2 Commenti

Giallo di via Dogali, ultime battute: Iori rischia due ergastoli

iori

Foto di Francesco Sessa (da sinistra il pm Celentano, gli avvocati di parte civile Pagliari e Severgnini e l’imputato)

Giallo di via Dogali alle ultime battute: si avvia infatti a conclusione il processo in corte d’assise contro Maurizio Iori, l’ex primario di Oculistica dell’ospedale di Crema accusato di aver ucciso l’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e la figlia Livia, di due anni. Iori è in carcere dal 14 ottobre del 2011.

Domani (9 gennaio) tocca al pm Aldo Celentano, che ripercorrerà le tappe del processo e che al termine della sua requisitoria formulerà la richiesta di pena per l’imputato (Iori rischia due ergastoli). Dopo il pm toccherà  alle conclusioni degli avvocati Eleonora Pagliari e Marco Severgnini, parte civile per i familiari di Claudia Ornesi. All’imputato, i due legali chiederanno il risarcimento dei danni. Il 10 gennaio, poi, spazio alle arringhe degli avvocati della difesa Cesare Gualazzini e Marco Giusto, che sostengono la tesi dell’omicidio suicidio.

Successivamente la corte, presieduta dal giudice Pio Massa (a latere il giudice Pierpaolo Beluzzi e otto giudici popolari), fisserà un’ulteriore data (dovrebbe essere il 18 gennaio) per eventuali repliche e per la sentenza. L’istruttoria dibattimentale, concentrata in 13 udienze, ha visto l’esame di 77 testimoni e 16 periti.

Maurizio Iori è accusato del duplice omicidio dell’ex compagna e della figlia, trovate cadaveri nel loro appartamento di via Dogali a Crema nell’estate del 2011. Per la procura, morte provocata dall’oculista mediante l’azione tossica combinata dall’ingestione di Alprazolam (principio attivo dello Xanax) e Diazepam (Valium, rilevato nella sola Ornesi) e dall’inalazione di gas rilasciato da quattro fornelli portatili da campeggio.

Per l’accusa, sarebbe stato lo stesso Iori, per assicurarsi  l’impunità dal delitto, a simulare un omicidio suicidio, cancellando le tracce della sua presenza nell’abitazione e facendo trovare sul tavolo della cucina i blister vuoti dei medicinali e i fornelli, così da indurre a ritenere che la Ornesi avesse ucciso la figlia e si fosse a sua volta suicidata.

Con le aggravanti, come si legge nel capo di imputazione, “di aver commesso il fatto in danno della figlia, con premeditazione e per motivi abietti costituiti dal volersi sottrarre all’adempimento dei propri doveri di padre, dedicando alla figlia Livia, così come veniva pressantemente richiesto dalla Ornesi, lo stesso tempo che riservava agli altri figli e senza tenere ulteriormente riservata tale paternità”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • italiana

    Io non spero che li rischi: spero che li prenda, i due ergastoli

  • IL GIUDICE E DIO
    Questa settimana ricomincia il processo a Maurizio Iori, con le conclusioni delle parti; entro la fine del mese la sentenza. Ho scritto più volte che penso, non c’erano nemmeno gli elementi per rinviarlo a giudizio, è in carcere da ottobre 2011!
    Come son morte le due donne? non si sa. Come ha fatto Iori a chiudere la porta, se non aveva le chiavi? non si sa. Per quale motivo le avrebbe uccise? non si sa. Il resto delle prove c’è tutto: Iori era insensibile, quasi crudele, al punto da non salutare, arrivista, pretendeva di scegliere gli strumenti del reparto di cui era primario, timbrava e poi andava a spasso, avido, non comprava nemmeno i giocattoli alla figlia, scopava in continuazione, insomma, un uomo siffatto “deve” essere l’assassino.
    Possibile quindi la condanna, come prescrive il 533 cpp: il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio.
    Dubbio? è sufficiente raziocinare che non esista….
    Vi sembro amaro? quel che ho scritto sopra l’ho vissuto di persona, perché la prova, prescrive la legge, si forma in giudizio, in Aula insomma, e come l’ha vista il Giudice, l’ho vista io. E’ certo che la porta fosse chiusa a chiave, ma nessuno ha nemmeno tentato di dimostrare che Iori l’avesse, per dirne una…….
    Perché scrivo così? sono apparse sui giornali le motivazioni della condanna all’ergastolo di Salvatore Parolisi, ha ucciso la moglie Melania. Lui nega, io non so nulla, solo per caso son capitato a seguire il processo Iori, la cronaca nera mi fa star male, per il fatto in sé, per la trasformazione in spettacolo a cura della società. Che evidentemente ha ancora bisogno dei gladiatori e del sangue, come dimostra il pubblico che in un attimo si affolla attorno a un incidente stradale…….
    Ecco come è andata, secondo quanto scrive il Giudice: “il rifiuto di Melania ad un rapporto sessuale nel bosco. Lo ha rifiutato e, in tale contesto, deve aver rivolto anche rimproveri pesanti contro il coniuge che, a quel punto, ha reagito all’ennesima umiliazione, sferrando i primi colpi.”
    Premetto: lo scrive la Stampa, spero abbia scritto esatto. E allora se dai l’ergastolo per un omicidio volontario sì, ma del tutto casuale, in stato d’ira, cosa dai per uno premeditato, per motivi abietti eccetera? ma soprattutto, per via del “ragionevole dubbio” e della logica che può smontarlo o fortificarlo, no testimoni, lui nega addirittura d’essere l’assassino, chi ha detto al Giudice, l’Arcangelo Gabriele o Dio in persona, che la povera Melania ha rifiutato, rimproverato eccetera?
    Son riuscito, caro lettore, a passarti i miei dubbi sull’esito del processo a Maurizio Iori?

    Cremona 07 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info