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Frode al fisco: oltre a confisca, tre anni di sorveglianza speciale

ferrari

Per oltre dieci anni Luigi Spagnuolo, ex macellatore di Spino d’Adda, ha organizzato e gestito un’ingente frode fiscale accumulando uno smisurato patrimonio e ora il tribunale di Cremona lo ha giudicato persona “socialmente pericolosa”, condannandolo a tre anni di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e ordinando la confisca di tutti i suoi beni.
La sentenza emessa in questi giorni dalla sezione misure di prevenzione conclude un procedimento giurisdizionale diverso e parallelo rispetto a quello penale avviato meno di un anno fa secondo la procedura del codice antimafia e delle misure di prevenzione che colpisce, sotto il profilo personale e patrimoniale, le persone abitualmente dedite alla commissione di reati.
Con la misura della sorveglianza speciale il tribunale di Cremona ha imposto a Spagnuolo il divieto di allontanarsi dalla propria dimora senza informare l’autorità di pubblica sicurezza, oltre a tutta un’altra serie di prescrizioni quali la ricerca di un lavoro, il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione nelle ore notturne e l’obbligo di condurre una vita che non dia adito a sospetti.
La sentenza ha disposto anche la confisca di tutti i suoi beni, tra i quali un’azienda agricola con 17 terreni e vigneti del valore di 7,5 milioni di euro, un allevamento di cavalli, 7 immobili, tre lussuosi bar nel centro di Lodi, una collezione d’auto d’epoca, diverse autovetture di lusso, tra le quali Ferrari e Porsche, uno yacht Riva di 28 metri di lunghezza del valore di quasi 5 milioni di euro, 3 posti-barca nel porto di Genova del valore di 1,2 milioni di euro.
Tutto nasce dall’indagine “Odisseo” del nucleo di polizia tributaria di Cremona, coordinata dalla procura della Repubblica di Crema, con la quale è stata smantellata un’organizzazione criminale che in poco più di dieci anni ha sottratto al fisco decine di milioni di euro di Iva.
Le indagini, avviate alla fine del 2010 e culminate con il sequestro di beni per circa 25 milioni di euro, hanno convinto i giudici che Spagnuolo, a capo di un’organizzazione che da Lodi affittava la manodopera di circa 800 lavoratori per un giro d’affari di 200 milioni di euro, da tempo viveva con i proventi del reato di frode fiscale.
L’organizzazione infatti operava attraverso una filiera di decine di società cooperative e di consorzi dando luogo ad un vorticoso giro di fatture false per oltre 600 milioni di euro il cui scopo era quello di sottrarre al fisco le imposte dovute, soprattutto Iva e quantificate in circa 40 milioni di euro.
Contemporaneamente agli accertamenti fiscali i finanzieri di Cremona hanno avviato indagini più propriamente di polizia per segnalare all’autorità giudiziaria la sproporzione tra il lussuoso tenore di vita dell’imprenditore e i redditi dichiarati.
È stato provato così che questi poteva, ogni mese, prelevare dai conti correnti delle società del gruppo più di 200.000 euro in contanti e far fronte a canoni di leasing per oltre 50.000 euro, oppure acquistare uno Yacht da 5 milioni di euro senza di fatto mai utilizzarlo o ancora intestare bar lussuosi e autovetture Ferrari a parenti e prestanome.
Ciò ha consentito di colpire la condotta di frode fiscale anche con lo strumento giuridico delle misure di prevenzione il cui scopo è proprio quello di aggredire i patrimoni della criminalità economica sulla base della sproporzione del tenore di vita rispetto al reddito dichiarato.
Questa procedura, la cui tempistica è peraltro molto breve, impone al responsabile di provare la legittima provenienza dei beni di cui dispone, indipendentemente dal fatto che per essi gli investigatori abbiano o meno dimostrato l’origine illecita. La sentenza ha colpito anche i beni acquisiti in leasing poichè le società finanziarie non hanno dimostrato di aver stipulato i contratti verificando adeguatamente le possibilità economiche del cliente.
È il primo caso in cui un evasore fiscale viene ritenuto socialmente pericoloso alla stregua dei responsabili di reati comuni e colpito nel patrimonio illecitamente accumulato. In questi giorni si sono concluse anche le indagini preliminari del processo penale radicato presso il tribunale di Crema.

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Commenti
  • MARIO

    Complimenti……………tutti bravi……….!

  • Anarchiste

    Della serie “non ti arresto, ma ti tengo d’occhio”…..
    poi a noi comuni mortali arrivano chili di cartelle da Equitalia se non paghiamo il canone Rai…..

    • franco

      a perchè si deve pagare perforza il canone? io pensavo fosse a discrezione…