manopola di una bombola”. Tracce di Iori invece su uno dei tappi: per la difesa è normale, in quanto è stato lui a comprare le bombole, e avrebbe mostrato il funzionamento alla donna in vista delle vacanze.

Tracce riconducibili a Claudia anche su un blister di Xanax. E un profilo genetico identico pure sul collo di una bottiglia d’acqua quasi finita. La difesa ipotizza che proprio questa bottiglia potrebbe essere stata usata dalla donna per ingerire le numerose pastiglie.

La perizia tecnica sui resti biologici trovati dopo la scoperta dei corpi senza vita di Claudia Ornesi e della figlia Livia Iori dà nuovo conforto alle tesi dei difensori di Maurizio Iori. Tanto è vero che inseriranno la relazione nel ricorso in Cassazione contro la misura cautelare detentiva del loro assistito. I due legali sostengono che l’ipotesi accusatoria sia caratterizzata da “palesi forzature e da elementi romanzeschi” e che finora ci si trova di fronte ad una accusa solamente indiziaria in cui gli indizi stessi si stanno sfaldando, come testimonierebbe la perizia tecnica. L’udienza per la nuova richiesta di scarcerazione non è ancora stata fissata, nonostante il tempo già trascorso. E’ destinata ad arrivare dopo Pasqua.

“Le investigazioni difensive – si legge nell’atto d’Appello già presentato al Tribunale di Brescia – hanno prodotto copiosi ed univoci risultati in grado di scardinare completamente il quadro indiziario, sciorinando una mole impressionante di dati scientifici e di elementi di prova tutti univocamente convergenti in direzione della conferma della fondatezza della tesi innocentista”. Tra l’altro i due avvocati hanno cercato di dimostrare come fosse impossibile nascondere  il sapore amaro e sgradevolissimo di un grosso quantitativo di Xanax in pochi involtini di sushi (pesce crudo con del riso bianco avvolto in una foglia di alga dal sapore particolarmente delicato), oppure come la stessa Ornesi già assumesse lo stesso farmaco o ancora come i fornelli da campeggio fossero stati acquistati dal dottor Iori per scaldare il cibo della bimba inappetente anche in villeggiatura. Sempre nell’atto di Appello si è cercato di dimostrare la vera natura di Iori come persona mite e remissiva, cioè opposta rispetto a quella delineata dall’ordinanza. Sostanzialmente un mister Hyde con nessuna possibilità di trasformarsi in un dottor Jekyll.

 

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Commenti
  • IL CASO IORI

    E’ il medico di Crema in carcere da ottobre con la simpatica accusa d’aver ucciso amante e figlioletta di due anni. Naturalmente so quanto scrivono i giornali, ma l’esito dell’ultima perizia fa temere ancora una volta che il processo penale in Italia solo a dichiarazioni d’intenti non è più inquisitorio, ma etc etc. Di fatto è sempre l’imputato a dover dimostrare la propria innocenza, non la Procura a sostenere le prove, e quindi è sempre meglio seguire l’antico consiglio di Carnelutti: se ti accusano d’aver violentato la Madonnina del Duomo di Milano, prima scappa in Svizzera, poi pensa a difenderti!

    Cremona 28 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Benito Cassisi

    Non sarà meglio attendere l’ esito delle indagini, prima di sparare con lo stile Vespa “Porta a porta” conclusioni su fatti in corso di acertamento?

  • Benito, io non ho sparato conclusioni, critico solo l’impianto accusatorio che, nonostante la legge, è vivo e vegeto nel processo penale italiano. In Paesi comparabili al nostro Iori potrebbe essere imputato, ma libero. Se sia innocente o colpevole non l’ho scritto, perché non lo so. Così va meglio?

  • IL CASO IORI

    Togliamoci dalla testa che riguardi solo lui o che, se colpevole di un delitto tanto grave, avrebbe ucciso amante e figlioletta, ben gli sta: potrebbe capitare a noi, per qualsiasi motivo ci trovassimo in un processo.
    E’ un processo tanto indiziario da esserne incerto persino il fulcro: suicidio, come sembrava in un primo tempo, omicidio, come deciso tre mesi dopo?
    Gli avvocati di Iori hanno esaurito le risorse di legge, Iori ha tutte le condizioni per essere libero in attesa del processo, ma l’ultima risposta, della Cassazione, arriverà a luglio, con lui dentro da ottobre. E se tornasse la certezza del suicidio, e se non risultasse colpevole, lo Stato se la cava pagandogli un ridicolo indennizzo?

    Cremona 06 04 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info