Cronaca
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Bollette alte, citofoni e cancelli guasti, malumori nelle case Aler di Largo Pagliari: "Nessuno ci ascolta"

Nella foto, un momento di inaugurazione del Laboratorio

Pagare dai mille e cinquecento ai 3mila euro all’anno per il teleriscaldamento nelle case dell’Aler. Questa la denuncia che i residenti degli alloggi comunali di largo Pagliari 13 e via Altobello Melone hanno affidato ad una lettera inviata agli organi di stampa. “Negli ultimi anni – raccontano i residenti sulla situazione riscaldamento – abbiamo pagato cifre esorbitanti, non solo riferite al periodo invernale ma anche la periodo estivo. Si sta parlando di pagamenti che oscillano fra i 1500 euro e i 3000 annuali come consumo di riscaldamento e acqua calda. Se ci aggiungiamo gas, luce e acqua le spese assumono cifre mostruose. Ci siamo rivolti più volte alle istituzioni (Comune di Cremona e Aem): il problema qualche anno fa è stato affrontato, con sconti sulle fatturazioni riferite al teleriscaldamento. Il problema è stato affrontato perché i tecnici di Aem e Comune di Cremona si sono accorti che l’impianto era stato mal costruito. Si è arrivati persino a cambiare il satellite del teleriscaldamento in 30 alloggi del terzo piano, sperperando altro denaro pubblico, cioè denaro di tutti”.
“Oggi quegli sconti non bastano più – continuano i residenti – Ormai gli stacchi di Aem sono all’ordine del giorno e tutti noi abbiamo paura ad affrontare l’inverno con la possibilità di un probabile taglio del calore. Solo il gesto di aprire le bollette quando vengono consegnate ormai è diventato un atto di terrore. Abbiamo avvisato di tutto questo anche gli operatori del Laboratorio di Quartiere di Largo Pagliari, ma la situazione non è cambiata. Ci chiediamo. E’ giusto guadagnare su persone che sono senza lavoro, anziane, precari, famiglie con disabilità certificate o patologie dichiarate?”.
Quella del teleriscaldamento non è l’unica problematica. “Siamo senza citofoni da più di quattro mesi – scrivono – i cancelli della residenza non vanno da più di sei mesi e siamo stufi di non essere ascoltati. Sono venuti qua presidente dell’Aler, assessore ai Servizi Sociali, dirigenti comunali, Comandanti dei vigili urbani e consulenti vari per l’inaugurazione dell’ufficio comunale e ci chiediamo: è stata tutta apparenza? Ci sembrano che gli operatori che dovrebbero darci risposte e il vigile di quartiere siano impotenti a fronte di tutto questo. Alla faccia della convivenza della comunità di comunità e dei progetti di partecipazione”.
“Annunciamo – concludono – che se la situazione non verrà presa in considerazione, attueremo delle azioni di disobbedienza civile e porteremo le nostre ragioni ovunque con forza; se necessario siamo intenzionati a creare un comitato di Largo Pagliari spontaneo. Siamo stufi di pagare gli errori commessi da tecnici incompetenti e uffici che rispondono solo ‘dovete pagare’. Se qualcuno non se n’è accorto la crisi è anche qua da noi e la disperazione aumenta ogni giorno”. Seguono un cinquantina di firme.

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