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Ergastolo per Iori, la corte: ha ucciso mamma e figlia

http://www.youtube.com/watch?v=79XI9-3kG_0&feature=youtu.be

Foto di Francesco Sessa – video di Greta Filippini

Ergastolo e due anni di isolamento diurno. Questa la sentenza emessa dopo quattro ore di camera di consiglio dal presidente della corte d’assise Pio Massa (a latere il giudice Pierpaolo Beluzzi e sei giudici popolari – più due supplenti) nei confronti di Maurizio Iori, il medico cremasco accusato del duplice omicidio premeditato dell’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e della loro figlia Livia, due anni. Come risarcimento danni, la corte ha condannato l’imputato a versare una provvisionale di 400mila euro alla madre e 200mila alla sorella della Ornesi, che a processo si sono costituite parte civile attraverso gli avvocati Eleonora Pagliari e Marco Severgnini. A Iori è stata tolta la patria potestà sugli altri tre figli, due avuti dalla prima moglie, una terza dalla donna che ha sposato dopo la fine della relazione con Claudia. La corte ha infine trasmesso gli atti nei confronti di Michela Groppelli, la segretaria dell’imputato, per il reato di falsa testimonianza per le dichiarazioni rese dalla testimone lo scorso 28 novembre 2012. La motivazione della sentenza sarà depositata entro novanta giorni.

LE REAZIONI

Dopo la lettura della sentenza, Iori è stato riportato in carcere. Nessun commento, nè da parte del pm Aldo Celentano, nè da parte degli avvocati difensori Cesare Gualazzini e Marco Giusto.

LA SODDISFAZIONE E LA COMMOZIONE DELLA FAMIGLIA ORNESI

“Claudia è stata riabilitata totalmente e fermamente. E’ stata fatta giustizia”. Questo il commento di Gianstefano Ornesi, papà di Claudia, che si è stretto attorno alla moglie, all’altra figlia Paola e al marito di quest’ultima.

“Soddisfatta” si è detta Paola Ornesi, “anche se non riusciamo ad essere entusiasti: la ferita fa ancora male, Iori  ha distrutto le vite di Claudia e Livia e le nostre. Hanno cercato di infangare la loro memoria, ma giustizia è stata fatta. Ora dobbiamo elaborare il lutto”. “Ringraziamo tutti”, ha concluso Paola,  commossa, “da coloro che ci sono stati vicini, ai nostri avvocati e ai poliziotti. Abbiamo trovato tanta professionalità e umanità”.

“La nostra croce la porteremo fino a che Dio vorrà”, ha detto con il viso pieno di lacrime Pasqua Facchi, la mamma di Claudia. Ringrazio il Signore, e pregherò anche per lui (Iori, n.d.r.), perchè dica la verità”.

“La cosa importante”, ha detto invece il marito di Paola, “è che sia stato accertato che Claudia non ha ucciso Livia e non ha ucciso se stessa”.

“Ci premeva fosse riconosciuta a livello processuale la dinamica dei fatti”, hanno detto i legali di parte civile Eleonora Pagliari e Marco Severgnini. “La verità dei familiari di Claudia era tutta negli atti. La corte ha recepito in pieno le nostre richieste, arrivando a definire la verità storica. E ovviamente che la figura di Claudia sia stata riabilitata”.

LA MAMMA DI IORI: “HANNO UCCISO MIO FIGLIO”

Un lungo abbraccio con il figlio e tanta incredulità per Paola Caroselli, mamma di Maurizio Iori. “Mio figlio mi ha detto, ‘mamma, non ci posso credere’, e io gli ho risposto, ‘Maurizio, devi resistere, andremo in appello, ti tireremo fuori'”. “Questo ragazzo mi muore”, ha detto la Caroselli. “Gli hanno tolto anche la patria potestà, lui non ha mai fatto male a nessuno, spero che Dio ci guardi, lui è già rovinato, lo vogliono uccidere, e questa è una cosa gravissima. Saperlo morto in carcere è una cosa spaventosa per me che sono sua madre, non lo potete capire. C’è anche un tribunale di Dio a cui dovranno rispondere, perchè hanno ucciso una persona, ma la sua innocenza salterà fuori”.

Sara Pizzorni

Galleria fotografica di Francesco Sessa

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Commenti
  • sandra

    Dove sono quelli del “difendiamo le nostre donne”? La tragica testimonianza che la violenza non ha razza!!!!!!!!!

    • italiana

      Giusto. Fosse stato uno straniero (Bergamo docet) chissà quanti qui a scrivere “pena di morte!!!!”. Ma è un cremonese, medico, benestante. Spero solo di non leggere per l’ennesima volta “qualcuno” provare a difenderlo.

      • sandra

        L’hai evocato……. è arrivato.
        Che tristezza…

        • Elio

          La mia non è una difesa, non mi permetterei mai…

  • Elio

    Senza uno straccio di prova concreta….
    La giustizia a volte fa paura quanto un assassino.

