Commenta

Sotto torchio la ex fidanzata, le impiegate: contraddizioni

iori

foto Francesco Sessa (Iori con i suoi avvocati)

Dedicata ai testimoni della difesa la nona udienza del processo a Maurizio Iori, l’ex primario di Oculistica dell’ospedale di Crema accusato di aver ucciso l’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e la figlioletta Livia, di due anni. Secondo la procura, l’imputato le avrebbe narcotizzate con il farmaco Xanax nascosto del cibo prima di disperdere gas letale nell’aria, nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 luglio 2011 nell’abitazione della vittima di via Dogali.

LE “INDAGINI” DELLA FIDANZATA “STORICA”. UN ALTRO UOMO NELLA VITA DI CLAUDIA ?

Colpi di scena dalle dichiarazioni di Magda, la fidanzata “storica” di Iori, sua compagna per 16 anni. Durante la sua testimonianza la donna ha rivelato di aver saputo da una sua amica che il fratello di quest’ultima, barista a Crema, conosceva Claudia Ornesi e anche un ex fidanzato di lei. In aula la testimone, che ha dichiarato di essere rimasta in rapporti di amicizia con Iori, ha riferito di aver contattato il barista per avere maggiori particolari. “Mi ha raccontato che questa persona si vedeva al bar con Claudia. Beveva molto ed era un tossicodipendente. La Ornesi lo ha frequentato anche dopo la nascita di Livia. Era lui o la sua famiglia ad essere proprietario dell’appartamento di via Dogali”. La testimone ha spiegato di aver contattato il barista perché sicura che “Maurizio fosse incapace di fare del male a qualcuno” e anche perché  convinta che quello di Claudia e Livia fosse un suicidio. “Volevo capire la personalità di questa ragazza”, ha continuato Magda, “anche perché avevo letto sui giornali che non aveva mai avuto nessuno prima di Maurizio. Volevo capire se magari ci fossero state relazioni precedenti che l’avessero turbata”.  La teste, che ha ammesso di aver  riportato tutto ciò che aveva saputo ai difensori di Iori, gli avvocati Cesare Gualazzini e Marco Giusto, è poi finita sotto torchio nel controesame del pm Aldo Celentano e degli avvocati di parte civile Marco Severgnini ed Eleonora Pagliari. Dalle domande dell’accusa è infatti emerso che Magda ha parlato con il barista solo un mese fa, quando il processo era già in corso. La teste, inoltre, come ha fatto notare il pm, era stata inserita nella lista dei testimoni per essere sentita su altre circostanze. Alle contestazioni dell’accusa e della parte civile, Magda ha vacillato e corretto il tiro: “il barista, che sapeva che Claudia aveva avuto un figlio da Iori, mi ha riferito di averla vista al bar insieme a quell’uomo tre o quattro volte”. “In che atteggiamenti erano ?”, domanda della parte civile. Risposta: “non ricordo bene, forse come amici”. Magda, che vive a Milano, è stata poi incalzata sul quanto riferito in precedenza, e cioè sul fatto che aveva letto sui giornali che Claudia non avesse mai avuto relazioni. “Che giornali?”, le ha chiesto l’accusa. “Non ricordo”, ha risposto la teste. “Forse da qualche sito, o comunque da voci che giravano”.

Il pm ha poi citato un’intercettazione telefonica tra la testimone e Iori nella quale lui le dice che non era affezionato a sua figlia Livia. “Non è proprio così”, ha detto Magda, spingendo il pm Celentano a chiedere al presidente della corte d’assise Pio Massa (a latere il giudice Pierpaolo Beluzzi e i giudici popolari) di poter sentire la telefonata in aula. I giudici si sono riservati.

