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Rifiuti sotto la Paullese Interrogatori di garanzia

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Si è svolto nella mattinata di martedì l’interrogatorio di garanzia relativo alla vicenda degli appalti truccati, che riguarda anche il tratto di Paullese della zona di Monte Cremasco e che ha visto finire in manette l’imprenditore Mariano Gaburri e il funzionario della Provincia Pietro Bondoni (ora agli arresti domiciliari) per mano dei carabinieri del Noe di Roma.

Durante l’interrogatorio davanti al gup Cesare Bonamartini, Gaburri ha risposto per un’ora alle domande, cercando di chiarire la propria posizione e di smontare l’accusa. Bondoni ha invece fatto scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

La vicenda riguarda presunte scorie di fonderia che sarebbero state utilizzate come fondo per costruire importanti arterie stradali nel Bresciano e in Lombardia. I carabinieri del Noe hanno scoperto dopo mesi di accertamenti, che sotto l’asfalto erano nascoste tonnellate di rifiuti non pericolosi. Ad essere ‘contaminate’ sarebbero appunto la Paullese, insieme alla Lenese e la provinciale delle Tre Valli. Secondo quanto emerso dalle indagini, le gare d’appalto per alcuni lavori di riqualificazione e realizzazione della terza corsia della tangenziale Sud non sarebbero stati regolari. Sempre secondo gli investigatori, a concedere l’utilizzo e lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi sarebbe stato il comportamento adottato da funzionari della Provincia di Brescia: in pratica sarebbero state ‘agevolate’ alcune aziende falsificando la documentazione affinché alcune opere apparissero come più urgenti di altre.

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