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Tentato omicidio in piazza Pace 'Non voleva uccidermi'

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Nella foto: il tribunale, il giudice Platè e l’avvocato Garbetta

E’ stata smontata dalla stessa presunta vittima l’accusa di tentato omicidio ipotizzata dalla procura di Cremona nei confronti di Andrea Mulattieri, il 37enne arrestato lo scorso ottobre per aver accoltellato l’ex rivale in amore Emanuele, 29 anni, durante una lite scoppiata in piazza della Pace per motivi di gelosia. Il colpo di scena è emerso oggi durante l’incidente probatorio davanti al gip Letizia Platè nel quale è stata sentita la testimonianza di Emanuele, attualmente detenuto nel carcere di Piacenza per aver violato l’obbligo di firma in un precedente provvedimento.

“Andrea non ha colpito per uccidermi”, ha detto il 29enne, che ha ammesso che quella sera era armato di un coltello. Il giovane ha poi aggiunto che le lesioni riportate alla testa sono state sì provocate da Mulattieri nel corso della colluttazione, ma involontariamente. Ha raccontato di non essersi recato subito in ospedale perché il suo fisico “prestante” ha retto e che quella sera era uscito in possesso di un coltello senza una ragione specifica (e non era la prima volta). Ma perché Emanuele non ha fatto subito il nome di Mulattieri, persona che conosceva e con la quale, secondo quanto affermato dallo stesso 29enne, litigava da qualche tempo ? “Perché non volevo creare casini”, è stata la risposta.

Nell’incidente probatorio di oggi sono stati resi noti anche i risultati della perizia medico legale affidata dal gip all’esperto Antonio Osculati che doveva certificare l’idoneità delle ferite e dei colpi di lama inferti dal Mulattieri e se avessero effettivamente potuto provocare la morte di Emanuele. Secondo la perizia “nessuna delle ferite” è stata “idonea a cagionare la morte del soggetto”, né c’è mai stato pericolo di vita, come dimostra pure la documentazione sanitaria.

Da parte sua, Mulattieri, difeso dall’avvocato Davide Garbetta, ha confermato quanto già detto nell’interrogatorio di garanzia. Ha sottolineato di aver riportato anche lui delle ferite, di non aver colpito per uccidere, ma di aver ferito Emanuele a braccio e gamba nel tentativo di tenerlo a distanza, di difendersi dalla lama impugnata dal rivale. La difesa sostiene inoltre che il 37enne non ha puntato alla testa e, su questo punto, evidenzia che le ferite sono solo “genericamente compatibili con il coltello di Mulattieri”.

In udienza sono state visionate le riprese delle telecamere prodotte dalle parti. “In alcune immagini”, ha sottolineato l’avvocato Garbetta, “si vede il coltello del 29enne e si nota che si è trattato di un uno contro uno, non di un tentato omicidio”.

Anche alla luce di quanto emerso nell’incidente probatorio, il legale ha annunciato che per il suo assistito, che è ancora in carcere, farà richiesta di scarcerazione (in subordine gli arresti domiciliari). “Le ferite in questione”, ha detto, “non sono tali da giustificare una custodia cautelare”, e ha fatto sapere a questo punto di confidare in una derubricazione dell’accusa da tentato omicidio in lesioni.

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