La testimone ha anche riferito di non aver mai saputo della relazione tra la Ornesi e Iori, con il quale ha detto di aver mantenuto grande confidenza, e di averne solo sentito parlare da lui in un’occasione quando le aveva confidato che una donna aveva un’infatuazione per lui e che si era dichiarata. “Lui, però”, ha raccontato Magda, “stava già con Laura” (Laura Arcaini, sua attuale moglie, n.d.r.). “Successivamente mi aveva richiamato, dicendomi che era tutto a posto”. “Allora le ha mentito”, le ha contestato il pm. Risposta: “in quel momento ho inteso che lei si fosse rassegnata”. “So”, ha aggiunto la teste, “che la Arcaini sapeva dell’esistenza di Claudia e Livia”.

Sentita dai difensori, Magda ha spiegato il suo rapporto con Iori, descrivendone la personalità. “Siamo amici fraterni”, ha detto, “ci lega un affetto profondo”. “Maurizio”, ha continuato, “è una persona buona d’animo, pur di non aggredire subisce, e si tiene tutto dentro. Anche in occasione della morte di suo padre non ha mai esternato il suo dolore”. Magda ha poi riferito di aver saputo dalla cognata, che lavora per l’agenzia funebre che aveva organizzato i funerali delle due vittime, che “Maurizio voleva pagare i funerali, almeno quelli di Livia, ma la famiglia Ornesi si è rifiutata”. Nella sua testimonianza, Magda ha anche parlato della telefonata fatta con Iori dopo aver saputo delle morte di Claudia e Livia. “Mi ha detto di aspettare a giudicarlo, e che mi avrebbe raccontato tutto di persona. Ma poi non abbiamo più avuto occasione di parlare”.

LE DICHIARAZIONI DELLE DUE IMPIEGATE DI IORI. CONTRADDIZIONI E RIVELAZIONI CHOC

Il pm Aldo Celentano

Amiche e colleghe, entrambe dipendenti di Maurizio Iori, con cui avevano un rapporto “confidenziale” (“ci davamo del tu”) e per entrambe, nell’esame della difesa, gli stessi aggettivi nel definire il carattere dell’imputato: “persona pacifica, cordiale, amichevole, mai minaccioso o violento”. Nel controesame di accusa e parte civile, invece, su binari completamente opposti. La prima ha dichiarato di essere stata all’oscuro della relazione tra Iori e la Ornesi, l’altra, addirittura, di aver saputo direttamente da Claudia che Livia era figlia di Iori. Tutto ciò  nonostante i testimoni sentiti finora a processo abbiano dichiarato che la stessa Claudia, per volere dell’imputato, aveva mantenuto il segreto sulla paternità di sua figlia e chiesto ai familiari di non farne parola con nessuno.

LA GROPPELLI: “NON SAPEVO DELLA RELAZIONE TRA IORI E LA ORNESI”. IN OSPEDALE “VOCI” SU UN’ALTRA FIGLIA DEL MEDICO

Sono le testimonianze di Michela Groppelli e Laura Cappelletti, per anni impiegate della società di Iori (la prima ancora dipendente, la seconda ex) e della sua prima moglie (società  che organizza congressi e che ora è gestita dalla madre dell’imputato) e volontarie in ospedale, pagate dall’ex primario per sbrigare le faccende burocratiche.
“C’era un rapporto confidenziale”, ha spiegato la Groppelli, “ci davamo del tu. Iori non è mai stato né violento, né minaccioso. Anzi, cercava sempre di evitare ogni contrasto. E’ appassionato di informatica, so che andava spesso con amici all’Apple Store di Carugate e l’ho visto con i figli. Parlava della loro alimentazione e della loro salute. Spesso accompagnava lui i suoi pazienti quando dovevano fare interventi chirurgici a Milano”.

La Groppelli ha dichiarato di aver conosciuto Laura Arcaini, la seconda moglie di Iori, e di aver saputo della nascita della loro figlia Margherita. Sulla Ornesi, invece, ha raccontato di averla conosciuta in un paio di occasioni durante i congressi organizzati dalla società, di aver saputo che in ospedale c’erano voci “su un’altra figlia di Iori”, ma di non essere mai stata a conoscenza della relazione tra la Ornesi e l’imputato.

