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Timbrò il cartellino ma era assente: rinvio a giudizio per Maurizio Iori

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L'avvocato Gennari

Truffa ai danni dell’ospedale di Crema. Il giudice per l’udienza preliminare Letizia Plate’ ha rinviato a giudizio Maurizio Iori, l’ex primario del reparto di Oculistica dell’ospedale di Crema condannato in primo grado all’ergastolo e a due anni di isolamento diurno per il duplice omicidio premeditato della compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e della loro figlioletta Livia, di due anni, uccise nel loro appartamento di via Dogali a Crema la sera del 20 luglio del 2011. Nel procedimento per truffa, l’ospedale è parte civile attraverso l’avvocato Gian Pietro Gennari. “L’ex primario  – si legge nel documento a suo tempo diramato dalla direzione ospedaliera – avrebbe in più circostanze documentato una falsa presenza in servizio, procurandosi così un ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla retribuzione indebitamente percepita per il periodo di tempo durante il quale si era allontanato dal servizio. Riteniamo, di conseguenza, che l’Azienda, in qualità di soggetto offeso dal reato, debba costituirsi parte civile nel processo penale al fine di rivendicare il risarcimento per il danno diretto subito, nonchè per il danno da immagine derivante dalla vicenda”. Nel febbraio dell’anno scorso  Iori era stato licenziato dall’ospedale per giusta causa. Oggi, in aula, gli avvocati della difesa, i legali Elena Frigo e Michele Bontempi, hanno chiesto il non doversi procedere, sostenendo che Iori, nella sua funzione di direttore pro tempore di una struttura complessa, non aveva l’obbligo di firmare il cartellino. In questo processo, che comincerà il prossimo 11 giugno, Iori è accusato di aver timbrato la scheda magnetica dell’ospedale, attestando “falsamente la propria presenza in ufficio”. L’attività di riscontro è stata effettuata incrociando i dati degli ingressi e delle uscite dall’ospedale, i tabulati telefonici e le tracce del telepass dell’auto che il medico aveva in uso. Gli inquirenti hanno così potuto accertare che dal primo gennaio del 2011 fino alla data dell’arresto (14 ottobre del 2011) per il duplice omicidio della compagna e della figlia, “in ben 13 occasioni egli si trovava in luoghi diversi, anche ad una notevole distanza da Crema, mentre risultava in servizio e presente all’interno dell’ospedale di Crema. Tale circostanza dimostra che il 16 luglio del 2011, anche se Maurizio Iori risultava presente all’interno dell’ospedale dalle 07.22 alle 17.54, si era tranquillamente potuto recare a Carugate e Pieve Fissiraga ad effettuare gli acquisti” che gli servivano per preparare il delitto. Per il duplice omicidio di compagna e figlia, il 18 gennaio del 2013 la corte d’Assise di Cremona, come risarcimento danni per le parti civili, aveva condannato il medico a versare una provvisionale di 400mila euro alla madre e 200mila alla sorella della Ornesi. A Iori è stata tolta la patria potestà sugli altri tre figli, due avuti dalla prima moglie, e una terza dalla donna che ha sposato dopo la fine della relazione con Claudia.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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