    • Angelo Mariani

      Senza lo straccio di una prova . Stai parlando del teorema della difesa ?
      Se conoscono il tossicodipendente che avrebbe fornito gli psicofarmaci , perche’ non l’hanno trascinato in aula a testimoniare ?

      • Elio

        Non mi riferivo in particolare al tossicodipendente…
        Voglio ricordare che una giornalista (di Milano) si recò in due farmacie di Crema chiedendo Xanax, senza essere in possesso di “ricetta”: riuscì ad acquistare due confezioni (una per farmacia) alle quali era stata tolta la fustella con i codici…

  • Pino

    “hanno ucciso mio figlio”?????????????????????????? cosa????????????????
    lui ha ucciso una donna di 42 anni e una bimba di 2!! sedia elettrica!!!!!!!!!!!
    ma la gente non prova vergogna a dire certe cose?

  • Rana

    Ma tutti quelli che commentano conoscono gli atti?Hanno seguito il processo?Non sarebbe più decoroso rispettare un dramma??In qualsiasi caso,qualunque cosa sia successa…

    • Pino

      Ti ricordo che che conoscono gli atti lo hanno condannato all’ergastolo!
      Quindi secondo te gli unici che possono esprimere un opinione in merito ad un evento sono solo quelli materialmente interessati dallo stesso??
      Ma che razza di concetto strano che hai della libertà…..
      Poi non ti preoccupare siamo in italia per cui tra max 5-6 sarà l’ennesimo assassino a piede libero che andrà ad unirsi all’esercito di criminali in giro per l’italia.

      • Pino

        ho dimenticato “le persone” tra “che che”

      • Rana

        Dico che è molto facile dare dell’assassino…Ma le tue basi di giudizio sono giornalistiche!E mi pare che fare innocentisti/colpevolisti su basi giornalistiche (come questo caso e come in tutti i casi mediatici) sia estremamente superficiale!Detto ciò,una condanna in primo grado non legittima nessuno a classificare “assassino” una persona!perchè per definizione è appellabile!Staremo a vedere!

  • enzo

    sentenza che in appello può essere ribaltata

  • CAPITASSE A VOI…..
    Che se un Giudice vi dà torto su un incidente stradale sparate ad alzo zero su tutti i giudici, che invece devono essere divisi come gli altri lavoratori, è divina la funzione, non loro, ovviamente: buoni, medi, scarsi. Una chimera, da che la categoria, cui deve essere garantita la massima indipendenza, invece di esercitare un controllo continuo, e vero, degli atti, appiattisce aprioristicamente verso l’alto: tutti ottimi!
    Capirete cosa penso, cari lettori, quando mi vedo rientrare in Aula un Presidente a leggere il dispositivo: ai sensi dell’art. 533 la Corte condanna Iori Maurizio alla pena dell’ergastolo eccetera, quando, ripeto di nuovo, il 533 impone: il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio.
    Non siete obbligati a credere a me, che fin dalle prime udienze mi son limitato a ripetere: la prova si forma in Aula, così dispone il codice, sotto gli occhi di tutti, l’unica differenza è che gli occhi del Giudice hanno maggior potere, ma non certo quello di crearsi una realtà di comodo, come, ripeto, aveva già considerato la Cassazione sulla domanda di libertà provvisoria, in luglio 2012. Aveva scritto, ma i giudici locali se ne sono infischiati, liberatelo in attesa del processo, le prove sono incerte, e sono le medesime, non è cambiato un filo, di quelle mostrate in Aula, a Cremona!
    E giudicare: sono incerte, è ancora un elogio. I signori componenti la Corte di Assise di Cremona sono usciti con una sentenza di condanna senza nemmeno cercare, bada bene lettore, non ho scritto: sapere, non han proprio fatto nemmeno lo sforzo di cercare se Iori avesse la chiave per chiudere la porta, informazione essenziale se lui avesse davvero ucciso le donne, visto che il mattino dopo la porta era chiusa.
    Hanno deciso senza sapere come Iori, o anche uno qualsiasi di noi, il concetto non cambia, avesse potuto “propinare”, il termine caro all’Accusa, una quantità enorme di sonnifero alle vittime, non solo, ma è un particolare irrilevante, se fosse solido o liquido, tradotto in quantità, da 50 a 95 pastiglie o 5/6 flaconcini di gocce: fate la prova.
    Perché ha ucciso? manteneva le due donne oltre la misura cui qualsiasi giudice avrebbe potuto obbligarlo, ma gli dava fastidio la petulanza dell’ex amante!
    Tradotte in atti di vita quotidiana, chi crederebbe a “prove” del genere?
    Non fatemi presuntuoso, ciò che ho scritto sopra l’avreste per certo anche voi, se aveste assistito alle udienze come me, e non c’è interpretazione possibile in grado di cambiare fatti tanto chiari. Si dice, untuosamente, che le sentenze non devono essere criticate, e se il principio fosse condiviso sarebbe la fine di tutte le scienze, ma mi dà ancor più fastidio l’altro: aspettiamo le motivazioni, come se i processi fossero tutti eguali. In questo la prova è lì, evidente, sotto gli occhi di tutti, colti o incliti che siano, e nessuna motivazione potrà mutarla, a meno di galoppare dietro la fantasiosa dei Giudici di Brescia: Iori deve stare in carcere fino al processo perché se lo liberiamo è capace di ammazzare le ex amanti che ancora gli restano!
    E’ stato un processo deciso dall’emozione, certamente non dalla ragione dei fatti, come ha ben chiarito la libera stampa, che fa campagna per una pena del tutto teorica al collega Sallusti, e accetta un ergastolo, ma Iori è medico, non giornalista, come fosse due punti in meno nel calcio.
    Sfuggirà perché la notizia è piccola: la Corte ha trasmesso gli atti alla Procura per un’eventuale falsa testimonianza della segretaria di Iori, anche qui altra galanteria del Presidente Massa, che a muso duro l’ha obbligata a dire in Aula, fosse importante per il processo, che si era divisa dal compagno, non per Paola Ornesi, richiamata a cambiare la versione sulle chiavi, dopo la contestazione della Difesa, e se l’è cavata col classico: mi sarò sbagliata; non per la pletora di parenti che in coro han recitato il falso: Iori s’è rifiutato di pagare i funerali.
    La Corte si sarà distratta, d’altronde è un classico, anche il divino Omero ogni tanto sonnecchia….

