4 Commenti

Omicidio di Crema, "Claudia era felice" "E no patologie psichiche"

iori

Sopra, Iori accompagnato in tribunale per la nuova udienza in corte d’assise (foto Francesco Sessa)

In mattinata nuova udienza in corte d’assise per il processo a Maurizio Iori, l’ex primario di Oculistica all’ospedale di Crema che avrebbe narcotizzato con il medicinale Xanax (nascosto nel cibo) e ucciso con il gas l’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e la figlia di due anni, Livia. Sono stati ascoltati sette testimoni dell’accusa per contrastare l’ipotesi suicidio. Claudia lavorava in un ufficio Acli part-time: in aula tre sue colleghe.

“ERA FELICISSIMA”

Una di loro: “Sono rimasta incinta nello stesso periodo di Claudia. Lei era felicissima, c’era una grande gioia per questa esperienza di maternità. Era sempre tranquilla e felice. Ma con me non ha mai parlato del papà della bambina”. Così la seconda collega: “Era sempre sorridente e tranquilla, anche con i clienti. Parlavamo sempre dei nostri figli. La sua Liva non era assolutamente inappetente (come sostenuto dalla difesa, ndr) e Claudia aveva ottimi rapporti con i genitori”. Anche durante questo intervento la teste ha detto di non aver mai sentito parlare del padre di Livia.

L’EX COMPAGNA DI SCUOLA: “CLAUDIA MI HA DETTO CHE CON IORI LA SITUAZIONE ERA DELICATA”

La terza collega è anche ex compagna di scuola di Claudia Ornesi e ha raccontato, invece, di aver sentito parlare dell’ex primario: “Un giorno mi ha confidato che con Iori la situazione era delicata, perché lui non voleva uscire allo scoperto e dichiarare la sua relazione”. “Claudia – ha aggiunto – era molto religiosa e una condizione del genere non le andava bene”. Sull’ipotesi suicidio è invece emersa una particolare esternazione di Claudia dopo l’atto estremo compiuto da un dirigente d’azienda amico del marito della testimone: “Parlandone, mi ha detto che non concepiva un gesto del genere”. Quanto a Iori, la collega ed ex compagna di scuola della Ornesi si è espressa in questo modo: “Ero a conoscenza del fatto che lui aveva una precedente famiglia. Claudia mi ha anche detto che il papà di Livia andava a trovarla, ma solo per lei e non per la bambina”.

I DETTAGLI – IL MEDICO: “CLAUDIA? NO PATOLOGIE PSICOLOGICHE O PSICHIATRICHE”. LO XANAX TROVATO IN CASA? “NON ASSUMEVA FARMACI PARTICOLARI”

Sempre in mattinata, la testimonianza del medico della famiglia Ornesi, il dottor Alberto Lupo Pasini. “Patologie psicologiche o psichiatrice in Claudia? Lo escludo nel modo più assoluto”, ha riferito il teste al pm Aldo Celentano. “E non assumeva nemmeno farmaci particolari”. Il riferimento è allo Xanax, trovato nella casa di via Dogali, a Crema, sul tavolo della cucina. Secondo l’accusa è il medicinale usato da Iori per narcotizzare le vittime (mischiato con il cibo), mentre per la difesa è il farmaco utilizzato dalla Ornesi per togliersi la vita. In chiusura della sua deposizione, il dottor Lupo Pasini ha inoltre detto che per lo Xanax di solito è necessaria la prescrizione, anche se capita che un cliente riesca comunque ad ottenerlo da un farmacista, perché conosciuto o dietro la promessa di una consegna successiva della ricetta. “E se un medico vuole procurarsi il farmaco?”, ha chiesto il pm ? Risposta: “il farmacista per tali farmaci può anche non chiedere la ricetta”.

In aula è stato sentito anche il falegname che due ore prima della tragedia era a casa di Livia per prendere le misure di una futura libreria. Secondo lui la donna era serena e tranquilla.

