Un commento

Iori: "Sono innocente, assolvetemi Altrimenti in carcere muoio"

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Foto Francesco Sessa

E’ attesa per il primo pomeriggio la sentenza nei confronti di Maurizio Iori, 52 anni, l’ex primario di Oculistica dell’ospedale di Crema accusato dell’omicidio dell’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e della loro figlia Livia, di due anni, trovate cadaveri la mattina del 21 luglio del 2011 nel loro appartamento di via Dogali.

IORI: “SONO A POSTO CON LA MIA COSCIENZA. E’ GIUSTO CHE MI ASSOLVIATE”

Dopo le repliche delle parti, Iori ha reso le sue ultime dichiarazioni spontanee prima che la corte, presieduta dal giudice Pio Massa, a latere il giudice Pierpaolo Beluzzi e i giudici popolari, si ritirasse in camera di consiglio per il verdetto.
“La sera della tragedia, alla quale io sono estraneo”, ha detto il medico, per la prima volta commosso, “ha portato via da questa vita Claudia e Livia, provocando dolore e disperazione in tante persone, ma soprattutto a me che ho perso la mia bambina. Poi sono stato sbattuto in galera. In tutto questo tempo sono stato strappato alla vita. Anche io sono credente e quello mi ha aiutato”. “Sono innocente”, ha detto l’imputato, “e sono a posto con la mia coscienza. Ho dormito tutte le notti”. “Tutti i miei bambini”, ha continuato, citando i nomi di tutti i suoi figli, Livia compresa, “sono la meraviglia della mia vita. Ero felicissimo. Ho una moglie che amo e una mamma meravigliosa”. “E’ giusto che mi assolviate”, ha concluso.

LE REPLICHE DEL PM: “DOVETE CERCARE LA VERITA'”

Il pm Celentano

“Dovete cercare la verità”, ha detto alla corte il pm Aldo Celentano nelle repliche. “Il comportamento di Iori è stato quello di una persona che temeva che la verità fosse accertata”. Il pm si è poi riferito all’ultima tesi del difensore Cesare Gualazzini che nella sua arringa finale aveva parlato di una Ornesi che ha inscenato un suicidio dimostrativo per “vendicarsi del padre snaturato”. “Una Ornesi”, ha raccontato Celentano, “che secondo la difesa non è stata capace non solo di laurearsi e di sposarsi, ma nemmeno di inscenare un finto suicidio per poi godersi la vendetta”. “Vorrei che questo processo”, ha concluso, desse la capacità a tutti di avere fiducia nella giustizia”.

LA PARTE CIVILE ALLA CORTE: “CERCATE LA RISPOSTA NEI FATTI E NON NELLE INVENZIONI”

Gli avvocati di parte civile Pagliari e Severgnini

“Dovete giudicare dagli elementi emersi durante il dibattimento”, è stato l’appello alla corte della parte civile. Gli avvocati Eleonora Pagliari e Marco Servergnini si sono detti “sicuri che la risposta sarà ricercata nei fatti e non nelle invenzioni”. “Una difesa fantasiosa”, hanno definito i due legali la tesi dei colleghi Cesare Gualazzini e Marco Giusto, “in quanto a processo non sono emersi elementi tali da poter suffragare queste tesi”.

L’AVVOCATO GIUSTO: “CONTRO IORI FORZATI GLI ELEMENTI DI PROVA. NON C’E’ MOVENTE”

“A carico di Iori”, ha invece sostenuto l’avvocato della difesa Giusto, “sono stati forzati gli elementi di prova”. “Iori”, ha continuato il legale, “è una persona negativa e quindi deve essere per forza colpevole”. L’avvocato della difesa ha sottolineato “l’assenza di movente”. “Si tratta di mere ipotesi dell’accusa, così come la falsità delle dichiarazioni della famiglia Ornesi sulle chiavi”. “Iori non le aveva”, ha ribadito Giusto, “la porta è stata chiusa dall’interno e può essere stata chiusa solo dalla Ornesi”. “Come avrebbe fatto, poi, l’imputato”, si è chiesto il legale, “a propinare un quantitativo così ingente di Xanax ?. Iori deve essere assolto”.

