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Iori a processo per truffa all'ospedale, tutto da rifare

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foto Sessa

E’ da rifare il processo per truffa aggravata ai danni dell’Azienda ospedaliera di Crema contro Maurizio Iori, l’ex primario di Oculistica condannato in primo grado al carcere a vita e a due anni di isolamento diurno per il duplice omicidio premeditato della compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e della loro figlioletta Livia, di due anni, uccise nel loro appartamento di via Dogali a Crema la sera del 20 luglio del 2011. Il procedimento è arrivato davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi (lo stesso magistrato che insieme al presidente Pio Massa e ai giudici popolari componeva la corte d’assise che ha condannato Iori all’ergastolo) dopo un decreto di citazione diretta a giudizio. L’aggravante della truffa, però, impone il passaggio in udienza preliminare, passaggio che in questo caso è stato saltato. A questo punto il giudice ha fatto un passo indietro: ha restituito gli atti al pm che una volta fissata l’udienza preliminare dovrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio davanti al gup.

Questa mattina in udienza Maurizio Iori non era presente. C’erano i suoi nuovi legali, gli avvocati Michele Bontempi ed Elena Frigo, del foro di Brescia, subentrati ai precedenti difensori, gli avvocati Cesare Gualazzini e Marco Giusto. Bontempi e Frigo, prima che il giudice decidesse di restituire gli atti al pm, hanno sollevato un’eccezione che Beluzzi ha poi respinto. I legali chiedevano in sostanza la nullità del decreto di citazione emesso il 29 agosto del 2012 a Crema a causa della mancata notifica del passaggio del procedimento dal tribunale di Crema a quello di Cremona, essendo avvenuto l’accorpamento dei due palazzi di giustizia.

In questo processo, Iori è accusato di aver timbrato la scheda magnetica dell’ospedale, attestando “falsamente la propria presenza in ufficio”. In questo modo avrebbe truffato l’ospedale, “procurandosi un ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla retribuzione indebitamente percepita per il periodo di tempo durante il quale si era allontanato”. L’attività di riscontro è stata effettuata incrociando i dati degli ingressi e delle uscite dall’ospedale, i tabulati telefonici e le tracce del telepass dell’auto che il medico aveva in uso. Gli inquirenti hanno così potuto accertare che dal primo gennaio del 2011 fino alla data dell’arresto (14 ottobre del 2011) per il duplice omicidio della compagna e della figlia, “in ben 13 occasioni egli si trovava in luoghi diversi, anche ad una notevole distanza da Crema, mentre risultava in servizio e presente all’interno dell’ospedale di Crema. Tale circostanza dimostra che il 16 luglio del 2011, anche se Maurizio Iori risultava presente all’interno dell’ospedale dalle 07.22 alle 17.54, si era tranquillamente potuto recare a Carugate e Pieve Fissiraga ad effettuare gli acquisti” che gli servivano per preparare il delitto.

Nel procedimento per truffa, l’ospedale si costituirà parte civile attraverso l’avvocato Gian Pietro Gennari. “L’ex primario  – si legge nel documento a suo tempo diramato dalla direzione ospedaliera – avrebbe in più circostanze documentato una falsa presenza in servizio, procurandosi così un ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla retribuzione indebitamente percepita per il periodo di tempo durante il quale si era allontanato dal servizio. Riteniamo, di conseguenza, che l’Azienda, in qualità di soggetto offeso dal reato, debba costituirsi parte civile nel processo penale al fine di rivendicare il risarcimento per il danno diretto subito, nonchè per il danno da immagine derivante dalla vicenda”. Nel febbraio scorso Iori era stato licenziato dall’ospedale per giusta causa. Per il duplice omicidio di compagna e figlia, lo scorso 18 gennaio la corte d’Assise di Cremona, come risarcimento danni per le parti civili, aveva condannato il medico a versare una provvisionale di 400mila euro alla madre e 200mila alla sorella della Ornesi. A Iori è stata tolta la patria potestà sugli altri tre figli, due avuti dalla prima moglie, e una terza dalla donna che ha sposato dopo la fine della relazione con Claudia.

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