Cronaca
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Omicidio di Crema, minacce all’ex moglie. "Morboso con la madre"

Foto di Francesco Sessa

 

 

 

 

 

 

 

 

In primo piano il pm Aldo Celentano, dietro i due legali di parte civile Severgnini e Pagliari

 

“Mi ha messo le mani al collo e mi ha detto che non mi ammazzava perché non voleva andare in galera”. E’ la testimonianza choc di Gabriella, prima moglie di Maurizio Iori, sposata nel 2002 e dalla cui unione sono nati due bambini. “Mi sono chiusa in bagno, piangevo. Una cosa del genere non era mai successa. Non stavamo nemmeno discutendo”. Gabriella ha poi riferito di aver saputo un anno e mezzo dopo dall’avvocato di Iori che lui aveva sporto denuncia contro di lei per percosse. Successivamente la querela era stata rimessa. “Sono caduta dalle nuvole”, ha raccontato Gabriella. “Temevo per la mia incolumità fisica”.

E’ ancora la testimone a raccontare alla corte: “da quando è in carcere Maurizio non mi parla più. Nel marzo scorso io e i bambini siamo andati a trovarlo. Al termine del colloquio mia figlia era in braccio a Maurizio che mi ha guardato e mi ha detto: ‘non appena esco te la faccio pagare’, aggiungendo che mi sarebbe arrivata un’istanza di richiesta di affidamento esclusivo dei bambini” (il matrimonio era terminato nel 2007 con una separazione consensuale).

“Maurizio mi mandava delle canzoni via email”, ha ricordato ancora l’ex moglie. “Un giorno mi ha telefonato dicendomi che mi aveva inviato una canzone di Kylie Minogue e di Nick Cave intitolata ‘Where the wild roses grow’. Mi ha chiesto di cercare il testo in italiano”. Nella canzone si parla dell’omicidio passionale di una ragazza per mano del suo amante. “Quando gli ho chiesto spiegazioni”, ha riferito Gabriella, lui mi ha risposto dicendomi che ‘in ognuno di noi c’è una parte mostruosa’”. “Parla per te”, gli ho detto io.

Della Ornesi, Gabriella ha detto di averne sentito parlare qualche giorno dopo la nascita della figlia che Iori ha avuto con Laura Arcaini, sua attuale moglie. “Quando gli ho chiesto spiegazioni lui ha negato. Solo dopo il divorzio ha ammesso di aver avuto una figlia con lei. ‘Certo che c’è’, era stata la sua risposta”. “Quando ho saputo della morte di Claudia e Livia stavo tornando dalla Puglia in macchina”, ha raccontato. “Mi ha telefonato un’amica che mi ha chiesto se ero viva, dicendomi che a Crema girava voce di una ex di Maurizio e della figlia che si erano suicidate. Ho telefonato subito a Maurizio ma non mi ha risposto, poi ho chiamato sua madre che non sapeva nulla. Quando l’ho trovato, il mio ex marito mi ha detto che c’era stato un suicidio. Sono rimasta colpita dal suo comportamento. Mi ha dato la notizia come se si riferisse ad una persona estranea”.

L’ex moglie ha parlato anche del “rapporto simbiotico al limite del morboso” di Iori con la madre, una delle cause, secondo la testimone, dei dissapori e della rottura del matrimonio. “Quella di Paola Caroselli”, ha detto Gabriella, “era una presenza molto invadente. Entrava in casa con le sue chiavi senza avvertire e Maurizio, invece che con me, andava sia a pranzo che a colazione da lei. Io ero molto sofferente”. “Dopo i fatti”, ha continuato la testimone, “negli uffici della polizia ho incontrato la mamma di Maurizio che mi ha detto: ‘fai attenzione a quello che dici, perché io sono buona, ma so essere anche molto cattiva’”.

Gabriella, laureata in Giurisprudenza, era socia dell’ex marito in una società di prestazioni sanitarie. “Il rapporto di coppia si stava trasformando da familiare ad aziendale, oltre ad essere stato rovinato da motivi di ingerenza familiare”. Alcuni cambiamenti negli atteggiamenti di Iori, inoltre, avevano convinto Gabriella a contattare un investigatore privato. Iori era stato seguito ed era stato visto sulla Paullese alla guida dell’auto di Laura Arcaini. Era lì in cerca di prostitute.

IL POLIZIOTTO CHE HA VISIONATO LE TELECAMERE DEL CINEMA E LA DICHIARAZIONE SPONTANEA DI IORI

In aula è stato sentito anche l’ispettore del Commissariato di Crema che il 21 luglio del 2011 aveva avuto il compito di visionare le telecamere del cinema dove Iori, inizialmente, aveva sostenuto di aver passato parte della serata precedente. Il film indicato dal medico, “Le donne del sesto piano”, era stato proiettato nella sala 2 alle 21,30. “Nelle immagini di accesso e di uscita Iori non c’era”, ha dichiarato il poliziotto. A quel punto l’imputato ha fatto una dichiarazione spontanea nella quale ha confermato di non essere stato al cinema quella sera, diversamente da quanto aveva dichiarato in precedenza.

LA PEDIATRA

Anche la pediatra di Livia ha reso la sua testimonianza in aula: “la bambina veniva sempre accompagnata dalla mamma e dalla nonna. Il padre non è mai venuto, non sapevo chi fosse”. “La piccola”, ha concluso la dottoressa, “era in ottime condizioni”. Alla domanda dei legali di parte civile (gli avvocati Marco Severgnini ed Eleonora Pagliari) di come fosse il rapporto tra madre e figlia, la teste ha risposto che “Claudia era una mamma molto attenta”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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