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Lite piazza Pace Indagato 'aggressivo', resta in carcere

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Nella foto: il tribunale, il giudice Platè e l’avvocato Garbetta

Resta in carcere Andrea Mulattieri, il 37enne arrestato lo scorso ottobre per aver accoltellato l’ex rivale Emanuele, 29 anni, durante una lite scoppiata in piazza della Pace. Il gip Letizia Platè, dunque, ha rigettato l’istanza di remissione in  libertà presentata dal suo legale, l’avvocato Davide Garbetta, che nella sua richiesta puntava sul quadro probatorio che si sarebbe modificato in seguito alla testimonianza della persona offesa e alla perizia medico legale, “elementi che nell’insieme dovrebbero escludere la configurazione del tentato omicidio”. Il gip, però, ricorda che “la persona offesa, nella descrizione degli eventi, narra di una prolungata azione di aggressione perpetrata dall’indagato lungo le vie cittadine per un discreto lasso di tempo e con l’utilizzo di un’arma tagliente e di grosse dimensioni”, che “il primo colpo inflitto dall’aggressore è stato diretto al capo, provocando una profonda ferita” e che “altri colpi hanno attinto le braccia con evidente forza (tale da fratturare le ossa del braccio) mentre queste erano portate piegate a difesa della testa”. Secondo il gip, benchè le lesioni non fossero idonee a provocare la morte, furono comunque “perpetrate con violenza e notevole forza in direzione di punti vitali della persona offesa”. Da non sottovalutare, inoltre, “la molteplicità e l’intensità dei colpi sferrati, il mezzo utilizzato, l’entità delle lesioni (con effetti permanenti, secondo il parere medico legale), la durata dell’azione lesiva (sviluppatasi in almeno due momenti a distanza di qualche tempo e in luoghi diversi del centro cittadino) e il complessivo comportamento aggressivo dell’indagato (il quale ha iniziato l’azione senza un apparente motivo)”. Per il gip, “il mezzo e la zona in direzione della quale sono stati inferti i colpi erano sicuramente idonei a cagionare la morte, mentre la forza impressa evidenzia che in quel momento quella era l’intenzione dell’indagato”. Visti poi i “gravi precedenti penali” del Mulattieri, “l’incapacità di controllo dimostrata nel corso dell’azione e della stessa gravità del fatto”, c’è il rischio di una reiterazione di altri reati della stessa specie.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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