    Cremona 19 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • italiana

      Ma è chiaro! E’ sempre colpa della magistratura politicizzata, dei giudici comunisti… Mi faccia il piacere: omicidio premeditato. Capisce l’italiano o no?

      • Rana

        Non mi pare ci fossero allusioni alla politicizzazione…comunque beati voi che avete la verità!Italiani popolo di commissari tecnici, arbitri, e giudici!

  • JEAN CALAS
    Altro che Tortora, dove un ambiente, testimoni non credibili, ma qualcosa c’era, per decidere con le fette di salame sugli occhi: nel caso Iori, per usare un testo di Jannacci anni “60, dedicato a chi, pur contemporaneo di un fatto storico, manco se ne accorge, sprofondiamo a Dreyfus, Calas, al barbiere Mora, sfortunato protagonista della Storia della colonna infame, dove l’odio aveva anticipato il processo, che naturalmente s’era chiuso nell’unico modo possibile, stante la piccolezza e il conformismo della società. Ci son voluti Zola, Voltaire, Manzoni, per mostrare una faccia evidente a chi insorge solo per un rabbuffo al Sallusti del tempo.
    Un lettore di http://www.cremaoggi.it, Lollo, che ringrazio, ha scritto con efficacia la prima nota: nessuno, a parte Iori e la Ornesi, sa veramente cos’è successo quella sera. Ha omesso la seconda: nessuno deve sostenere Iori sia innocente, è il processo a dover dimostrare sia colpevole, e una colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio, come la legge obbliga il Giudice. Per assurdo, da oggi in poi Iori potrebbe confessare, un angelo fornire la registrazione esatta della sua colpa, ma il giudizio sul processo appena concluso non cambia, non sono emerse prove per la condanna, e questo sotto gli occhi di chiunque abbia assistito alle udienze, giornalisti compresi. Di cui mi piace ricordarne uno, l’inviato del Corriere: si ferma un giorno dalla mattina alla sera, ogni tanto si allontana, si appisola, nell’intervallo va a chiedere luce al Pubblico Ministero, scambia due chiacchiere coi colleghi e al ritorno a Milano scrive prima on line poi su carta gli articoli più certi della colpevolezza che abbia mai letto!
    Gli amici mi consigliano cautela: aspetta le motivazioni. Non basta il già visto? Abbiamo il bisogno di rileggere che Iori deve subire il carcere preventivo perché, libero, giovandosi della sensazione di essere inosservato, dopo la Ornesi ucciderebbe le altre ex? Non basta che la severa Cassazione, esaminati con cura gli atti, abbia invitato il Giudice di merito a riconsiderare l’incertezza delle prove, che tali e identiche sono rimaste nel cammino del processo, e a rimetterlo in libertà? Dobbiamo sopportare che forse il processo di Appello, si svolge nello stesso clima di odio, basta leggere tanti democratici commentatori che esigevano la condanna prima ancora del processo, senza rendersi conto di sancirne l’inutilità, si concluda con lo stesso esito, e aspettare il giudizio imparziale e rispettoso della legge della Cassazione?
    Per me, neanche per sogno, non ho paura a battermi da solo, anche contro chi, volesse, mi potrebbe distruggere. Nel piccolissimo delle mie forze, è un dovere verso la società, verso il prossimo cui potrebbe capitare, anche a te, lettore colpevolista senza il bisogno del processo, come oggi a Iori.