“Il 21 luglio del 2011 in ambulatorio è arrivata una telefonata”, ha riferito la testimone. “Cercavano il dottore per comunicargli la morte della sua compagna, ma lui quella mattina era in ospedale a Milano per un intervento con il laser”. “In un primo momento”, ha spiegato la Groppelli, “ho pensato che si trattasse di Laura Arcaini, e mi sono agitata parecchio. La notizia non l’ho comunicata io al dottore, ma una mia collega”. Sul cellulare della testimone, però, come ha fatto notare il pm, risultano due sms scambiati con Iori. L’imputato e la Groppelli si erano poi visti nel pomeriggio. “Gli dovevo chiedere indicazioni per il lavoro che dovevo svolgere”, ha raccontato la teste. “Non è una persona che esterna molto i suoi sentimenti, ma l’ho visto turbato. Del fatto non abbiamo parlato, non me la sono sentita di chiedergli nulla”.

LA PERIZIA INFORMATICA: IORI AVEVA SCARICATO DAL SUO COMPUTER IL BUGIARDINO DELLO XANAX. PERCHE’ ?

Gli avvocati di parte civile Pagliari e Severgnini e la famiglia Ornesi

Il 29 febbraio del 2012, dagli esiti della perizia informatica effettuata su ordine della procura sul computer di Iori, emerge che l’imputato, il 7 luglio del 2011, aveva scaricato il bugiardino dello  Xanax, lo stesso farmaco che per l’accusa avrebbe utilizzato per uccidere l’ex compagna e la figlia. Perché ? Lo ha spiegato in aula la stessa Groppelli, rientrata dalle ferie quello stesso giorno dopo aver rotto con il fidanzato con il quale si trovava in vacanza. La testimone aveva parlato a Iori della sua ansia, delle sue difficoltà ad addormentarsi e del fatto che spesso prendesse l’ Optalidon per il mal di testa. Contro l’insonnia, lui le aveva consigliato lo Xanax. Per l’accusa, invece, il bugiardino del farmaco era stato scaricato con l’intenzione di uccidere la Ornesi e Livia, mentre per la difesa solo per controllare che non ci fossero controindicazioni con l’ Optalidon. Come riportato dalla testimone, Iori le aveva fatto una ricetta in bianco, ma poi lei aveva deciso di non prendere il farmaco e aveva gettato via la ricetta. Quando la Groppelli ha riferito dell’episodio dello Xanax agli avvocati della difesa ?. Non subito, ha fatto notare il pm, benchè in ospedale nei giorni successivi alla tragedia ci fossero voci che la Ornesi e la figlia erano morte proprio a causa di quel farmaco. “Al momento non ho collegato le due cose”, si è giustificata l’impiegata, che, su sollecitazione dell’accusa, ha riferito di averlo  raccontato all’avvocato Giusto solo dopo l’arresto di Iori.

Un altro punto toccato dal pm e dalla parte civile ha riguardato l’intenzione, da parte dell’ospedale,  di acquistare un’apparecchiatura laser. “Si ricorda questo episodio ?”, ha chiesto Celentano alla teste. “Ricordo vagamente, l’avevo sentito”, ha risposto lei. “Ma come”, ha ribattuto il pm, “non c’era tra voi un rapporto di buona intimità ?”. “Non intimità”, ha puntualizzato la dipendente, “ma confidenza”.
Un acquisto, quello del laser, che era stato deciso senza interpellare l’allora primario Iori, che in quei giorni era in vacanza. Al suo rientro, come già raccontato da un suo collega in aula, l’imputato si era arrabbiato. Per la difesa perché, in quanto primario, avrebbe dovuto essere interpellato sull’acquisto dell’apparecchiatura, mentre per l’accusa perché in questo modo la segretaria dirottava i pazienti dall’ospedale allo studio privato. “Semmai è il contrario”, ha corretto la teste.