Sara Pizzorni
Michele Ferro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • PARADIGMI DELL’OVVIO
    Più insistono nella improbabilità del suicidio, più aiutano Giudici e Difesa, gli accusatori di Iori: Pm, Parte civile, parenti, amici e benemeriti/e vari. Non hanno evidentemente, passino le prove, argomenti certi per l’omicidio. Se non fosse un palcoscenico tristissimo, sarebbe da incorniciare la testimonianza del medico curante della povera Claudia, e l’idea di chi l’ha fatto parlare proprio davanti alla Corte: mai ordinato psicofarmaci, nulla faceva pensare a un eventuale disagio, non la vedevo in studio da due anni.
    Ma è il quadro generale che non va, teso, commentatori, Accusa, Parte civile e Giudici che lo permettono, a creare un alone tale a Iori per cui, anche in un processo che nemmeno doveva farsi stante la scarsità di prove, non importa se non esistono, è sufficiente dimostrare che essendo un tipaccio altro non poteva che uccidere.
    Un movente che nemmeno in una fiction di scarso livello, una preparazione dell’atto finale che solo un allucinato poteva ideare, per condannarlo basta un motivo come quello usato dal Tribunale del Riesame per tenerlo in carcere: libero, sarebbe capace di ripetere un omicidio che non ha mai commesso!
    Mi assicurano gli esperti: i Giudici sono lì e pesano tutto, non si fanno incantare dalle chiacchiere e vedrai che lo assolvono. Infatti Iori è in carcere da un anno perché altri Giudici, disobbedendo perfino alla Cassazione, lo tengono dentro; ricordiamoci anche di certe levate d’ingegno, l’ultima proprio la Cassazione che conferma i domiciliari al comandante Schettino perché, libero, potrebbe ripetere su un’altra nave l’epopea del Giglio; e infine chi è in grado di controllare l’emotività dei giudici popolari, sei a due contro i togati?

    Cremona 27 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • E DIO CREO’ IL COLPEVOLE
    Stranissimo, per me. Parlo del caso Iori con persone di cultura diversa, anche esperti, intelligenti, e la risposta è la stessa: colpevole! Siccome a furia di scrivere conosco tutto quanto è pubblicato, chiedo, perché? E mi accorgo ancora una volta che a guidarci non è la conoscenza, è la volontà, anche nelle forme più primitive, perché non uno, dicendo: condanna, ha saputo darmi il motivo. Iori è antipatico e basta, dunque merita l’ergastolo.
    Quando ne discuto con chi ha letto i giornali, tanto basta, naturalmente la conclusione è identica alla mia: per le prove che ci sono, l’ha scritto perfino, nei limiti del possibile, la Cassazione, non era nemmeno un processo da fare.
    E questo, purtroppo per Iori e gli sfortunati nella sua condizione, capita per essere a Cremona invece che a Milano. Un caso del genere a Milano sarebbe passato sotto le forche caudine di comunicatori che oltre al fatto sarebbero intervenuti sui motivi e le ragioni, e avrebbero fatto a pezzi le mosse dell’Accusa; in provincia invece, oltre ai resoconti di benemeriti/e vari che ne scrivono come fosse la prima del Teatro, mi piace/non mi piace, più che timidi trascrittori delle voci, tutte eguali, non c’è altro……

    Cremona 28 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • LA FORZA DELLE COSE
    La Provincia, quotidiano unico di Cremona per adesso al servizio dei lettori e se avanza qualcosa dell’Immensissimo, di immenso c’è solo dio, e degli amici:
    sabato 27, l’intera prima pagina di Crema dedicata al processo Iori, al solito a cura della Benemerita, Morandi Francesca.
    Non è un’udienza indirizzata, come potrei definirlo? al cuore del processo, cioè accertare se Iori ha commesso o no un omicidio, è piuttosto una marcia di avvicinamento: la povera morta, assicurano amici, colleghi, medico curante, viveva benissimo, non aveva alcun motivo di pensare al suicidio, che anzi disapprovava.
    Udienza inutile? assolutamente no, la logica processuale deve concludere che se non si è uccisa, l’ha uccisa Iori.

    Cremona 29 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Life is not an exact science, it is an art.