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Hermes hotel, a Padova i fratelli Catapano patteggiano

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Hanno patteggiato la pena, i due fratelli campani Catapano, nella cui trappola era finito anche Lino Cauzzi, proprietario dell’hotel Hermes di Cremona. Davanti al gip del tribunale di Padova, Giuseppe Catapano ha patteggiato cinque anni di reclusione, mentre il fratello Carmine Vincenzo  tre anni e sei mesi. Un anno fa la Corte di Cassazione aveva annullato i patteggiamenti dei due fratelli (rispettivamente quattro anni e tre anni e quattro mesi di reclusione) concordati nel settembre del 2011. Le accuse erano quelle di associazione per delinquere, truffa e bancarotta. Insieme a loro hanno patteggiato anche gli altri imputati: il consulente aziendale Luca Montanino (per lui tre anni e due mesi di reclusione) e il luogotenente di Catapano Bruno Rizzieri (due anni di reclusione, pena sospesa). Giuseppe Catapano è stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici ed in stato di interdizione legale per la durata della pena, mentre il fratello Carmine Vincenzo e Luca Montanino inderdetti dai pubblici uffici per cinque anni. I due Catapano e lo stesso Montanino non potranno svolgere l’esercizio di un’impresa commerciale per 10 anni. Gli imputati si avvicinavano ad imprenditori in difficoltà economiche, delineando ghiotti progetti di ‘salvataggio’, ma alla fine tutto si risolveva con lo ‘svuotamento’ delle società e con fallimenti ‘pilotati’. Vittima, anche Lino Cauzzi, che a processo, attraverso il suo legale, l’avvocato Giacomo Triolo, era una delle parti civili a cui gli imputati dovranno pagare le spese legali. Gli alberghi che Cauzzi gestiva di fatto gli erano stati ‘scippati’ dai Catapano. Nel 2009 l’omonimo gruppo imprenditoriale fondato da Giuseppe Catapano era stato capace di appropriarsi della gestione degli hotel, lasciando a Cauzzi solamente i debiti; ci era riuscito grazie a promesse e ad un accordo firmato sotto la minaccia di una pistola. Poi era arrivata la denuncia di Cauzzi ai carabinieri e alla guardia di finanza. E nel marzo del 2011 la ‘decapitazione’ della holding imprenditoriale dagli interessi sconfinati (finanza, consulenze, alberghi, editoria e molto altro). Quattordici ordinanze di custodia cautelare grazie alle indagini dei carabinieri di Padova. A maggio, il quindicesimo arresto: in Spagna era stato fermato Carmine Vincenzo Catapano, ritenuto dagli inquirenti la mente finanziaria. Nei confronti degli imputati, il gip di Padova ha inoltre disposto la confisca dei beni personali sottoposti a sequestro preventivo e la confisca di tutti i beni in sequestro. Inoltre ha disposto il sequestro conservativo a garanzia del credito erariale e dei crediti delle parti civili sulle somme di denaro in deposito giudiziario, conferite dagli imputati Montanino (35mila euro) e Rizzieri (15mila euro). La motivazione della sentenza sarà depositata entro trenta giorni.

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