L’AVVOCATO GUALAZZINI ALLA CORTE: “L’ACCUSA VI CHIEDE DI EMETTERE UNA CONDANNA A MORTE. VOI SEPPELLITE A VITA UNA PERSONA IN UN CARCERE”

“Claudia Ornesi aveva intenzione di fare una sceneggiata a scopo vendicativo poi finita tragicamente. Non voleva morire, solo far apparire Iori come il mascalzone di Crema”. Lo ha ricordato nelle repliche l’avvocato Cesare Gualazzini, che si è rivolto alla corte: “l’accusa vi chiede di emettere una condanna a morte, perché se Iori sarà condannato non ci arriva vivo all’appello. Voi seppellite a vita una persona in un carcere. Iori sta vivendo in una condizione in cui gli animalisti non consentirebbero neanche di allevare i polli. Per la famiglia Ornesi, Iori deve essere morto e rovinato anche economicamente”. “Il movente non c’è”, ha ribadito Gualazzini, “le prove non ci sono. Questo è un singolarissimo omicidio, è fantascienza giudiziaria”.

LE RICHIESTE DELLE PARTI E LE RICOSTRUZIONI DEI FATTI

Claudia Ornesi e Livia

Per l’imputato, il pm Aldo Celentano ha chiesto la condanna all’ergastolo e due anni di isolamento diurno, mentre la parte civile, rappresentata dagli avvocati Eleonora Pagliari e Marco Severgnini, ha chiesto un risarcimento di otto milioni di euro per la famiglia Ornesi. Gli avvocati della difesa Cesare Gualazzini e Marco Giusto hanno invece chiesto l’assoluzione.

Per l’accusa e per la parte civile, la sera del delitto il medico avrebbe cenato a casa della Ornesi, dopodichè avrebbe sedato madre e figlia con lo Xanax, probabilmente in gocce, e poi le avrebbe uccise facendo respirare alle vittime il gas butano contenuto nelle quattro bombole da campeggio da egli stesso acquistate.  Per inscenare il suicidio avrebbe messo dieci blister di Xanax sul tavolo dell’ingresso, cancellato le impronte, staccato la corrente e infine avrebbe gettato via tutto, compresa la spazzatura con i residui del cibo. Per Iori, già divorziato e padre di due figli (sposato in seconde nozze con Laura Arcaini, che gli ha dato un’altra figlia), Livia era “un inciampo”. Lei e la madre dovevano rimanere nell’ombra. Per l’accusa, la lettera scritta dalla Ornesi e consegnata a Iori il 12 luglio del 2011 è il movente del duplice delitto. Nella lettera la Ornesi chiedeva al medico di fare il padre, chiedendo per Livia un riconoscimento sociale a tutela dei diritti della figlia.

Completamente diversa la visione dei fatti raccontata dalla difesa. Per l’avvocato Giusto, quella sera la Ornesi sarebbe venuta “malauguratamente” a conoscenza per bocca dello stesso Iori del fatto che lui si era risposato. Una notizia che l’avrebbe scossa a tal punto da decidere di mettere in atto il suicidio, uccidendo prima la figlia e poi se stessa.

