Cronaca
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Caos Giunta, gli assessori tacciono parlano le opposizioni Magnoli (Pd): 'Al pettine i nodi di 4 anni' 5 Stelle: 'Ora si prendono a schiaffi?'

Centrodestra al capolinea a Cremona? Comune capoluogo e Provincia, da quattro anni governati dalla stessa area politica, praticamente non si parlano. L’esempio è il Museo del Violino, ma ce ne potrebbero essere altri, condensati in una frase uscita da esponenti di maggioranza in Provincia durante l’ultima commissione Affari istituzionali sullo statuto della fondazione MdV. “Sarebbe ora che il Comune si comportasse da capoluogo”, è stato detto. Il Comune, appunto dove Roberto Nolli ha riempito una pagina del quotidiano locale accusando alcuni colleghi di non essere capaci di svolgere il proprio ruolo.
In Comune nessuno parla dopo le bordate dell’assessore al Bilancio. Gli assessori coinvolti nella vicenda, anche senza nomi e cognomi, sono propensi ad aspettare il ritorno del sindaco Perri che – secondo le indiscrezioni – avrebbe approfittato del periodo di vacanza pasquale per prendersi un momento di riflessione. Sicuramente nella prossima seduta Giunta ‘voleranno i coltelli’. In più, il 5 aprile Malvezzi ha annunciato di volersi dimettere. E se per le deleghe Perri potrebbe decidere di mantenerle temporaneamente in capo al primo cittadino, per la carica di vicesindaco la partita è tesissima. Se il dubbio era Amore o Nolli probabilmente, dopo le uscite dell’assessore al Bilancio, la porta è spalancata per quello ai Servizi Sociali. Non senza polemiche interne. “Le ultime di Nolli – commenta Luca Rossi, coordinatore provinciale del Pdl – sono il campanello d’allarme per la maggioranza che dopo Pasqua si deve fermare e confrontare per ripartire azzerando le tensioni”.

MAGNOLI (PD): ‘AL PETTINE I NODI DI QUATTRO ANNI FA’

Il Patto di Stabilità sta spietatamente mettendo a nudo le debolezze di una maggioranza già chiare fin dall’inizio del mandato. E’ questa l’opinione del segretario del maggiore partito di opposizione, il Pd di Titta Magnoli, a cui abbiamo chiesto una valutazione dei principali eventi che stanno caratterizzando il clima politico amministrativo locale.

Prendiamo la questione più scottante. Le accuse della Corte dei Conti di danno erariale per la stabilizzazione di 32 lavoratori precari violando i patti del Patto di Stabilità. “Il problema qui non sta nel contenuto, nella materia, ma nella scelta amministrativa di procedere comunque a quelle assunzioni”. Il cui percorso era stato iniziato dalla precedente giunta di centrosinistra. “Per l’appunto, ci sarà pure stato un motivo se poi le assunzioni non sono state fatte. Ma non voglio buttare la croce addosso a Perri. Qui c’era una scelta tecnica da fare e la giunta è stata mal consigliata. Ma c’è anche un’altra cosa. Non mi piacciono i toni di contestazione nei confronti della magistratura che si stanno creando, non appartiene alla nostra cultura andare fuori dal Tribunale di Milano a manifestare. La democrazia è separazione dei poteri, sia che se ne condividano i giudizi, sia che non li si condivida”.

Al contrario, sia l’assessore Ceraso sia il responsabile del personale Segalini  hanno dichiarato di voler creare un clima “favorevole” in vista della sentenza del 22 maggio. “E’ proprio questo che ritengo sbagliato, non si devono creare climi di un certo tipo quando c’è di mezzo un giudizio. Resta il fatto che una eventuale condanna per danno erariale è una cosa che ti trascini dietro politicamente per tutta la vita”.

Veniamo alla Guardia di Finanza che va in Comune per vedere i conti del festival di mezza estate. “Le nostre valutazioni politiche sulle varie manifestazioni le abbiamo sempre fatte. Andate a cercare gli interventi critici del Pd sul criterio con cui sono stati organizzate le politiche culturali: ce ne sono a centinaia. In qualche caso l’abbiamo pure detto che prima o poi sarebbe arrivata la Finanza. La mia idea è che un’amministrazione pubblica debba ricorrere all’aiuto dei privati solo quando non vi siano assolutamente al proprio interno forze in grado di svolgere quel compito”.

Veniamo al giudizio politico sulla giunta Perri. “La valutazione è pessima. C’è alta conflittualità, bassa progettualità, non si capisce che idea abbiano di città. I problemi che hanno adesso era visibili già quattro anni fa, si pensi a come si erano divisi sulla candidatura di Pasquali. I nodi sono venuti al pettine all’inizio del quarto anno e adesso la stanchezza sta facendo brutti scherzi. Ci sono tre ‘gambe’ importanti su cui riorganizzare le attività e questa giunta non sta facendo nulla. Primo, il welfare. Su questa partita si sono limitati a gestire quanto costruito da Maura Ruggeri nella passata amministrazione, provando a cambiarlo, senza riuscirci. Secondo: politiche culturali. Si sono basati solo sugli eventi. Il museo del Violino è cresciuto, ma non è mai stato metabolizzato politicamente. Terzo: il tema ambientale. Cremona è una delle città messe peggio, una delle più inquinate, una delle più povere. Su questo come su altri temi (vedi commercio e attività produttive che chiudono) si sono limitati a negare i fatti, così come hanno negato per anni la crisi del commercio e dell’artigianato”.

Anche il Pd però è mosso da lotte interne, ad esempio sulle opposte valutazioni di Mondomusica New York da parte di Caterina Ruggeri e Andrea Virgilio. “Qui non c’entra tanto la politica, quanto il giudizio delle forze in campo. La manifestazione è riuscita bene o male? Mi pare che sia il mondo liutario che esprime delle opinioni, non la politica.Personalmente non amo cavalcare una protesta già in atto, ma se un consigliere comunale si vuole fare interprete del malumore di una categoria o associazione, non vedo nulla di male”.

Poteri economici  e politica, questo il problema. “Guardi – conclude Magnoli – al di là della dialettica interna ad un partito – che per questo è un partito vero – qui o si trova un modello di governo della città condiviso da forze economiche, politiche e sociali, oppure regaleremo la città ai grillini”.

AGLIO (5 STELLE): ‘PERRI, IL NON POLITICO SCHIACCIATO DAI PARTITI’

“Io ho votato Perri alle scorse amministrative – esordisce Michele Aglio del Movimento 5 Stelle – Era il garante della non politica. E’ rimasto schiacciato dai dinosauri dei partiti. Così si spiegano le affermazioni choc di Nolli dopo le quali ci manca solo che si prendano a schiaffi”.

“E’ venuto meno il collante politico che era Malvezzi – continua il grillino – Aveva spalle larghe con il sostegno di Cl e raccoglieva voti trasversali. Ora, senza di lui, le contraddizioni all’interno della Giunta, sono più che evidenti. Ora spero che il sindaco faccia un rimpasto e che poi lasci la poltrona con dignità alla scadenza del mandato”.

“Sugli assessori – conclude Aglio – posso dire che dieci sono troppi. Ne bastano quattro perché dietro ci sono i dirigenti. Sei assessori in meno sono cinque vigili in più”.

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