LA CAPPELLETTI: “IN OSPEDALE LO SAPEVANO TUTTI DELLA RELAZIONE TRA IORI E CLAUDIA”. “E’ STATA LA ORNESI A DIRMI CHE LA FIGLIA ERA DI IORI”

Se in aula Michela Groppelli ha dichiarato di non aver mai saputo della relazione tra Iori e Claudia e di aver sentito solo voci su un’altra figlia del medico, la sua collega e amica Laura Cappelletti, anche lei dipendente della società di Iori, ha invece riferito che “della relazione lo sapevano tutti in ospedale”, aggiungendo persino che era stata la stessa Claudia Ornesi, conosciuta ad un congresso nel 2008 e vista un paio di volte in studio, a dirle che Iori era il padre della sua bambina. “Ci siamo incontrate per caso un giorno”, ha raccontato la Cappelletti. “L’ho vista in una farmacia di Crema. Ci siamo fermate a parlare e lei mi ha detto che Livia era figlia del dottore e che lui andava a trovare la bambina”. “L’ha detto alla Groppelli di Claudia e Livia ?”, le ha chiesto il pm. “Penso di sì”, ha risposto lei, tentennando. In un’intercettazione telefonica la Cappelletti dice che la relazione tra i due era “di sotterfugio e che nessuno sapeva niente”. In aula la teste ha poi riferito di essere a conoscenza del fatto che l’appartamento di via Dogali era intestato alla società, ma di non sapere che ci abitava la Ornesi. Nella sua testimonianza, durante il controesame, molti sono stati i “non so” e i “non ricordo”.

I TESTIMONI DELLA DIFESA CONTRO LA PRIMA MOGLIE DI IORI: “DONNA PRETENZIOSA E MAMMA DISATTENTA”

Dai racconti dei testimoni, la difesa ha cercato di minare la credibilità di Gabriella, prima moglie di Iori, che nella sua testimonianza aveva dichiarato che l’ex marito era violento e la minacciava. La donna aveva negato di aver aggredito l’imputato una sera del marzo del 2007. Cicostanza, invece, confermata dalla madre di Iori, Paola Caroselli, nell’udienza del 5 novembre scorso: “l’ho accompagnato io al pronto soccorso, aveva la camicia strappata”. Oggi è stata sentita una collega dell’oculista: “il 9 marzo del 2007 Iori si era presentato al pronto soccorso sostenendo di essere stato picchiato dalla moglie. Ho trovato riscontri alle lesioni: ho rilevato ecchimosi al naso e un morso sopra la clavicola destra”. A “smontare” la figura di Gabriella, descritta come una donna “pretenziosa” e mamma “disattenta”, ci hanno pensato anche le due impiegate Michela e Laura, il vicino di casa e la fidanzata storica Magda. “Iori aveva paura di essere avvelenato”, ha ricordato Michela, che ha riferito che nel marzo del 2007 il medico era arrivato in studio “con un graffio sul viso”. “Era Iori che si occupava dei figli”, ha continuato la dipendente, che ha citato un episodio che le aveva raccontato lo stesso medico, e cioè di quando la sua prima moglie, due giorni dopo aver dato alla luce il secondogenito Luca, aveva lasciato a casa marito e figli “per andare a ballare”.

SENTITO IL PAZIENTE VISITATO DA IORI IL 14 LUGLIO ALLE 14,30. CON CHI DISCUTEVA LA ORNESI ?

Il 14 luglio del 2011 alle 14,30 Claudia era stata sentita gridare sul balcone della sua casa. Non era al telefono, come confermato dalla collaboratrice domestica della famiglia al piano superiore. Con chi era allora ? Non con Maurizio Iori, che a quell’ora era nel suo studio per una visita. L’hanno confermato sia l’impiegata Michela, che ha controllato l’agenda degli appuntamenti, che lo stesso paziente che a quell’ora era stato visitato dal medico. “Per quel giorno avevo chiesto un permesso al lavoro”, ha spiegato in aula. L’uomo aveva mandato un fax all’avvocato Marco Giusto. “E’ stata la segretaria di Iori a dirmi di inviare il fax all’avvocato per confermare la mia presenza in studio quel giorno”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti