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Taglio a servizi e stipendi, protestano i lavoratori Inps

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Anche i dipendenti dell’Inps di Cremona partecipano alla manifestazione nazionale di protesta in corso da inizio mese contro i previsti provvedimenti del Governo, ritenuti vessatori nei loro confronti e considerato un vero e proprio attacco contro la previdenza pubblica, a vantaggio degli operatori privati. Gli uffici di piazza Cadorna sono rimasti chiusi questa mattina fino a mezzogiorno, per assemblea del personale. Poi a mezzogiorno sono stati aperti, mentre molti utenti si accalcavano per poter entrare. Alle finestre del palasso erano statoi affissi striscioni, al pari di quello che stanno facendo molti lavoratori Inps da giorni in tutte le sedi italiane.

Al centro della protesta ci sono le previste riforme legislative che richiedono all’Inps 532 milioni di euro all’anno di risparmi, che equivalgono al 50% delle spese di funzionamento. Per raggiungere questi risparmi il Ministero dell’Economia vuole imporre all’Istituto la decurtazione di 300 euro mensili dalla retribuzione di ciascun dipendente, rifiutando il piano economico presentato dall’ente di previdenza. Ma gli impiegati lamentano anche il progressivo svuotamento delle loro funzioni, con riduzione dei servizi ai contribuenti, sempre più affidati ai patronati, ai caaf, a volte direttamente ai commercialisti con spese a carico del contribuente.  “Adesso – spiega un membro della rsu cremonese –  i soldi li vanno a prendere dai salari dei dipendenti, dopo aver eliminato l’erogazione di alcuni servizi che in precedenza l’Inps erogava, come la compilazione del 730, o l’invio a casa del Cud, cosa che ha provocato molti disagi”. Tutti tagli che secondo il Governo consentono un risparmio di spese di gestione, per la copertura di altri provvedimenti di legge che, secondo i sindacati, dovrebbero essere coperti dalla fiscalità generale.

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Commenti
  • sandra

    Dopo decenni di vacche grasse nei quali il posto all’ Inps era un privilegio , quasi meglio del posto in banca , con trattamento pensionistico , dopo i fatidici 35 anni , addirittura superiore all ‘ ultima retribuzione in busta paga….dopo le vacche grasse , arriva quslche sacrificio , tuttosommato contenuto, anche per i dipendenti Inps.
    Non piangete e non schiamazzate troppo , figlioli , perché chiunque abbia avuto a che fare con voi agli sportelli , magari quelli del famigerato Inpdap , sa che il servizio non sempre era al top.
    E non lo è neppure oggi. Grazie a Mastrapasqua ma non solo.
    E comunque la quasi totalità di chi lavora sta molto , molto peggio di voi.

    • concordo in pieno con sandra..
      son abituati troppo bene in questi enti.
      io cmq i tagli li farei soprattutto nelle “alte sfere”,visto che guadagnano come un genneral manager di un industria privata.con la differenza che qui,chi sbaglia non paga..anzi,magari viene pure promosso!

      • ansaldo

        niente da dire sul comportamento dei dipendenti INPDAP eccetto una impiegata piu’ presnete lalla macchinetta del caffe’ che in ufficio. Mentre quelli di Roma li manderei a casa tutti. Tu puoi inviare email manco ti cagano, anche quando non ti accreditano la pensione. Ora passo avanti con denunce vediamo come va a finire, spero che almeno uno paghi gli errori che ha commesso creandomi grossi problemi. Amen.