    Cremona 20 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Myla

    Che tristezza la profonda provincia italiana e del nord…..che tristezza….i drammi andrebbero rispettati …tutti, nel silenzio della riflessione e l dell umana pietà …

  • VERDETTO INGIUSTO
    E’ il primo titolo dell’Inviato on line di Roberto Bettinelli, ma è significativo anche il taglio, uno stupore annichilito, che l’intera pagina della Provincia, quotidiano eccetera, dà alla sentenza Iori il giorno dopo….
    Lacrime di coccodrillo, troppo tardi, troppo poco: per tutte le udienze, come tutti i giornali, sono andati dietro all’Accusa e alla gestione di parte che la Corte ha dato al processo, accettando le loro mosse come fosse un gioco, finito quello se ne inizia un altro, ma questo gioco è finito con un ergastolo, un uomo e la sua famiglia distrutti sotto ogni profilo, dai vecchi ai bambini, nel più assoluto dispregio di una norma imperativa: si condanna se la colpevolezza è certa al di là di ogni ragionevole dubbio!
    Bravi, complimenti, informatori e colonne della democrazia!
    Adesso che si sono accorti del danno vogliono pulirsi la coscienza, più apertamente l’Inviato, che per la prima volta interroga la gente, e si accorge di non averla per nulla rappresentata mentre dipingeva il processo. Sottotitolo: “sono in tanti a non essere d’accordo, solo indizi, niente prove, se fossi uno dei giudici non riuscirei a dormire la notte”.
    E’ proprio ciò che ho scritto io fin dall’inizio, e loro mi leggono, ve lo assicuro, ma non hanno avuto il coraggio di seguirmi; gli indizi poi, sono quelli di Jago…..
    E la sentenza cari lettori, la firmano gli otto giudici, che però risentono dell’atmosfera che vivono, come succede per qualsiasi atto complesso: niente di meglio che sentirsi alle spalle, all’unisono, la spinta dei tifosi.
    Le note che scrivete oggi, cari signori dell’Inviato, era tanto difficile cercarle e scriverle prima? Gli avvocati della Difesa, sin dall’inizio, sbigottiti, commentavano il movente, una certezza per l’Accusa e la Corte, come l’artigiano Piero, oggi: “ma scusate, è un medico di successo, i suoi genitori anche. Ha i soldi, ha già dei figli, comunque le passa dei soldi: perché dovrebbe ucciderle? A Crema si sa tutto di tutti. E anche questa storia che non voleva andare contro la madre. Ma se non era d’accordo col primo matrimonio e lui s’è sposato lo stesso? Se quello che ho letto è vero, è chiaro che si sono fatti tutti prendere la mano. Troppi film e romanzi gialli.”
    Piero è un semplice artigiano, non un dottor Dottoroni del Tribunale di Chissadove, che per dir cose simili ci metterebbe venti pagine.
    Non potevano mancare due colleghi a criticare i difensori. Anch’io, questione di punti di vista, avrei fatto alcune scelte diverse, anche estreme, come sbattere la toga sul banco e andarmene in certe situazioni chiaramente provocatorie, ma sfido i primi avvocati d’Italia a convincere chi è già convinto del suo.
    E adesso? Semplice, risponderanno gli esperti dei dolori degli altri: si va in Appello. Sperando che i giudici abbiano ben chiara la differenza tra sospetto e prova, come proprio su questo caso han dimostrato i colleghi della Cassazione. Ma Iori, oggi a lui, domani a me, a te, a tutti voi cari lettori, intanto aspetta in galera.

    Cremona 21 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • andrea

      Ma basta Cozzaglio, non se ne può più. La corte ha emesso sentenza di condanna, quindi è inutile stare qui a girarci intorno con le sue teorie innocentistiche. Iori è stato giudicato colpevole, e di prove, da quello che ho letto, ce c’erano, eccome. Gli hanno dato l’ergastolo. Punto e basta. Se ne faccia una ragione.

