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Rapinarono l'autogrill In 4 patteggiano Base in via Ruggero Manna

rapinatori

Davanti al gup Letizia Platè, quattro degli imputati arrestati nel dicembre scorso per una rapina al distributore e all’autogrill della stazione di servizio Cremona Nord dell’A21 hanno patteggiato due anni e quattro mesi ciascuno. Dunque Demokfraft Loshaj, 23 anni, Hakif Shala, 24 anni, Avdyl Demiri, 22 anni, e Islom Salihi, 24 anni, tutti kosovari e detenuti nel carcere di Cremona, hanno optato per la via del patteggiamento, mentre la posizione di un quinto uomo, Driton Loshaj, 22 anni, che non è più in carcere, è stata stralciata. I primi quattro imputati erano difesi dall’avvocato Stefania Giribaldi. La mattina del 14 dicembre del 2013 la banda era finita in manette in seguito ad un’irruzione dei carabinieri nel loro covo, un’abitazione di via Ruggero Manna dove era stato trovato di tutto: pistola, occhiali e passamontagna, cellulari, picconi, martelli, fiamma ossidrica. Inoltre, attrezzi per la clonazione delle carte di credito, computer e bilancino di precisione per il confezionamento della droga. Compresi 200 grammi di marijuana e il bottino della doppia rapina messa a segno qualche ora prima: 1400 euro sottratti al distributore e 900 all’autogrill. In uno zainetto erano state sequestrate delle fascette di plastica utilizzate molto probabilmente per bloccare le vittime delle rapine. Il colpo era avvenuto intorno alle 4 del mattino. Entrando dall’esterno dell’autostrada, probabilmente dalla zona dell’hotel Hermes, i malviventi erano entrati nel distributore Total Erg. Uno di loro, armato di pistola, aveva minacciato l’addetto e si era fatto consegnare l’incasso. Stessa cosa subito dopo all’autogrill accanto. Pistola spianata, minacce e via il bottino, in tutto quantificato in 1.500 euro.

Decisive le testimonianze delle vittime della rapina e le riprese della videosorveglianza, così come il racconto di un testimone che alla polizia stradale aveva riferito di aver notato una Polo scura con targa tedesca con a bordo quattro persone stazionare per qualche momento nel retro dell’autogrill per poi entrare. Subito dopo il testimone li aveva visti correre verso l’auto e ripartire a grande velocità. La macchina era stata individuata con il motore ancora caldo in una traversa di viale Po e sulla base dei documenti trovati all’interno della Polo gli inquirenti erano risaliti all’appartamento di via Ruggero Manna occupato da un gruppo di kosovari, tra cui Hakif Shala, che materialmente disponeva della Polo. All’epoca tutti gli accusati avevano respinto ogni responsabilità, sostenendo di aver trascorso la serata in discoteca.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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