Cronaca
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Tempi lunghi per scarcerare Iori, solo per la burocrazia

L'avvocato Gualazzini

Il 19 luglio scorso, sul caso di Maurizio Iori, la sentenza emessa dalla corte di Cassazione aveva disposto l’annullamento dell’ordinanza del tribunale del riesame del 7 febbraio, che aveva negato la scarcerazione, e disposto un nuovo esame, chiedendo al tribunale bresciano di riconsiderare il caso ed eventualmente liberare Iori prima del processo del 19 ottobre. “Ad oggi, però”, ha commentato l’avvocato Cesare Gualazzini, che difende il 49enne medico cremasco insieme al collega Marco Giusto, “il fascicolo non è ancora arrivato a Brescia”. “Sono stati accumulati una serie di ritardi burocratici”, ha raccontato il legale cremonese, “che non hanno fatto altro che allungare i tempi, obbligando il mio cliente, nell’attesa, a restare in carcere”. “Le motivazioni della sentenza hanno tardato una quarantina di giorni ad essere depositate”, ha continuato Gualazzini, “mentre il fascicolo per più di dieci giorni è rimasto bloccato in cancelleria. Siamo quindi andati a Roma a sollecitare una procedura d’urgenza e finalmente giovedì scorso il fascicolo è stato spedito. Oggi, finalmente, dovrebbe essere arrivato a Brescia, ma per ora non ne ho avuto comunicazione. E’ la classica situazione italiana”. Si lamenta l’avvocato Gualazzini, e il pensiero va inevitabilmente al suo cliente, rinviato a giudizio nel luglio scorso a Crema per l’omicidio volontario dell’ex compagna Claudia Ornesi e della loro figlia Livia di due anni. “A quest’ora Iori”, ha proseguito il legale, “potrebbe già essere uscito dal carcere, dove, per problemi di sovraffollamento, si trova rinchiuso in una cella disposta per due persone insieme ad altri due detenuti. Quella che sta vivendo è una situazione durissima”. Sul caso Iori, la corte di Cassazione, di fatto, ha messo in discussione il “quadro indiziario di base” sul quale si regge l’accusa, e il medico, se i magistrati bresciani dovessero pronunciarsi in tal senso, potrebbe lasciare il carcere prima del processo già fissato in corte di assise a Cremona. Il medico cremasco, primario di Oculistica, è in carcere dal 14 ottobre dello scorso anno.

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