  • GIUSTIZIA DI FERRO – UNO
    Prima di commentare una sentenza penale, si dice, bisogna aspettare le motivazioni. Non è sempre vero: quando nei processi alla Iori l’esame delle prove si svolge così chiaramente alla luce del sole, soprattutto di quelle che mancano, non c’è proprio bisogno di aspettare nulla, se non eventualmente per complimentarsi col relatore per l’inventiva che avrà mostrata. E in più, nel caso Iori, le motivazioni sono già state anticipate dalla memoria conclusiva del Pubblico ministero, in cancelleria e a disposizione di tutti, perché, a norma di legge, la Corte non può tirarne fuori altre dal cilindro nel segreto della Camera di consiglio: se aveva dubbi, li doveva sciogliere in Aula, chiedendo maggior chiarezza alle parti. Perché il codice è severo: mentre per l’assoluzione prevede anche il beneficio del dubbio, 530/2 cpp, per la condanna è imperativo, non ammette scorciatoie: 533 cpp, il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio. Potesse allungarsi, il codice: come l’avesse commesso sotto i vostri occhi, signori giudici. E nel caso Iori vi dimostrerò cari lettori, commentando giorno per giorno la memoria del Pm, che gli occhi i signori giudici li hanno indirizzati da altre parti, col vento a favore dell’opinione pubblica aizzata da giornalisti adoranti la loro verità, insomma, come pretendere che un arbitro fischi un rigore contro a Torino in Juve – Cremonese.
    L’accurata ricostruzione che il Pm fa delle mosse dell’assassino Iori, ormai lo possiamo chiamare così, l’han stabilito a Palazzo, va da pagina 48 a 69: appena trovo la pazienza vi conto, alla faccia del ragionevole dubbio, i “probabilmente, magari, plausibilmente, avrebbe potuto, non può tuttavia escludersi, porta a propendere” eccetera, magari accordandosi con la Provincia, quotidiano eccetera, per lanciare il solito concorso tra i lettori per chi indovina il termine più ricorrente.
    E’ chiaro che la Corte nello stendere le proprie conclusioni sarà più precisa, almeno nella scelta delle parole, sono in otto di pari autorità e competenza, secondo la legge, mentre il Pm deve lavorare da solo: ma i fatti sono quelli e non altri.
    Oggi concludo anticipando quella che secondo me è la più pittoresca tra le spiritose invenzioni che hanno portato alla condanna dell’assassino Iori: la forza del gas. Ricorderete che Iori ha dato il colpo di grazia con quattro bombolette da campeggio, facendosi notare in ogni modo quando sarebbe stato molto più semplice e sicuro usare il gas della cucina di casa. Trascrivo pari pari, pagina 67, la trovata del Pm:
    “non valutando mezzo sicuro con cui dare la morte il metano che alimentava la cucina a gas di Claudia, scelse le bombolette da campeggio; evidentemente reputò che il metano, diffondendosi nel soggiorno e negli altri ambienti dell’appartamento, prima di poter raggiungere una concentrazione sufficiente a uccidere, poteva fuoruscire da qualche pertugio e il suo odore avrebbe potuto essere percepito da altri abitanti dello stabile, che si sarebbero allarmati ed avrebbero potuto soccorrere Claudia e Livia.”
    Mi limito ad aggiungere i dati che il lettore non in Aula non conosce, spiegassi tutto si potrebbe offendere nel sospetto lo giudicassi incapace a cogliere l’enormità di ciò che il Pm ha scritto: l’appartamento è di 60mq, secondo i periti, concordi, per saturare l’ambiente servivano non le quattro bombolette, ma 300, e in quanto all’odore il vicino di casa, teste chiave secondo il Pm, ha testimoniato di averlo inteso lo stesso.
    A domani la seconda puntata.

    Cremona 22 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • GIUSTIZIA DI FERRO – DUE
    Uno degli aspetti più stupefacenti del caso Iori è che nessuno si accorga d’esser davanti a un Dreyfus del nostro tempo, forse perché Zola non l’ha ancora scritto sui libri di storia, ma c’è proprio tutto, anche per i cremonesi che si lamentano in continuazione d’essere tenuti ai margini della società che conta, in questi giorni nella scelta dei candidati per Roma, e se non si accorgono del motivo, non devono dar la colpa agli altri, ma mettersi coscienziosamente davanti allo specchio, incapaci perfino di profittare di un’occasione come questa per essere protagonisti sulle pagine dell’Italia intera: altro che Garlasco, Franzoni, Amanda!
    Sempre dalla memoria dell’Accusa, altra gemma, pag. 66: “L’omicidio premeditato, portato a termine senza apporto di complici, è un delitto perfetto, laddove l’assassino s’organizzi in modo che nessuno sappia delle sue intenzioni, eviti che taluno possa vederlo nel mentre compie il crimine ed eviti di lasciare tracce che possano ricondurlo alla sua persona.”
    C’è bisogno della dura selezione di un concorso a giudice per scrivere dell’acqua calda di sopra, ma calza alla perfezione su Iori: ovviamente nessun assassino serio va a dirlo in giro prima, né, se cerca la perfezione, uccide in piazza del Duomo a mezzogiorno, e, se la natura l’ha dotato di un’attenzione appena normale, evita di lasciare sul posto la patente.
    Ma, fissato sulla carta il presupposto, bisogna vestirlo a Iori, che prima mai l’ha svelato, né potevano essere intelligibili al buon senso comune le sue intenzioni: quindi il tocco di genio dell’Accusa, ha ucciso per nascondere, a Crema, dove lo sapevano anche i muri, è risultato con certezza anche in Aula, l’esistenza della relazione con le due donne! Superato lo stupore, comprensibile, la Difesa ha obiettato: se c’era un modo sicuro per farlo sapere non solo a Crema, a tutta Italia, era proprio quello di ucciderle. Cazzo, serve una ritirata strategica, ed ecco pronta la lieve modifica: l’ex amante lo tormentava chiedendo che almeno la figlia partecipasse alla vita familiare con i figli delle altre mogli. Non è molto forte nemmeno questo “arrivano i nostri”, per arrivare all’omicidio, e saremmo alla resa, se Corte, stampa, pubblico, fossero un pochino dreyfusardi: in fondo, sostiene in Aula l’Accusa, un motivo c’è sempre, anche se non siamo in grado di trovarlo e Iori, pessimo anche in questo frangente, rifiuta di dircelo!
    Capirai, caro lettore, che a questa stregua Claudia e Livia, se non le hai uccise tu, le ho uccise io. E nel resto del processo non è cambiato nulla, se la prova non c’è, diamo scontato ci sia. I difensori, dicano ciò che vogliono i due colleghi di Crema anonimi e pressapochisti critici, nessun avvocato batte una sentenza già scritta, sono caduti sul campo scespirianamente, con ferite al petto, ma se vuoi rispondi tu lettore caro: l’Accusa è certa, l’assassino Iori, compiuto il delitto, esce dalla casa delle vittime chiudendo la porta a chiave. Ma se non l’aveva, salta su la Difesa! Credi tu, lettore caro, che si sia mossa l’imperturbabilità dell’Accusa, e a denti stretti, passi, ma soprattutto della Corte e questo non potrà passare mai, perché se Iori non ha la chiave, e la legge obbliga alla dimostrazione l’Accusa, non certo la Difesa, non può aver chiuso la porta, che quindi è stata chiusa da Claudia, la non morta in quel momento?
    Credi tu, caro lettore, che la Corte, che decide in nome del popolo italiano, te e me quindi, ci abbia pensato su tanto? S’è ritirata in Camera di consiglio per la condanna, così: siccome Iori è l’assassino, la chiave se la sarà procurata da qualche parte!

