Commenta

Tentato omicidio Incarico al perito, in cella la presunta vittima

ar

L'avvocato Garbetta

Non è stato possibile sentire la presunta vittima, oggi, nell’incidente probatorio fissato davanti al gip Letizia Platè sul tentato omicidio di piazza della Pace. Emanuele M., 29 anni, rimasto ferito durante una lite per motivi di gelosia da Andrea Mulattieri, 37 anni, è rinchiuso nel carcere di Piacenza per aver violato l’obbligo di firma in un precedente provvedimento. Un anno e mezzo fa il giovane era finito in carcere per aver cercato di investire un finanziere. Successivamente era uscito ma per lui il giudice aveva disposto l’obbligo di firma; misura che è stata violata, tanto che lo scorso 20 novembre il 29enne è tornato in cella a Piacenza. Solo questa mattina, però, il gip e il pm Laura Patelli hanno appreso la notizia della custodia cautelare in carcere, e quindi non c’è stato il tempo di predisporre la traduzione del detenuto a Cremona. Emanuele, dunque, sarà sentito il 15 gennaio, data della prossima udienza dell’incidente probatorio, quando verranno resi noti i risultati della perizia medico legale affidata oggi in udienza all’esperto del gip Antonio Osculati. Il medico legale dovrà certificare l’idoneità delle ferite e dei colpi di lama inferti dal Mulattieri a cagionare la morte di Emanuele. Il 37enne, difeso dall’avvocato Davide Garbetta, era stato arrestato il 7 ottobre scorso per aver accoltellato l’ex rivale in amore. Il legale, in forza di alcuni filmati che confermerebbero la versione del suo assistito, sostiene la legittima difesa. “Il mio cliente, essendo stato provocato, è stato costretto a parare i colpi inferti dal 29enne che brandiva un coltello”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti