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La difesa di Iori: "Niente minacce, reazione giustificata"

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Nella foto, di Francesco Sessa, Iori e l’avvocato Gualazzini

Nella quarta udienza del processo contro Maurizio Iori, 50 anni, l’ex primario di Oculistica dell’ospedale di Crema accusato dell’omicidio dell’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e della figlia di due anni Livia, la corte ha ascoltato la testimonianza del cognato di Claudia che ha parlato di minacce da parte dell’imputato verso la ex compagna: “sia Claudia che mia moglie”, ha riferito il cognato della vittima nella sua testimonianza dello scorso 31 ottobre, “mi hanno raccontato che Iori, quando è venuto a conoscenza dell’arrivo della bimba, ha detto che non era il momento giusto, che era un problema per la sua reputazione perché aveva procedimenti in ballo con l’ex moglie e che questa gravidanza gli avrebbe portato via i bambini. Claudia era provata, ma ha deciso di portare avanti comunque la gravidanza”. E ha aggiunto: “Si era rivolta ad un avvocato che le aveva detto che era impossibile che la sua gravidanza potesse creare problemi a Iori sull’affidamento degli altri suoi figli”. E ha ricordato: “il legale aveva proposto a Claudia di scrivergli una lettera chiedendogli di riconoscere la bambina. Ho saputo che all’atto della consegna della lettera a Iori, lui aveva detto a Claudia: ‘Non creare casini, altrimenti te la faccio pagare a te e a quella lì’, indicando la pancia“.

L’AVVOCATO GUALAZZINI: “NESSUNA MINACCIA DI MORTE, IORI ERA GIA’ D’ACCORDO DI RICONOSCERE LIVIA”. E PARLA DI UNA “REAZIONE PIU’ CHE GIUSTIFICATA”

Sulle parole del testimone è intervenuto l’avvocato Cesare Gualazzini, che nel procedimento in corte d’assise difende Iori insieme al collega Marco Giusto. Il legale ha ritenuto necessario precisare che non si trattava di minacce di morte, ma solo di un momento di rabbia dell’imputato, spiazzato davanti alla Ornesi che lo aveva cercato per consegnargli la lettera dell’avvocato affinchè riconoscesse la figlia. “Iori”, ha spiegato Gualazzini, “era già d’accordo con la Ornesi circa il riconoscimento della bambina. Lui le aveva già detto che l’avrebbe riconosciuta”. “Nonostante ciò”, sempre secondo la difesa, “lei ha ceduto alle pressioni del cognato, rivolgendosi ad un legale. Quella lettera, la Ornesi non l’ha spedita, perché sapeva benissimo che Iori si sarebbe arrabbiato, così, dopo averne addolcito il testo, gliel’ha consegnata a mano, provocando la reazione più che giustificata di Iori”. “In sostanza”, ha spiegato l’avvocato, il mio cliente voleva dire questo: ‘se vuoi agire per le vie legali ti farò penare. Tra vent’anni saremo ancora qui a discutere di questa situazione’”. “Iori”, ha precisato  Gualazzini, che ha ricordato che la bambina si chiamava Livia Iori e non Livia Ornesi, “non ha mai fatto alcuna minaccia, lo ha sempre negato con forza”.

LA DIFESA: “LA ORNESI E’ ANDATA A PARTORIRE A LODI PER FARE L’EPIDURALE”

L’avvocato ha anche spiegato che la Ornesi era andata a partorire all’ospedale di Lodi e non in quello di Crema, “non per nascondere la gravidanza, ma semplicemente perché a Lodi praticano l’anestesia epidurale, mentre a Crema no”. “Anche la prima figlia di Iori è nata a Lodi sempre per lo stesso motivo”, ha concluso il legale della difesa.

PRESUNTA INAPPETENZA DELLA BAMBINA. GUALAZZINI: “NEL LUGLIO DEL 2010 LIVIA AVEVA L’ENTERITE. E’ UNA PROVA DOCUMENTALE”

Un altro punto sul quale è intervenuto Gualazzini è stato quello della presunta inappetenza della piccola Livia, un problema che fino ad oggi è stato smentito da tutti i testimoni dell’accusa che sono stati sentiti in aula, ma che per la difesa è la ragione per cui Iori ha comprato le bombole. Lo ha ricordato lo stesso imputato durante la scorsa udienza, e cioè di aver acquistato, d’accordo con la Ornesi, le quattro bombole di gas e i quattro fornelletti non perchè Livia fosse inappetente, ma perché i bambini in vacanza giocano, dormono e non osservano orari fissi per mangiare: era, secondo lui, “la cosa più semplice da fare per garantire una corretta alimentazione alla bambina”.
Su questo punto Gualazzini ha precisato: “nel luglio del 2010, quando la bambina era al mare a Cervia, ha avuto problemi di alimentazione. Aveva l’enterite, una malattia che colpisce in modo particolare i bambini. Per questo motivo la Ornesi ha comprato farmaci per 140, 57 euro e ha fatto fare alla bambina una visita medica per una spesa di 40 euro”. “E’ una prova documentale”, ha riferito il legale, riferendosi al diario di Claudia sul quale la donna, con estremo ordine, aveva annotato tutte le spese. “Per questo motivo per il mio cliente, che, ricordo, aveva già pagato la casa di via Dogali e le vacanze, l’acquisto di quei fornelletti era necessario per il benessere della figlia”.

Sara Pizzorni

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  • LA RIFORMA DEL PROCESSO PENALE
    Invocata da tutti i cittadini, finalmente, è in anteprima a Cremona; e in uno degli importanti, del condannevole dottor Iori, abile oculista, pessimo assassino, di quelli che fanno apposta a impedire le trame, gialle, lasciando altro che tracce, prove a ogni passo. Siccome sono evidentissime, è inutile discuterle in aula secondo il vecchio sistema che diceva lì si dovessero formare, s’hanno per certe e si parla d’altro, di come fosse antipatico, non salutasse i conoscenti, timbrasse male il badge, comandasse in casa altrui, minacciasse oltre misura, insomma, per dirla con Boccaccio: perché mi distendo io in tante parole? Egli era il piggiore uomo, forse, che mai nascesse.
    E poiché il tutto sopra vien lasciato scorrere dalla Giuria e dalla Difesa, s’ha da ritenere esatto.
    Per introdurre, finalmente, dicevo, la rivoluzione: la difesa sui giornali!
    Dove apprendiamo dalla viva voce dell’avvocato Gualazzini, risparmiata in aula, non esser vero che l’assassino Iori, per scaldare i muscoli, avesse minacciato di morte, ma parole generiche, quasi abituali; padre affettuoso, aveva subito riconosciuto la figlia; e comprata la casa, pagate le medicine e i fornelli: visto l’uso, ci mancherebbe.
    Sorpreso dalla riforma che dicevo sopra, resto in attesa di capire come la difesa sui giornali, http://www.cremonaoggi.it per adesso, possa rientrare nel processo.

    Cremona 03 11 0212 http://www.flaminiocozzaglio.info