    Cremona 23 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • GIUSTIZIA DI FERRO – TRE
    Il commento dell’inviato del Corriere, il 19, spiega benissimo la simbiosi che s’è creata al processo Iori tra la Corte e l’opinione, si fa per dire, pubblica: processo inutile, la colpa di Iori era lì, prima ancora la commettesse!
    L’ergastolo era nell’aria, scrive Del Frate senza quasi mai aver assistito alle udienze, quindi avrà valutato le prove per scienza infusa, a partire dal movente: la polizia individua la lettera di Claudia che chiede attenzioni e invece ne provoca la morte, un tipaccio quel Iori, col senno del poi era prudente non disturbarlo; che, interrogato il giorno stesso del fatto, immagino su richiesta della Procura, ma come testimone, deve rispondere cosa faceva la sera prima e, per non saper né leggere né scrivere, gli intercettano le telefonate con l’avvocato, Giustizia giusta fin dall’inizio, come si vede; soprattutto, pessimo Iori ma nemmeno i suoi avvocati scherzano, anzi indispongono la giuria popolare cercando di difenderlo, non è un assassino, è la morta che s’è uccisa per far ricadere la colpa su di lui, Avessero detto con semplicità: Iori confessa e si rimette alla clemenza della Corte, magari gli avrebbero risparmiato l’isolamento diurno per due anni…..
    Per dire del rispetto della Corte, ma è esatto dire dei due giudici togati perché i sei popolari altro non hanno fatto che annuire, verso le regole, non le mie, quelle del Codice, basta osservare come ho fatto io e tanto potevano i giornalisti, dalla Benemerita locale al Grande Inviato, che il vero e proprio interrogatorio subito da Iori alla scoperta della morte, al di fuori di ogni regola di legge, non è stato, ci mancava! acquisito formalmente al processo, ma sempre usato dall’Accusa, dalla Parte civile e naturalmente dai giornali, per dimostrare che Iori era un bugiardo convinto, quindi un assassino, fin dall’inizio. Solo perché, spaventato, pur sapendo che tutta la famiglia Ornesi sapeva che la sera prima era a cena con le povere morte, improvvisava d’esser stato al cinema.
    Il rispetto della Corte, dei due togati, ripeto, s’é fatto vedere per tutte le udienze. Una valanga di testimoni a spiegare, mancano le prove, bisogna ingegnarsi, quanto cattivo fosse Iori da chiedersi come mai fosse giunto a cinquant’anni senza che qualcuno l’avesse ucciso prima; ma come parlavano quelli a difesa, una serie continua di intimidazioni: si ricordi d’esser sotto giuramento! al punto di passare gli atti alla Procura per uno a favore, e far finta d’essersi distratti quando han dovuto richiamare Paola Ornesi perché aveva testimoniato male su una cosetta da nulla, le chiavi della casa!
    Sarebbe da ridere, se non fossero immersi in una tragedia, i richiami di Beluzzi all’avvocato Giusto: lei non deve agitarsi sulla sedia! e del presidente Massa a Gualazzini: non dica sciocchezze!
    Ma torniamo alle prove. Io ascolto, mi informo, chiedo il parere degli esperti perché mi secca ingannare il lettore, o anche solo passare per superficiale: la tesi fondamentale dell’Accusa è che Iori abbia addormentato Claudia facendole ingoiare da 60 a 95 pastiglie di Xanax, o corrispondente liquido, prima di asfissiarla col gas, assieme alla figlia. Quando ho chiesto il parere dei medici, non vi dico lo stupore, ma un po’ di pazienza, domani vi racconto cos’ha scritto l’Accusa nella memoria conclusiva, su cui inevitabilmente dovranno poggiare le motivazioni della Corte.