Un terzo punto di vista lo ha fornito l’altro difensore, l’avvocato Cesare Gualazzini, secondo il quale Claudia, venuta a conoscenza del secondo matrimonio di Iori, avrebbe deciso di vendicarsi. Con le pastiglie di Xanax avute da un amico tossicodipendente e  le bombole di gas comprate da Iori (per garantire alla figlia una corretta alimentazione in vacanza) avrebbe inscenato un finto suicidio per lei e per la figlia. Tutto perchè qualcuno le trovasse l’indomani in quello stato e far così ricadere la colpa sul medico. Non voleva morire, ma non sapeva che l’azione combinata del gas e del farmaco era mortale. Sia lei che la figlia, per Gualazzini, sarebbero morte per un errore della Ornesi che voleva solo farla pagare all’ex compagno.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • STORIA DELLA COLONNA INFAME
    E’ un classico d’ogni civiltà: i barbari sono gli altri, e se per caso l’abbian fatto noi, era molto tempo fa, proprio come Manzoni scrive un ponderoso testo sulla malagiustizia del “600, mentre quella dell’800 era similperfetta…
    Il processo a Maurizio Iori naturalmente non si svolge a Cremona, o se si svolge non è come dico io, lo descrivono meglio quei signori che si chiamano giornalisti perché son riusciti a trovare chi paga quel che scrivono. Se devo riassumere, in un Paese che rispetti le regole che s’è volontariamente scritto, non doveva nemmeno iniziare, come stando attenta a non stropicciarsi l’ermellino ha confermato la Cassazione.
    Iori, su indicazione degli Ornesi, è imputato dalla scoperta dei corpi, però glielo dicono un mese dopo: nel frattempo lo interrogano, registrano le telefonate comprese col difensore, perquisiscono il condominio, e lo arrestano prima di aver terminato le perizie, una bazzecola, autopsia compresa. Perché è diventato un assassino? Il movente regge ancora oggi (!), per evitare si parlasse della sua relazione. Un vero combina pasticci: avrebbe dovuto completare l’opera sterminando l’intera famiglia dell’amante e facendo credere che s’era trasferita su un’isoletta sperduta dell’Oceano Pacifico.
    Adesso faccio il ladro, prendo l’ultimo articolo, è di Pier Giorgio Ruggeri dell’Inviato on line di Roberto Bettinelli, ma uno vale l’altro, sono identici, cambia la testata, perfino il Corriere della Sera, li vedo in Aula prendere appunti, soprattutto dall’Accusa, e oplà, il lettore è informato. Difatti tutti quelli con cui parlo, tanti, han condannato Iori prima della sentenza. E ci credo, sentite la presentazione di Ruggeri: a) il pubblico ministero Aldo Celentano, con una requisitoria di oltre sei ore, ha minuziosamente demolito l’immagine di Maurizio Iori, ricostruendo ogni dettaglio della sera della tragedia b) secondo la parte civile la causa scatenante della follia omicida di Iori è stata la lettera con la quale Claudia annunciava di non voler più stare nell’ombra. Ma anche il fatto che, saputo del matrimonio di Iori con Laura, aveva deciso di non concedersi più al medico c) ben diverse le arringhe dei due difensori, secondo i quali Iori è innocente.
    Senz’altro avete capito tutto, anche senza perdere tempo a leggere il resto, ma il pessimo di questo processo è che la Corte ha consentito di farlo, e quando il Presidente è intervenuto, è intervenuto regolarmente a fianco dell’Accusa. Nonostante la Difesa l’abbia platealmente sottolineato, nemmeno s’è accorto, convocata la seconda volta la sorella a testimoniare sulle chiavi, la prima avesse raccontato il falso.
    Non sto a ripeterti, caro lettore, tutto il certo che t’ho scritto decine di volte, da ritenere impossibile succeda in un Palazzo di Giustizia, nemmeno se sei lì e incredulo vedi tutto, solo la novità, che l’Accusa s’è tenuta tutta per sé, alla faccia della prova che deve formarsi in Aula, e che ha scritto nella memoria consegnata alla Giuria a fine processo, forse si vergognava a recitarla in pubblico, e spiattellata a Ruggeri che l’ha scritta: “ha intontito le due donne con lo Xanax (come abbia fatto, Accusa e Parte civile non l’han mai detto, n.d.r.). Poi ha preso un sacchetto di plastica, l’ha infilato in testa alla bambina, le ha fatto respirare il gas e l’ha uccisa. Quindi, ha fatto la stessa cosa con la madre.”
    Per questioni di riuscita del piano, prima elimina la bambina di due anni, poi la madre. Neanche la certezza del ridicolo li trattiene, PM e Ruggeri, dallo scrivere ste robacce.
    Come finisce? Il match è definibile con chiarezza: volontà contro ragione!

    Cremona 18 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info