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Imprese schiacciate da pressione fiscale Il 70% dei guadagni se ne va in tasse

Cremona maglia nera per la pressione fiscale: con il 70,9% è tra le dieci città con la più alta tassazione d’Italia, collocandosi al settimo posto nella classifica stilata dall’osservatorio della Cna, che ha misurato e quantificato il peso andando a controllare, una per una, 112 città italiane, cioè tutti i capoluoghi di Provincia e di Regione. Il risultato è il primo “Osservatorio permanente sulla tassazione di artigiani e piccole e medie imprese in 112 Comuni d’Italia”. La città del Torrazzo è passata da una pressione fiscale di 60,6% del 2011 al 70,9% nel 2014, con un incremento del 10,3%.

Sconvolge il dato elaborato dall’Osservatorio, secondo cui per 2/3 dell’anno i cremonesi lavorano per lo Stato. Per le imprese cremonesi il tax freedom day, ossia l’ultimo giorno dell’anno in cui si lavora solo per pagare le tasse, è infatti addirittura il 17 settembre, mentre nel 2011 era il 10 agosto: si è quindi registrato un incremento di 38 giorni di tasse in più da pagare.

Preoccupante anche il dato che evidenzia quanto rimane nelle tasche dei piccoli e medi imprenditori cremonesi dopo il salasso fiscale: soltanto 14.544 euro netti per mantenere la propria famiglia. Meno dello stipendio medio di un lavoratore dipendente. Un reddito che è drasticamente calato in questi ultimi anni (nel 2011 era pari a 19.676 euro), con un calo di 5.132 euro.

Per i poveri artigiani, resta ben poco da mettere nel cassetto, poco più di tre mesi di incassi. Il tax freedom day segna uno spartiacque preciso: fino a quella data precisa si lavorerà solo per pagare tasse e contributi, da un certo momento in poi si inizierà a guadagnare per sé e la propria famiglia. Peccato che in poco più di 10 anni il “termine” si sia spostato sempre più in avanti. Rubando tempo e denaro a chi paga le tasse (come detto, in questo caso, dati e statistiche riguardano le piccole imprese artigiane).

Dati, quelli cremonesi, ben più alti della media nazionale: nel 2014 la pressione fiscale – dato medio su Italia – ferma l’asticella al 63,1%. Nel 2011 era del 59,1%. E’ Roma a guidare la classifica, seguita da Bologna, Reggio Calabria, Firenze, Napoli, Catania, Cremona, Bari, Genova e Biella.

Laura Bosio
redazione@cremonaoggi.it

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