    Cremona 24 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • GIUSTIZIA DI FERRO – QUATTRO
    Vi avevo promesso ieri di illustrarvi come, secondo l’Accusa, Iori il Mago fosse riuscito a addormentare la sue vittime, per asfissiarle poi col gas delle bombolette. Ecco la pagina 48 del memoriale, da me ricopiata senza la minima variazione:
    “Lo Iori dovette prima stordire Claudia: plausibilmente, prima della cena vera e propria, aggiunse parte dello Xanax, aromatizzato, e/o anche il Valium, somministrandolo di nascosto nel bicchiere che Claudia stava adoperando e in cui, magari, bevve anche la bevanda alcolica, oppure, offrendole l’aperitivo corretto che egli aveva preparato allo scopo. Lo Iori, sapendo che probabilmente sarebbero state eseguite autopsie, per essere sicuro che a seguito dell’accertamento della causa delle morti non potessero sorgere dubbi sul suicidio che andava ad inscenare, somministrò alle vittime un quantitativo di Xanax idoneo e sufficiente a rendere plausibile l’ingestione delle 95 compresse mancanti dai blister, che egli aveva in precedenza polverizzate, magari sciolte in una bottiglietta d’acqua, di cui poi propinerà il contenuto a Claudia e a Livia. Non può tuttavia escludersi che lo Iori, considerandolo alla fine più pratico, abbia propinato alle sue vittime Xanax in forma liquida, avendo cura di utilizzare un dosaggio, più o meno corrispondente al principio attivo presente nelle complessive 95 compresse tolte ai blister; dagli esami autoptici nulla di certo emerge a tale riguardo, essendo indicate come alternative due possibilità (compresse polverizzate o liquido), senza certezza sulla quantità di Alprazolam (è il principio attivo dello Xanax, n.d.r.) assunto dalle vittime.”
    Per motivare la condanna a Iori la Corte non può usare argomenti diversi da quelli sopra, legata com’è dalla legge alle sole prove emerse durante il dibattimento in Aula, anche se, per chi come me era presente, le cose in Aula non sono andate proprio così. I periti concordi hanno detto che la quantità di Xanax trovata dall’autopsia nei corpi era elevata, anche equivalente alle 95 pastiglie, ma non era possibile stabilire se pastiglie o liquidi; soprattutto, nessuno ha chiesto loro come fosse credibile, lo Xanax ha un sapore forte e disgustoso già in una sola pastiglia, che un adulto non si accorgesse, solido o liquido che fosse, che gli fosse propinato. Come per la chiave dell’appartamento non s’è fatta alcuna ricerca se Iori l’avesse, è assassino dunque l’aveva, così per lo Xanax: le morte l’avevano nello stomaco, dunque glielo ha messo ancora una volta Iori. Solamente, s’era detto in generale della quantità enorme di cibo indispensabile, e Claudia nello stomaco aveva due bocconi, per celare le 95 pastiglie, o di due/tre litri per le corrispondenti gocce: qui non serve essere giurisperiti per capire ch’è difficile convincere la persona che si vuole addormentare a farsi bottiglioni o un quarto di vitello. Non è possibile e basta.
    Del modo d’ingestione non ha parlato in Aula l’Accusa e ben s’è guardata dal far domande la Corte, il motivo s’è capito alla lettura del verdetto, ma la Difesa, chiederai caro lettore? la Difesa ha ripetutamente chiesto di discuterne, ma sai come dice il proverbio: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e qui si apre un grande tema della Giurisdizione, il rapporto Giudice/Avvocato.
    Per un processo “giusto” serve che tutte le parti possano esercitare al meglio le funzioni che la legge affida: non ci sarà mai processo giusto fin che, fuori dai giri di parole! il Giudice è il Padrone e l’Avvocato il rompicoglioni. E’ chiaro che alla fine decida il Giudice, che però, pensi ciò che crede dell’Avvocato che ha di fronte, deve ascoltarlo e motivare se esatto o no: non deve mai passare avanti, solo perché oltre al potere brutale di farlo, lui ha le idee innate e l’Avvocato no.
    Adesso voglio proprio vedere, mentre Iori inizia l’ergastolo, cento, duecento, mille pagine, come la Corte spiegherà entro i 90 giorni di legge ciò che non ha voluto farsi spiegare in Aula! ripete le barzellette di sopra dell’Accusa? inventa qualcosa mai successa in Aula? fa semplicemente finta che una spiegazione non sia dovuta?
    Domani la quinta puntata.

    Cremona 25 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • GIUSTIZIA DI FERRO – CINQUE
    Sul processo Iori potrei scrivere un libro, trovassi l’editore, e senza dover inventare nulla, da che riporto solo ciò che ho visto in Aula e documenti ufficiali, con l’inevitabile speranza, che i processi da Corte d’Assise si facciano ben diversi da questo, secondo le regole che il codice sembra suggerire, la principale il rispetto dei tempi e la consecutio, cioè prima le prove e poi la decisione, non il contrario, tra tutti i motivi il più evidente: i processi sarebbero inutili. Come vorrebbero i commentatori che fin dall’inizio hanno urlato: Iori all’ergastolo!
    Non stiano questi commentatori a spargere insulti e sospetti, non sapevo nemmeno esistesse Iori prima del processo, certo che mi batto per lui ora, ma anche per me e per voi domani, capitasse di morire male a una persona con cui non abbiamo rapporti cordiali…..
    Ma andiamo avanti con la memoria dell’Accusa, depositata in cancelleria, se vi interessa controllarmi:
    “Dopo aver stordito Claudia (tornate al pezzo di ieri: 50 pastiglie o gocce corrispondenti di Xanax nell’aperitivo senza che lei ci facesse caso, n.d.r.), lo Iori si mise i guanti ed iniziò la sua opera: prima di tutto, una volta rimosso il coperchio del quadro elettrico, tolse la corrente elettrica (per vederci meglio, immagino, tra le 21,30/22,30 n.d.r.) cercò e trovò la copia della lettera scrittagli da Claudia. Fece bere a Livia (come diavolo avrà fatto, oltretutto difficile la bimba non abbia strillato vedendo che succedeva alla madre, n.d.r.) parte dello Xanax rimastogli, ponendola nel lettino, quindi trascinò Claudia sul suo giaciglio: in tal mentre ella vomitò ed un rivolo di vomito cade sul letto (notare il tempismo dell’Accusa, era già sul posto a controllare il fatto mentre si svolgeva, n.d.r), dopodiché, probabilmente (ah, la poesia, didattica, di questi probabilmente! n.d.r.), fece trangugiare altro Xanax a Claudia, profittando della sua semi incoscienza (mi perdonerai, caro lettore, questa digressione un po’ lunga. A che serve altro Xanax se il primo ha già operato, e come fai, anche se in gocce, a farlo bere a una semi incosciente, se non con una cannuccia, per non farla soffocare, e allora resterebbero i segni, n.d.r.). Il fatto che nel vomito rinvenuto sul letto non vi fossero tracce di alprazolam è un elemento che porta a propendere per un’assunzione di Xanax in forma liquida anche in precedenza all’ingestione del cibo in parte vomitato da Claudia. Lo Iori, quindi, assemblò i fornelli, innestandovi le bombole, mettendone una o due in ciascuno dei sacchi che chiuse attorno alle teste delle sue vittime, adoperando nastro adesivo o dei lacci ( che non hanno ovviamente lasciato segni! n.d.r.), come aveva letto su internet esser stato fatto da un suicida (qui, lettore anche il più ostile alla mia tesi, che cioè il processo non ha mostrato prove degne di tale nome, ammetterai che l’Accusa sorpassa ogni limite: un medico ha bisogno di leggere internet per sapere che puoi uccidere in questo modo? n.d.r.). La morte, di certo, intervenne pietosa e rapidissima (fosse così, il gas sarebbe rimasto solo nei tessuti vicini alla testa, invece che diffuso in tutto il corpo come ha rilevato l’autopsia, come può confermare qualsiasi medico, n.d.r.), e lo stato di soffocamento indusse un copioso vomito nella bambina. Forse lo Iori lasciò volutamente una compressa integra sul lettino di Livia, magari dopo avergliela passata sulla bocca o la lasciò sul lettino, per rafforzare la messa in scena.”
    La messa in scena, caro lettore, l’ha scritta l’Accusa, e lo puoi saper per certo leggendo i verbali concordi dei periti di tutte le parti: la pastiglia fu realmente ingerita da Livia, e da chi può aver accettato, aveva due anni, una pastiglia, puoi ben immaginarlo, e i periti han trovato i pezzettini corrosi dai liquidi gastrici, non la pastiglia intera!
    Ma ti rendi conto, caro lettore il più maldisposto verso ciò che scrivo, che tutto quanto scritto dall’Accusa e usato dalla Corte per la condanna, non è stato minimamente detto e quindi nemmeno esaminato in Aula, dove per legge si DEVE formare la prova, e comunque è credibile solo a uno che vede gli asini volare e che ciò nonostante è servito a ordinare un ergastolo?

    Cremona 26 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info